Toscana - Tentato omicidio di assassini, cronaca dalla repressione

Lun, 12/05/2008 – 09:09

“Tentato omicidio di assassini”.

Cronaca dall’inquisizione in Toscana..
Dal decreto di perquisizione della procura di Firenze a firma del sost. Proc. della rep. giuseppina Mione:
“in ordine ai reati di tentato omicidio, porto d’armi o esplosivi e associazione sovversiva” (trad. dal cod. pen.) (...) “RITENUTO che vi sia fondato motivo di ritenere che nell’abitazione del predetto indagato” (…) “possano rinvenirsi cose e tracce riconducibili direttamente o indirettamente alla fabbricazione del mortaio artigianale (costituito da un cilindro metallico, chiuso con una base di cemento, composto da: congegno di attivazione costituito da miccia a lenta combustione con viplatura di colore rosso; innesco costituito da detonatore a fuoco; carica esplosiva –detonante- costituita da gelatina) utilizzato per la commissione dell’attentato esplosivo ai danni della caserma Vannucci di Livorno, in data 25/9/2006 nonché materiale cartaceo (manuali, opuscoli, rubriche, agende ecc..) e qualsivoglia altro supporto documentale anche di natura informatica, relativo alle modalità di fabbricazione del predetto mortaio ed alla fase preparatoria della commissione del reato, nonché ai rapporti con i coindagati ed, infine, materiale utile per l’estrapolazione di reperti biologici per eventuali successive comparazioni;” (…)
4 anni ROCAMBOLESCHI, un NUMERO e QUALCHE comma.

25 gennaio 2008. 6:00 del mattino.
Per l’ennesima volta, soprattutto negli ultimi 4 anni, i benemeriti R.O.S. dei Carabinieri si presentano alle porte delle abitazioni di 9 persone e di alcuni loro familiari in toscana in liguria e nel lazio. Alcuni di loro sono indagatx per l’attentato alla caserma Vannucci dei parà di Livorno del settembre 2006. Valentina, che viene perquisita ma non indagata, finisce in carcere in seguito al ritrovamento di hascisch (Attualmente è ai domiciliari “restrittivi” in casa a Livorno con il divieto di comunicare con chicchessia). -Uno di loro era già stato convocato in caserma all’indomani dell’esplosione e, mostrategli le foto del mortaio, gli era stata chiesto senza giri di parole se aveva qualche confidenza da fare ai gendarmi.-
Lo scenario è lo stesso di sempre. Tipica citofonata da sbirro all’alba, qualche spacconata, qualche minaccia a genitori spaventati, qualche ammicco, decine e decine di cani da guardia (alcuni a quattro zampe povere bestie addestrate al rinvenimento di esplosivi), da qualche parte metal-detectors.
Cercano prove, informazioni e tracce biologiche dicono.
Sequestreranno computer, agende, dischetti, oggetti, fogli e foglietti.
E spazzolini da denti, fazzoletti con “verosimilmente” muco (ingoiatevelo…), per impadronirsi delle nostre “tracce biologiche”.
In realtà vengono a far altro. Vengono a fare terrorismo. Che è cio che gli compete.
