Ultima risposta a kn03
L’anarchismo è la dottrina della liberta’…..La liberta’ dell’anarchico è liberta’ per tutti. Ciascuno è artefice del proprio destino, e la sfera della liberta’ individuale è inviolabile!
Borovoi 1918
Rispondo per l’ultima volta in questa maniera virtuale sperando che alla critica del botta e risposta al computer si contrapponga quella sinceramente reale, caratterizzata da contraddittori immediati e critiche tangibili. Ero dubbioso se rispondere o meno, dubbio instillato dal fatto che tendenzialmente i nostri scritti diventano materiale in uso e consumo degli apparati repressivi, fomentatori esperti del dividi e massacra. Nella prima risposta avevo volutamente omesso il mio nome perche’ cio’ non facesse prendere posizioni preconcette, nascondendo ai lodatori del pregiudizio chi fosse il redattore e per evitare che le mie conclusioni non facessero pensare ad una sorta di dissociazione o di presa di distanza da certe pratiche. Visto che poi pero’ in realta’ molte cose a me palesi per altri evidentemente non lo erano, forse cosi’ male in fondo non ho fatto. Aspettando quindi un confronto reale con i compagni di kno3 e soprattutto con l’uomo di ferro con i tempi e i modi che loro riterranno opportuni, cerchero’ di rispondere alle tante risposte stizzite che ho letto sul documento uscito in rete. Certo rispondere al documento inviato dall’uomo di ferro non è cosi’ facile, vuoi perché ancora non sono riuscito a capire cosa intendesse esprimere in certi passaggi, vuoi perché credevo che le specificazioni che avevo redatto nella prima lettera fossero chiare e comprensibili. L’uomo di ferro è sinceramente offeso perchè qualcuno si è permesso di criticare gli articoli usciti su kno3, perché si è infangato il lavoro di compagni che comunque si sono esposti. Ma facci capire, il tuo desiderio di confronto che traspare nella lettera è qualcosa di reale oppure il tenore di esternazione delle critiche lo decidi tu? Se cosi è facci sapere quali sono le cose che vuoi sentirti dire, cosi’ in questo eventuale dibattito che hai interesse ad aprire sapremo quali parole utilizzare per non turbare i tuoi sentimenti. Da quello che ho capito chi si espone con un attacco incisivo come quello di redigere un giornale non deve essere minimamente contraddetto! Alla faccia del confronto e della discussione! Mi si accusa addirittura di spingere a non leggere il giornale in questione, ma se cosi’ fosse avrei evitato di rispondere e quindi di attizzare la discussione. Ho apprezzato il valore della critica corretta nell’evidenziare una carenza di azioni piu’ incisive ma allo stesso tempo ho fatto notare l’indirizzo sbagliato a cui sono state spedite. Questo si chiama discutere, confrontarsi appianare od ostacolare concetti, se questo puo’ darti fastidio purtroppo e’ qualcosa che dovrai risolvere da solo. Riguardo agli insulti, non mi sembra di averne fatti, ho dato degli aggettivi che secondo sono impliciti in chi crede di avere verita’ in tasca. Se rileggi la tua risposta forse ne troverai molti di piu’ rispetto a quelli per i quali ti sei sentito cosi’ oltraggiato. Se rileggessi anche attentamente gli articoli di kno3,ti accorgeresti con quale superficialità vengano tacciate come cazzate iniziative che dei compagni stanno portando avanti o come altrettanto facilmente altri compagni vengano chiamati militonti solo perche’ partecipano con assiduita’ a cortei e presidi. Riguardo alle sentenze irrevocabili purtroppo non le danno soltanto i giudici, ma le hanno tacite i saccenti, gli spocchiosi, quei superbi che da una parte dichiarano di volere il confronto e presentare proposte e dall’altra si arroccano su dichiarazioni per loro insindacabili. Certo le due categorie di sentenze non sono minimamente comparabili, ma certe volte anche queste sono fonte di grosse tragedie. Per rispondere anche alla tua osservazione riguardo il termine schizofrenico, questo era semplicemente riferito ad un atteggiamento incomprensibile, in quanto si dice tutto ed il contrario di tutto pur di avvalorare le proprie argomentazioni. Rispondendo nello specifico, sulle iniziative che alcuni compagni adottano, cosa c’è ancora da capire? Riferito al 41 bis, è tutto molto chiaro, è cosi’ difficile comprendere il desiderio di propagandare anche con un corteo o con un presidio la distruzione delle galere, o desiderare che strada facendo qualcuno possa essere affine alle tue rivendicazioni? Certo il non raggiungere questi scopi non è certo entusiasmante, ma se ci lasciassimo travolgere dalla realtà e perdessimo quella sana incoscienza che ogni anarchico dovrebbe avere faremmo meglio veramente a lasciar perdere. Parli del rischio di cadere nell’autoreferenzialita’, quando in un articolo del tuo stesso giornale un compagno giustamente critica chi taccia di autoreferenzialita’ certe azioni.
