Genova - Alcune parole sul circo

 

In questi giorni a Genova-Prà si sta tenendo il periodico vergognoso spettacolo del circo con animali  (in questo caso si tratta del circo Martini, ampiamente pubblicizzato lungo ogni strada) al quale la città sembra ormai essere abituata.

Ma non per tutti è così, ecco alcune parole riguardo ad esso:


CIRCO: LO SPETTACOLO DELLA TORTURA

In un mondo dove le logiche di dominio e sfruttamento permeano ogni tipo di rapporto, anche il divertimento si adatta a questi meccanismi.

Il circo rappresenta perfettamente la mercificazione dei corpi e delle vite che subiamo quotidianamente.

Animali strappati alla loro selvatichezza vivono un'esistenza sacrificata e sofferta per il diletto altrui, dietro le risa di persone che celano l'alienazione di una vita apatica.

Ciò che spesso le persone ignorano o semplicemente fingono di ignorare è che il loro divertimento è il frutto di addomesticamento e tortura nei confronti di animali costretti a comportamenti per loro contro natura. Anche in un contesto in cui la reificazione di tutti gli esseri viventi, umani e non, è normalizzata, non è possibile non chiedersi dove sia il piacere di fronte alla spettacolarizzazione di dinamiche di sopruso ai danni di esseri senzienti e autodeterminati: deportazione dal proprio habitat naturale, privazione degli istinti più immediati, coercizione in spazi angusti e addestramento tramite frustate e bastonate. Altri, rispecchiando la solita logica di asservimento delle vite al profitto, vengono invece fatti nascere direttamente in cattività, senza aver mai conosciuto la libertà.

In questa ottica mercantilista, la vita ha valore solo nel momento in cui produce profitto: quando un animale anziano non è più utile ai fini dello spettacolo viene ceduto ad uno zoo, ucciso o lasciato morire.

Tutto questo alimenta una cultura in cui gli animali, ancora più degli esseri umani, vengono utilizzati come merci o come strumenti per l'alimentazione, la ricerca scientifica, lo svago, la produzione di cosmetici e vestiti.

Di fronte a tutto questo non è possibile rimanere indifferenti!

Allo stesso tempo, quando il peso diventa insostenibile, pensare di cambiare lo stato delle cose con la semplice astensione da certe forme di consumo è ingenuo.

L'unica via è agire direttamente per porre fine allo sfruttamento e raggiungere la liberazione di tutto il vivente.

LE GABBIE SI POSSONO APRIRE!!!

Gio, 14/01/2010 – 13:27
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