Vengono a cercare di spaventare, imparanoiare, dissuadere e in fin dei conti, a timbrare il loro fottuto cartellino per avere a fine mese un lauto quanto infame stipendio sulla nostra pelle in qualità di R.eparti O.perativi S.peciali (proprio quelli del generale Ganzer & co. indagato da trent’anni per traffico d’armi e droga, per la P2, per infiltrazione di agenti provocatori, per la storia della polizia parallela illegale di tre anni fa cui fondatore era il neo-fascista Saya, etc…) che ricevono fior fior di quattrini per controllarci, ascoltarci, spiarci di sottecchi, seguirci di soppiatto e periodicamente indagarci per giustificare finanziamenti e spese faraoniche in termini di apparati tecnologici impiegati (microspie, gps, telecamere, etc..) e spese relative (costa cara la vita di questi 007, “voyeurs” sempre in giro, su e giu -come la pelle del cazzo- per mezza italia attaccati al culo dei malcapitati di turno).
E in questa situazione specifica vengono a continuare il lavoro iniziato almeno quattro anni fa nel giugno del 2004 con i primi arresti e perquisizioni a danno del gruppo IL SILVESTRE di Pisa editore della rivista “anticivilizzatrice” TERRA SELVAGGIA e di tutte le altre realtà a loro vicine.
4 anni di periodici attacchi delle varie magistrature toscane, e di propaganda forcaiola ad opera di prezzolati e ben noti pennivendoli locali –infaticabili cani da guardia sempre pronti ad abbaiare da dietro il recinto del loro padrone-, tribunali e galere.
Un lavoro il cui scopo dichiarato è la distruzione delle realtà ecologiste o anarchiche toscane particolarmente attive sul territorio, la chiusura della sede di via del Cuore sfacciatamente aperta proprio in faccia al loro tribunale, poi lo sgombero delle case occupate come quelle di Firenze e la diaspora di tutti gli individui o gruppi che con quelle realtà hanno sempre fatto e continueranno sempre ad essere complici e solidali. Raccogliendo il loro posto per dare continuità alle loro attività dopo ogni ondata repressiva e per appoggiare fattivamente coloro che sono statx rinchiusx con pesantissime condanne (e dopo anni scagionati) nelle gabbie contro cui si sono sempre schieratx o costrettx ad arresti domiciliari restrittivi o altre misure cosiddette cautelari .
4 anni in cui costoro hanno sistematicamente cercato di colpire i rapporti tra le persone, recidere relazioni.
4 anni in cui noi abbiamo cercato di rompere il silenzio e spezzare l’isolamento. 4 anni rocamboleschi per tutte e tutti coloro che hanno avuto a che fare con queste storie. Coinvoltx e legatx tra loro da amicizie, passioni e solidarietà tra ribelli. relazioni che nessun sbirro o giudice è ancora riuscito a spiegare, controllare e definire. Ma a cui la macchina della (in)giustizia ha dato un numero e qualche comma. 270 bis, tris o quater. Associazione sovversiva.