Nel tuo lungo elenco di risposte citi le varie cose accadute negli anni, dalla mancata pubblicazione di alcune rivendicazioni, alla credibilita’ che un certo avvocato gode ancora tra i compagni. Cose sinceramente corrette da mettere in risalto, ma dimmi da quale teoria tutto questo è riconducibile ad iniziative come cortei e presidi che secondo te sono inutili e dannosi?
Qui si sta perdendo il punto da cui tu sei partito: Inizialmente dici che le iniziative di strada non portano a nulla e che è meglio lanciarsi per fare altro, poi correggi il tiro dicendo che non sei a priori contrario, ma che bisognerebbe caratterizzarli con i propri metodi. Ma allora perche’ piuttosto che dilungarti in questa lunghissima invettiva non cerchi di fare in modo che a questi cortei i metodi vengano fuori? Tu non stai accusando qualcuno nello specifico, stai tacciando di inutilita’ un agire che molti compagni hanno ancora voglia di portare avanti ed è per questo che i compagni ti rispondono. Sei voluto trascendere in difese personali e private che poco hanno a che fare con l’argomento in questione. Forse ti sei dimenticato che sei tu ad aver aperto il dibattito in questa maniera, collegando senza una motivazione logica cose in realta’ scisse le une dalle altre. E’ giusto criticare chi teorizza l’insurrezione, ma poi afferma che siano dannose certe azioni. Ma tu cosa stai facendo? Se non credi in alcune pratiche nessun problema ma sollevare tutta questa questione mi sembra un po’ troppo. Piuttosto che cercare delle soluzioni da intraprendere insieme dai del boicottatore a chi ancora non si è stufato di partecipare a certe iniziative.
L’ho gia detto nella prima lettera, se vi guardaste intorno vi accorgereste che siete stati voi a scoprire l’acqua calda. Scoprireste compagni che hanno la vostra stessa tensione e voglia di rivoltare l’esistente, ma fortunatamente l’opposta presuntuosità!
Una risposta per me diventa impossibile da dare quando parli di sostanze. Sinceramente non so a cosa ti riferisci, forse come tu stesso dici le porcherie che hai ingurgitato ancora stanno facendo effetto, oppure recentemente hai rincarato la dose, perche non so dove vuoi andare a parare. Aspettero’ questa fatidico incontro per sciogliere i miei dubbi.
Riguardo a Di Giovanni volevo far risaltare la confusione che secondo me regna in alcuni passaggi dei vostri articoli, evidenziando che anche Di Giovanni parlava di braccio e mente, mentre per voi quello che fuoriesce dall’azione pura e dura è qualcosa di deleterio.
In finale mi sembra che degli spunti di discussione validi te li sia persi nel modo piu’ tragico, incorporando in un’unica responsabilita’ cose completamente slegate.
E’ la liberta’ d’azione(non l’unione fatta per forza), di confrontarsi, discutere, di odiare, amare senza rinnegare, anzi ribadendo sempre piu’ forte i propri contenuti quello di cui abbiamo bisogno, senza che nessuno si debba permettere di sminuire il discorso perche’ non troppo duro e puro!
So anche io che fare la guerra alla societa’ implica il rivoltarsi di essa, ma dimmi caro uomo di ferro perché non dovrebbe essere auspicabile che qualcun altro si senta affine agli anarchici e condivida quei contenuti?
Dispero sia una domanda inutile, perche’ quelli sprovveduti come noi hanno ancora nel cuore il desiderio, la passione, la follia per lanciarsi nel marasma della rivolta sociale con ogni mezzo, non piagnucoliamo su come non essere oggetto di particolari attenzioni, ma andiamo avanti fregandocene di ogni possibile ritorsione, ancora testardamente ci confrontiamo tra noi e con compagni piu’ giovani ai quali portiamo la nostra esperienza e dai quali cerchiamo di attingere spunti nuovi. Dispero sia una domanda inutile perche’ quelli come noi di risposte non ne hanno e non ne vogliono avere, preferiscono lasciarle agli arroganti che hanno risposte a tutte le questioni. Preferiamo trovare nell’umilta’ e nel confronto il giusto percorso.
Aspettando questo incontro pubblico che l’uomo di ferro ha intenzione di presentare nei tempi e nei modi che preferisce, per qualsiasi chiarimento, approfondimento, discussione o altro io sono a completa disposizione e chi vuole sa certo dove trovarmi.
Tittarello
