Usa - Bioattentati all'antrace, cavie, farmaci e un suicidio
fonte: RaiNews24
In un nuovo tassello del giallo dell'antrace, e' emerso oggi un possibile movente: secondo fonti vicine all'inchiesta l'Fbi starebbe indagando se la catena di bio-attentati dell'autunno 2001 sia stata intenzionalmente provocata per testare nuovi farmaci.
Bruce Ivins, che aveva ricevuto tre lauree e un dottorato di ricerca dall'Universita' di Cincinnati, aveva scritto vari lavori sull'antrace compreso uno pubblicato in luglio sugli sforzi di curare topi esposti deliberatamente alle spore assassine.
Lo scienziato e i suoi colleghi si erano piu' volte lamentati della limitata riserva di scimmie di laboratorio e sostenuto che gli esperimenti su animali non erano sufficienti a dimostrare come un essere umano avrebbe reagito alle cure.
Ivins si e' suicidato martedi' scorso con una overdose di Tylenol e codeina dopo aver appreso che stava per essere incriminato per la catena letale di lettere al carbonchio che nell'autunno 2001 gettarono nel panico l'America.
Suonava l'organo nella chiesa di St.John The Evangelist a Frederick in Maryland, scriveva lettere di fuoco in difesa dei valori cristiani al giornale locale Frederick News-Post. Giocoliere dilettante nel tempo libero e nella vita uno dei piu' illustri scienziati americani di bio-guerra, Bruce Ivins si e' portato nella tomba i segreti del
giallo dell'antrace.
"Era innocente, la vittima di una campagna di voci", ha detto il suo avvocato Paul Kemp, ma i procuratori volevano chiedere nei suoi confronti la pena di morte, ha indicato il Dipartimento della Giustizia confermando che lo scienziato era diventato il bersaglio centrale dell'inchiesta.
Autore di studi fondamentali sulle conseguenze dell'inalazione dell'antrace, lo scienziato aveva 62 anni, da
dieci anni era al lavoro su un vaccino contro il carbonchio e cinque anni fa aveva ricevuto la piu' alta onorificenza del Pentagono per il servizio civile. Il presidente George W. Bush e' stato informato e sta seguendo gli sviluppi dell'inchiesta, ha detto la portavoce Dana Perino.
Esperto microbiologo impiegato da tre decenni nei laboratori dell'esercito a Fort Detrick in Maryland, Ivins aveva inizialmente collaborato con l'Fbi aiutando ad analizzare la finissima polvere di spore che in quell'autunno di paura dopo le stragi dell'11 settembre aveva ucciso cinque persone, mandato in
ospedale altre 17 dalla Florida al Connecticut, paralizzando per mesi il sistema postale e fermando a singhiozzo i lavori del Congresso.
Il Dipartimento della Giustizia non ha ancora deciso se chiudere il caso: non e' ancora certo se Ivins ha agito da solo ne' finora e' emerso un movente della catena di bio-attentati. Poco meno di un mese fa il governo americano aveva accettato di pagare un risarcimento di 5,8 milioni di dollari a un collega e
vicino di casa dello scienziato, il microbiologo Steven Hatfill, messo alla gogna sette anni fa come "persona di interesse" e additato dall'allora ministro della giustizia John Ashcroft come il potenziale mittente delle lettere killer.
L'attenzione si era pero' spostata su Ivins nel 2006, quando il capo dell'Fbi Robert Mueller aveva cambiato il timone dell'indagine: i nuovi investigatori capo Vincent Lisi e Edward Moontooth avevano riesaminato piste abbandonate e fatto analizzare le proprieta' genetiche delle spore: i nuovi sforzi avevano portato al laboratorio dello scienziato.
Avevano destato sospetti anche alcuni comportamenti inusuali di Ivins nei sei mesi successivi ai bio-attentati: lo scienziato non aveva denunciato casi di contaminazione da spore dell'antrace fuori dalle aree blindate del centro di ricerca dove lavorava. Ivins aveva dato di nuovo segni di stranezza dopo il risarcimento di Hatfill. Era stato internato in un ospedale psichiatrico per una grave depressione e aveva confidato a un terapista che stava pensando al suicidio.