TeNTaTO OMiCiDiO Di ASSaSSiNi.
Tentato omicidio??
Chi in cuor suo porta odio verso ogni uniforme e verso chi quelle uniformi se le porta ben cucite addosso, ha sentito crescere dentro di se in questi ultimi anni, la rabbia e il desiderio di poter fermare quegli aerei che decollavano dalle nostre cittá per andare a bombardare democrazia occidentale, quelle navi che salpavano dai nostri porti per portare terrore e quei mezzi uomini che dovremmo considerare nostri onorati connazionali, addestrati per sparare sulla schiena di popoli giá condannati da secoli di sfruttamento. Un odio forte come non mai in questi ultimi anni di guerre in Somalia, in medio oriente, nei balcani, di cronache che seppur fíltrate e arrivate col contagocce raccontano di torture, esecuzioni, stupri, armi chimiche ed esperimenti bellici, sequestri e genocidi operati dai nostri concittadini (o con il loro ausilio) assassini al soldo, serial-killers di professione.
E quante ipocrite lacrime abbiam dovuto ancora vedere e quante ipocrite parole abbiam dovuto ancora ascoltare in ogni occasione in cui dei nostri connazionali in missione di morte finivano col far la stessa fine di tanti innocenti a cui loro stessi avevano tolto la vita. Innocenti che quando si ribellano e lottano per difendere se stessx, le loro case, le loro terre e le loro famiglie come farebbe chiunque di noi (… ma scusa… come te comportavi te a nassirya se era casa tua?...- tratto da non c’ho lacrime-) diventano -per politici, giornalisti e qualunquisti da salotto- TERRORISTI assassini.
Cordoglio.
Il cordoglio delle più alte cariche della nazione che ricordano i suoi figli più infami come eroi, vittime di un TERRORISMO che egli stessi hanno diffuso e profuso tra popolazioni la cui unica colpa è quella di vivere da millenni in territori sotto i quali giace l’oro nero senza il quale la nostra intera societá occidentale crollerebbe domattina.
Il cordoglio tele-diffuso in onore di carogne che per lavoro sparano a comando, uccidono per ordine superiore e che poi per goliardia ogni tanto giocano a torturare neri in Somalia, violentare donne in kosovo e a far tiro al bersaglio su qualche montagna afgana, in Sudan o a Nassirya. Solo per citare qualcuna delle loro missioni piu umanitarie.
Il cordoglio nazionale di milioni di telespettatori in pantofole al caldo delle proprie case e al sicuro dalla violenza che si commuovono per i figli della patria immolati per difendere il nostro telecomando, le nostre sicurezze, il nostro comfort, il nostro inquinamento scellerato, la nostra frenetica vita malata al ritmo di produci-consuma-crepa e soprattutto i serbatoi delle nostre auto (Cosa sto pagando quando vado a far benzina e pago quasi il doppio rispetto a qualche anno fa?).
Il cordoglio di chi ha perso coscienza di se e di ciò che gli succede intorno e continua a far parte orgoglioso di una societá sempre piu sopraffatrice, in cui si é sempre piu poveri, sempre piu sfruttati, sempre piu repressi, sempre meno liberi e sempre meno felici. In cittá sempre piu videosorvegliate, sempre piu affollate, sempre piu invivibili e sempre piu irrespirabili, e sempre piu simili alle carceri stesse costruite per silenziare dissenso e ingabbiare chi non vive secondo le regole. In territori sempre piu contaminati, sempre piú aggrediti dalle nocivitá e sempre piu devastati, sepolti e soffocati da quantitá inimmaginabili di immondizia.
Il cordoglio di chi ancora é li a credere alle menzogne di chi governa, bombarda, distrugge, reprime sfrutta e inquina con il benestare del suo voto elettorale.. finanziato con le tasse pagate con una vita passata a lavorare e produrre nocivitá invece che a vivere.. e suffragato dalla propria partecipazione incondizionata a questa assurda competizione quotidiana con i nostri simili a cui siamo stati educati e alla quale si dovrebbe ridurre la nostra intera esistenza.
Il cordoglio di chi non ha lacrime per la propria vita mai veramente vissuta, buttata al vento in nome del lavoro, del timore di dio e delle rate da pagare e ancora versa lacrime per un manipolo di fascisti graduati che scorazzano sciolti tra mari e montagne altrui divertendosi a mitragliare e sterminare come fossero in un eterno videogioco, come se la guerra fosse un simpatico sport.
Il NuoVo SpORT NaZIOnALe
da un pò di anni il nuovo sport nazionale si chiama LOTTA al TERRORISMO. Gia perchè per paradosso lessicale TERRORISTI non sono più gli Stati e i loro servi armati che attaccano popolazioni inermi.
TERRORISTE sono le popolazioni attaccate e soggiogate per interesse economico. E TERRORISTI siamo noi, i cosiddetti nemici interni. Quelli che come serpi in seno diffondono “terrore” nelle nostre strade raccontando ciò di cui costoro si rendono complici, raccontando che l’era del petrolio per il quale si fanno le guerre sta portando alla distruzione del pianeta, alla catastrofe ecologica in corso che é sotto gli occhi di tuttx. Raccontando che chi vive per sfruttare reprimere e uccidere ha un volto, un nome e un indirizzo. Raccontando che siamo stanchi di vedere le nostre terre e le nostre cittá gia stuprate dalle devastazioni ecologiche e sociali diventare le culle delle basi militari NATO, USA e nazionali da cui prendono il volo o il largo convogli militari con destinazione ieri Belgrado oggi Baghdad domani Chissadove.

