Carcere - Aggiornamenti da Tolmezzo e lettera di Maurizio Alfieri

Seguono alcuni aggiornamenti dal carcere di Tolmezzo e una lettera di Maurizio Alfieri, in cui viene diffusa la notizia di un'aggressione ordinata dalle guardie nei confronti di un prigioniero e di altre minacce e rappresaglie contro chi sta cercando di rompere la censura sugli orrori e le brutalità che avvengono in questa galera.

Per scrivere a Maurizio:

MAURIZIO ALFIERI
VIA PALUZZA 77  33028 TOLMEZZO  (UDINE)




Riassunto di alcune recenti lettere da Tolmezzo:

Ancora dal lager di Tolmezzo

Diversi prigionieri hanno scritto dal carcere di Tolmezzo per ringraziare del presidio di solidarietà che si è tenuto sabato 24 novembre. In una lettera si dice: “La solidarietà di tutti i compagni/e che si è svolta oggi 24-11-12 è riuscita ad abbattere quel muro di omertà che per anni ha nascosto e occultato pestaggi, abusi ed ogni forma di violenza e nefandezze, con la complicità di organi giudiziari collusi con i dirigenti di questo istituto”.

300 detenuti su 300 hanno fatto varie richieste di trasferimento da Tolmezzo e questo sia per le condizioni carcerarie (con i noti pestaggi) sia per il ruolo svolto dal magistrato di sorveglianza (Mariangela Cunial), che ha trasformato tutti i “benefici”, anche quelli automatici come i 90 giorni all'anno di liberazione anticipata, in “premi” per i quali le garanzie offerte dal detenuto non sono mai sufficienti.

Un detenuto è stato fatto aggredire alle spalle da un altro a cui la direzione aveva promesso in cambio un posto di lavoro.
Persino le guardie (!) si lamentano della direttrice, Silvia Della Branca.

Il 24 novembre, Maurizio Alfieri avrebbe dovuto andare all'aria come previsto dal regolamento allo scadere di ogni 15 giorni di isolamento. Di fronte alla pretesa della direzione che non andasse al “passeggio” solito ma a quello dell'infermeria, un buco dove il bagno è pieno di escrementi e urina, Maurizio si è rifiutato.
Inoltre, sempre a partire dal 24 novembre Maurizio ha cominciato uno sciopero del vitto a tempo indeterminato per poter tornare, dopo più di 6 mesi di isolamento, in sezione. Continua a denunciare il blocco della posta sia in entrata sia in uscita.

Una lettera da Alessandria del 28/11 ci informa che i compagni in AS2 sono rimasti colpiti dal gesto solidale dei prigionieri di Tolmezzo ed hanno scritto in merito un testo che però la censura ha bloccato.



Lettera di Maurizio Alfieri indirizzata alle direttrice Silvia Della Branca e al comandante delle guardie:


Lager di Tolmezzo, 14 novembre 2012


Sig.ra Direttrice,
Sig.re Comandante,
desidero scrivervi queste poche righe per informarvi di come la penso su quello che ho sentito e che non mi preoccupa.
Riguardo alle ultime tre sanzioni siete al corrente che avete voluto comminarmi altri 30 giorni di isolamento con menzogne, ma non importa, perché tutto ciò che state facendo dimostra all'opinione pubblica che voi oltre a non aver rispetto per le regole violate anche la legge.
Voglio ribadirvi che finché io sarò a Tolmezzo non vi lascerò fare nessun abuso contro i detenuti, ogni prevaricazione, ogni violazione dei diritti, ed ogni pestaggio, sarà fatto pubblicare su Internet.
Tutto l'isolamento che voi sino ad ora mi avete fatto fare, ricordatevi che tutto ciò che non mi uccide mi rafforza.
La solidarietà che ricevo da migliaia di persone, compagni/e, amici e fratelli, riesce ad abbattere tutte le mura che voi avete eretto.
Nietzsche diceva di non aver paura di scavare anche se sotto c'è l'inferno.
L'ultimo fatto ignobile e deplorevole che ho sentito e saputo mi fa venire il voltastomaco; se l'ispettore che ha detto a Bouzian di essere stati voi a farlo colpire alle spalle e che fra poco toccherà a me, vi dico con sincerità che io non ho paura di niente e di nessuno. Anzi, auguro all'ispettore o chi per lui che il delatore che deve venire non sia solo, che si assicuri di portare a compimento la sua opera, soprattutto di non pagarmi, perché io la galera non la auguro nemmeno al più infame del mondo, in caso contrario, cioè che non riesca nella sua sporca opera, credo che con tutti i detenuti e e amici che mi vogliono bene e mi rispettano avrà vita dura, non solo qui, ma dovunque esso o essi andranno.
Ho fatto tantissima galera per mia sfortuna, ne ho sentite e viste tante; un giorno con un vostro graduato ho avuto uno scontro verbale, perché si era permesso di dirmi: “Alfieri stia attento che a me basta una bicicletta per metterle contro i detenuti”. Ci misi un attimo a zittirlo, dicendogli che nessuno era all'altezza di aprire la bocca sul mio conto e che doveva leggersi il mio fascicolo ed informarsi prima di aprire bocca e di non permettersi mai più.
Oggi sentendo queste cose non mi meraviglio più, voi siete abituati a giuocare sporco, così come state facendo fino ad ora con false denunce e rapporti.
Ho passato tantissimi natale e capodanno da solo, per gli abusi di gente come voi, di sicuro non riuscirete mai a mettere a tacere la mia ribellione alle vostre cattiverie, che sono di persone prive di sentimenti, mediocri e frustrate.
Vi ringrazio per la cortese attenzione a questo mio scritto.

Doverosi ossequi senza paura,
Alfieri Maurizio


Carissimi compagni/e, la stessa lettera ho provveduto ad inviarla in direzione, così questa servirà per renderla pubblica su Internet ed ogni commento lascerà il tempo che trova. Sono uno spirito libero e nessun isolamento potrà fermare la mia tenacia.

Un forte abbraccio a tutti i compagni/e che insieme a noi lottano contro i tiranni.
Vi voglio bene,
Maurizio
 

Mar, 11/12/2012 – 15:36
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