Verona - ALF libera 3000 visoni
fonte: larena.it
Commando «libera» tremila visoni
Nel mirino un allevamento di San Martino. Per tutta la giornata i titolari hanno cercato di recuperare i mustelidi dispersi. Ma molti sono morti
Gli animalisti dell’Animal liberation front (Alf) sono tornati a colpire.
Nel mirino l’allevamento di visoni gestito dalla società Anpel a Campalto di San Martino Buon Albergo. Il commando ha firmato il terzo blitz in due anni nell’unico insediamento di animali da pelliccia del Veronese sulla parete di uno dei capannoni della ditta e con una telefonata di rivendicazione al centralino de L’Arena. Gli altri allevamenti più vicini si trovano nel Bresciano e nel Mantovano.
L’Alf svolge azioni contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali in tutto il mondo. Fondata nei primi anni Settanta in Inghilterra, ha cominciato a diffondersi negli anni Novanta in Italia.
Il nuovo assalto a San Martino Buon Albergo è stato organizzato probabilmente tra le cinque e le sette del mattino di ieri. Stando alle prime indagini della Digos e dei carabinieri della locale caserma, il gruppo era composto da almeno sei o sette elementi.
Le numerose impronte sono ancora impresse nei terreni confinanti con l’azienda. «Hanno liberato tutti gli animali, che erano tremila», spiega Luca Begnini, figlio di Nicolò, il titolare, che ha passato la giornata a recuperare ad una ad una le bestiole sparse nel raggio di un chilometro tra le case e le coltivazioni. «L’Alf, così facendo, non salva gli animali, ma li uccide, perché sono nati e cresciuti in gabbia. Sono abituati a mangiare il pastone che prepariamo, non a procurarsi il cibo autonomamente», osserva il giovane. «Anche se sopravvivessero agli agricoltori che proteggono i pollai e alle auto quando attraversano la strada, comunque morirebbero di fame».
C’è un particolare: gli animalisti non vorrebbero neppure che i visoni fossero ingrassati per essere macellati, salvo conservarne la pelliccia. «Mandiamo avanti l’attività da 40 anni, se qualcuno ha un altro lavoro da offrirci, cambiamo», assicura, Elena Begnini, la madre. A San Martino Buon Albergo è giunto un allevatore dal Mantovano per aiutare la famiglia a radunare gli animali. «Solidarietà all’interno dell’associazione di settore, dato che recentemente altri siti in Italia sono stati presi di mira», commenta Luca Begnini. «Gli animalisti hanno raggiunto l’allevamento passando quasi sicuramente dalle stradine sterrate della Coetta. Lasciati i veicoli al sicuro, hanno percorso l’ultimo tratto a piedi. Sono dei professionisti molto organizzati. Hanno tagliato la rete di recinzione per una lunghezza di 40 metri in modo da favorire una rapida fuga al maggior numero di visioni possibile. Le forze dell’ordine conoscono l’Alf, ma trovare al suo interno i responsabili del gesto è difficilissimo. Anche nella prima delle due precedenti intrusioni avevano aperto le gabbie. Mentre, nella seconda, avevano bruciato i camion dell’azienda e il fabbricato usato per lavorare il pastone destinato ai visoni». Per il momento, i proprietari non riescono a quantificare i danni.
Le assicurazioni, aggiungono gli stessi titolari, non si assumono facilmente l’onere di risarcire i danni di una simile attività proprio per i rischi legati alle incursioni degli ambientalisti, diventate sempre più frequenti.
25 Settembre 2008