Ma COS’è LA FOLGORE di livorno..?
Precursori della folgore furono “i fanti dell’aria libici” voluti dal noto gerarca fascista Italo Balbo allora governatore della Libia, che fondò il primo campamento paracadutisti nel marzo del ´38 a “Castel Benito” (!) vicino Tripoli.
Composta di circa 7.000 uomini, oggi la "Folgore" è costituita da 3 reggimenti paracadutisti di stanza a Livorno, Siena e Pistoia, da un reggimento di artiglieria leggera, dal reggimento di assalto "Col Moschin", dal reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", tutti di stanza a Livorno, e da un gruppo dell'aviazione dell'esercito, con sede all'aeroporto di Pisa. Della "Folgore" fa parte anche il Centro addestramento paracadutisti di Pisa. Il fiore all'occhiello della Brigata sono gli incursori del "Col Moschin", l'unico corpo speciale dell'esercito, inserito nell'ARRC, la forza di risposta rapida della NATO, e i carabinieri paracadutisti del "Tuscania" fra i quali vengono scelti il centinaio di carabinieri dei GIS (Gruppi di Intervento Speciale), il segretissimo nucleo antiterrorismo dell'Arma, anch'esso di stanza a Livorno. La "Folgore" possiede centri addestrativi anche a Villafranca di Lunigiana, Marina di Pisa e Bibbona (LI). Insieme ai bersaglieri della "Garibaldi", agli alpini della "Taurinense" e ai carristi della "Friuli", la "Folgore" fa parte della forza di proiezione dell'Esercito italiano, cioè di quell'insieme di unità di punta incaricate di intervenire fuori dai confini nazionali per le operazioni definite propagandisticamente "umanitarie" o di "mantenimento della pace". Così negli ultimi 30 anni i parà hanno partecipato a molte delle avventure dell'imperialismo italiano. Ma la "Folgore" non è stata impegnata solo in terre lontane. I Parà hanno fatto parte di operazioni di ordine pubblico molto pubblicizzate come l'operazione antimafia denominata "Vespri siciliani" e quella contro la mafia calabrese sull'Aspromonte. Ma i nostri eroi, come orgogliosamente pubblicizzano sul loro sito web hanno anche partecipato, schierando l’intera brigata, al G8 di genova nel 2001.
Corpo notoriamente molto frequentato da fascisti, che si ritrovano perfettamente nella infame retorica tipicamente militarista dell'ardimento, forse non casualmente la "Folgore" occupa una parte importante di una regione "rossa". Nel 1960, pochi mesi dopo i fatti di Genova e la caduta del governo Tambroni, Livorno è teatro di scontri violentissimi fra parà e giovani locali. Dopo un pomeriggio di scazzottate i parà organizzano una specie di spedizione punitiva sfilando per le vie del centro cantando inni fascisti e provocando la dura reazione della popolazione. La celere interviene in loro difesa, le famigerate camionette caricano, lacrimogeni vengono sparati ad altezza d'uomo. Al termine degli scontri un centinaio di livornesi finiscono in carcere. Per anni la frattura rimane insanabile. Nel 1967 la "Folgore" adotta in segno di riconciliazione con la città il basco amaranto, il colore simbolo di Livorno, ma una riconciliazione avverrà, anche se mai completamente, solo negli anni '80.Lo spirito fascista impregna questo reparto, specie fra i gradi medi e bassi, come dimostrano i continui episodi di nonnismo culminati nell'omicidio rimasto impunito di una giovane recluta, Scieri, trovato morto all'interno della caserma della scuola paracadutisti di Pisa nell'agosto 1999. (vedi in appendice altri “episodi di nonnismo”)
Ma l'episodio più clamoroso che ha coinvolto la "Folgore" negli ultimi anni è lo scandalo delle torture in Somalia. Giugno 1997, l'avventura somala con i suoi strascichi di polemiche sembra lontana quando Panorama pubblica alcune foto che ritraggono parà mentre torturano o violentano. Lo scandalo scoppia violentissimo perché le foto confermano accuse già avanzate durante la missione "umanitaria" ma sempre respinte sdegnosamente dai militari. In breve vengono identificati alcuni dei responsabili. Di fronte alle polemiche il governo di centro-sinistra conferma la piena fiducia nella "Folgore" ma non può fare a meno di nominare la rituale commissione d'inchiesta che nel maggio 1998 conclude i suoi lavori confermando gran parte delle accuse ma assolvendo i comandanti. Tutto secondo copione. Nell'aprile 2000 il tribunale di Livorno condanna due dei militari ritratti nelle foto a 18 e 12 mesi di reclusione...

A Tutti i miLiTAri in TeRritoRio LiVoRnese e Ai NoStri InQuiSitoRi:
“certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza.. però bisogna farne altrettanta per diventare cosi coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni…”
cOSa NoN Ho…

Io non ho nulla da dirvi.
Io non ho rispetto per voi ne per le vostre rispettive uniformi. Non ho dichiarazioni da fare. E non ho lacrime.
La gente come me non ha mai avuto rispetto ne lacrime ne per gli inquisitori ne per gli assassini come voi.
Non abbiamo rispetto ne lacrime per chi uccide a comando per uno stipendio. Non abbiamo rispetto ne lacrime per chi saccheggia e distrugge terre altrui, per chi si crede sceriffo del mondo. Non abbiamo rispetto ne lacrime per i mercenari sparsi per mezzo mondo a versare il sangue di questo stadio d’assedio. Non abbiamo rispetto ne lacrime per mercenari ammazzati dalle proprie stesse vittime. Non abbiamo rispetto ne lacrime per presunti EROI caduti e non ne avremo per i futuri che cadranno.
Anche per questo piscio piu che volentieri sopra la vostra bandiera.

E anche per questo non sento ALCUN bisogno di sottrarmi alle vostre accuse alzando le mani e dichiarandomi “innocente”. Perché voi che per l’ennesima volta ci inquisite siete della stessa risma di coloro che ci accusate di aver colpito. tra voi e noi non esiste dialogo possibile. Perché voi fate il loro stesso lavoro con armi e strumenti diversi. Spiate, controllate, seguite, inquisite, giudicate e condannate. e poi nelle vostre fottute galere torturate, annientate e uccidete.
Anche per questo rispedisco le accuse al mittente. E gliele riggiro. Anche per questo non ho posizioni da prendere.
Perché voi cercate colpevoli e quelli come me, davanti a quelli come voi, non sono mai stati e non saranno mai innocenti.
Perché per quellx come me l’unica distinzione che esiste tra colpevoli e innocenti è quella che corre tra un militare e e chi finisce nella mannaia del suo mirino, tra un giudice e un condannato e tra un carceriere e chi in carcere viene annientato.
Perché per quellx come me se ci sono dei colpevoli quelli siete voi.

Per quellx come me TERRORISTI SONO GLI STATI E I TRIBUNALI.
per quellx come me L’UOMO FINISCE DOVE COMINCIA IL SOLDATO.
Per quellx come me SENZA più ESERCITI più NESSUNA GUERRA.
Per quellx come noi SENZA GIUSTIZIA NESSUNA PACE.

…e COSa Mi PiACeRebbe AVeRe.
A me piacerebbe avere il piacere di conoscere quei livornesi e quelle livornesi che oggi come all’epoca non digeriscono proprio per nulla la presenza delle basi militari in zona.
A me piacerebbe avere il gusto di vedere una città intera che torna ad essere orgogliosamente anti-militarista come è sempre stata.
A me piacerebbe che la “normalità” e la “quiete” non facciano più da contorno alle vostre manovre, ai vostri esperimenti bellici, ai vostri addestramenti e alle vostre umanitarie missioni di morte.
A me piacerebbe che a camminare per strada nelle nostre città proviate lo stesso brivido di paura che hanno le disgraziate e i disgraziati che finiscono nel mirino dei vostri fucili quando camminano per le strade delle loro città che voi invadete.
A me piacerebbe vedervi finalmente raccogliere quello che seminate.
A me piacerebbe avere la fortuna di tornare a vivere
La Livorno incazzata che vi prende a Schiaffi per la strada
Fuori i militari dal territorio livornese. Fuori gli eserciti da qualsiasi territorio.
Fuori i D.i.g.o.s., i R.o.s., i G.i.s., i N.a.s., i bis, i tris e i quater dalle nostre vite.
Fuori le nostre vite dalle vostre scartoffie e dai vostri casellari.



APPENDICiti a ”Cos’è la Folgore di Livorno?”.

*** Tratto dal sito web ufficiale della folgore:
“...Tuttavia nel 1997, speculazioni di una nota corrente politica, hanno rischiato di far sparire per sempre i Baschi Amaranto, la Brigata folgore ha rischiato realmente lo scioglimento.
Montato ad arte il "Somalgate" dal settimanale "panorama", nell'Aprile 2001 la sentenza della Giustizia Italiana:
Le foto apparse sul periodico erano state manipolate, insomma, fotomontaggi. E i racconti accusatori dei pseudo-parà italiani, storie gonfiate ad arte da mitomani in cerca di notorietà, probabilmente finanziati da "qualcuno" che non ha mai gradito la Brigata Paracadutisti. Ma la Folgore ha "tenuto botta", si è chiusa in se stessa come fanno le Grandi Famiglie, ha resistito come è Suo Stile ed ha atteso il momento del grande riscatto.”
Dopo anni di impiego a "singhiozzo" e di secondo livello nelle missioni umanitarie, la Folgore torna ad operare in quelle pericolosissime zone del mondo per cui è stata creata, essendo stata schierata negli ultimi anni in Kosovo ("richiamata" spesso nei Balcani per ristabilire l'ordine nei periodi di caos), in Afghanistan, Sudan ed Iraq. Nell'ultimo anno, 2005, ha addirittura schierato contemporaneamente i suoi cinque leggendari Reggimenti 9°, 183°, 185°, 186°, 187° tra Sudan ed Iraq.
Gli Incursori del 9° Reggimento Col Moschin, manco a dirlo, non hanno mai trovato pausa, sono l'unico Reggimento, non solo dell'Esercito, ma delle intere Forze Armate Italiane ad aver partecipato a tutte le missioni all'estero in cui è stata coinvolta l'Italia.
Dato importante è stato l'impiego dell'intera Brigata al G-8 di Genova nel luglio 2001. Ai Paracadutisti il compito di garantire la sicurezza all'aeroporto Cristoforo Colombo, considerato "zona rossa". Nei giorni caldi del G-8 i Parà italiani ebbero l'esclusivo ed importante incarico di garantire, insieme al personale americano, la sorveglianza all'Air Force One, l'aereo del Presidente degli Stati Uniti George Bush.
Superata quindi "l'oscurita" voluta da una particolare componente politica che governava l'Italia nella seconda metà degli anni novanta, la Brigata è tornata nei posti che le competono, quelli dove è necessario un addestramento ai massimi livelli per disimpegnare i compiti assegnati.”

*** Precursori dei reparti di paracadutisti nazionali furono i "Fanti dell'aria Libici", voluti con lungimirante determinazione dal noto fascista Italo Balbo, allora Governatore Generale della Libia. Balbo riusci a far nascere il 22 marzo 1938 una scuola di paracadutismo all'Aeroporto di Castel Benito, presso Tripoli. Le prime prove vennero compiute con apparecchi S/81 piuttosto inadatti. “Purtroppo” ci furono 15 morti e 72 feriti.
Tra il ‘38 e il ’40 in pieno regime e per lo piu con funzioni di attacco durante la campagna d’africa vennero a formarsi i primi reggimenti paracadutisti -formati da italiani e da indigeni libici (!)- da cui prese vita quella che oggi é la folgore. Oggi la Brigata Paracadutisti è così composta:
Reparto Comando e Supporti Tattici - Sede a Livorno - Centro Addestramento Paracadutistmo - Sede a Pisa - 183° Reggimento Paracadutisti "Nembo" - Sede a Pistoia - 186° Reggimento Paracadutisti "Folgore" - Sede a Siena 187° Reggimento Paracadutisti "Folgore" - Sede a Livorno 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti - Sede a Legnago 185° Reggimento Acquisizione Obiettivi - Sede a Livorno 9° Reggimento D'assalto Paracadutisti "Col Moschin" - Sede a Livorno
*** Parà molto "speciali" Storie di nonnismo, morti misteriose, lanci assassini, torture. gli episodi di nonnismo emergono continuamente: nell'aprile 1998 lo Stato Maggiore dell'Esercito si vede costretto a cacciare comandante e vicecomandante della caserma di Pisa per una serie di clamorosi episodi di nonnismo; nel novembre 1999 un tenente dei parà viene condannato dal tribunale di Pistoia per nonnismo; nel febbraio 2001 il tribunale di La Spezia condanna un ex-caporale della scuola di Pisa per atti di nonnismo; poco tempo fa si è svolto a Livorno un processo contro dei parà che avrebbero costretto una giovane recluta a bere acido diluito in acqua. Ma queste sono solo la punta emergente di un iceberg dalle dimensioni forse sconosciute all'esterno poiché, checché ne dicano le gerarchie militari, il nonnismo è parte integrante dell'addestramento dei parà. L'omicidio Scieri non è l'unico caso misterioso che ha coinvolto la "Folgore" negli ultimi anni. Nel giugno 1995 un maresciallo parà, Marco Mandorlini, viene trovato con il cranio fracassato lungo la costiera livornese. Mandorlini era un reduce dalla missione in Somalia dove era stato uno degli uomini di fiducia del comandante della missione, generale Loi, quindi doveva sapere "molto " di quella missione. Le indagini stabiliscono una certa familiarità fra Mandorlini e il suo assassino ma anche questo caso rimane senza soluzione. Una condanna, ma non particolarmente pesante, la commina il tribunale di Lucca che il 10 gennaio 2001 condanna ad un anno di reclusione il generale Loi e altri tre fra generali e colonnelli della Folgore ritenuti colpevoli di omicidio colposo per aver autorizzato fra il 1994 e il 1996 una nuova tecnica di lancio che aveva provocato tre morti e circa 500 feriti più o meno gravi in almeno 700 incidenti.

“…Lascia stare bandiere e lagne se, il primo a trattalle male, è lo scemo che te le spigne.
Ce n’ho una pe voi spacciatori e produttori del nulla, militari o mercenari per le guerre della vergogna, sirene porta rogna, poltrone magnamagna con troppe persone sulla gogna mentre il vostro padrone guadagna, sangue che bagna sto stadio d’assedio, razza bastarda piu de n’ celerino allo stadio, eroi pe quale bandiera me chiedo, c’è o non c’era, la vostra se chiama banconota insanguinata..
pe uno de voi che more ce stà tutto tranne che er dolore, le lacrime so pe le persone piu care, ste pupille so amare, pe voi da mo che nun batte sto core, facce che non gradisco e preferisco non vedere, non è solo pazzia la mia è piu de n’allergia,
chi morte porta morte merita come sorte sua,
dev’essere cosi e cosi sia... ma scusa, come te comportavi te a nassirya se era casa tua..?
ce n’ho una per i magistrati, una per i cani ammaestrati, una pe gli infami infiltrati,
i miei neuroni logorati, il mio destino in mano al fato, emarginato perché odio lo stato.
sai che, non ho lacrime ma ho pagine di insulti, per divise color sangue ed eroi presunti, io ho gli appunti di una vita intera, piscio sopra la bandiera e quando è servita per me non c’era.
E la tua schiera di soldati ammaestrati punta armi sulla schiena di popoli già condannati, nella metropoli macchine blu c’hanno sempre un buon motivo per tirarmi giu e in piu questa legge che protegge solo chi paga, sempre noi i fuorilegge perché stamo pe strada.. (…)
non c’ho lacrime pe voi e ce mancherebbe che ne avessi visto come state messi, i miei principi so diversi… troppi politici corrotti militari e poliziotti meccanismi di un sistema che a me lascia pochi sbocchi, il vostro credo sono i soldi, zero rispetto zero amore troppi morti sotto a st’occhi,
famo du conti, io qua pe tirà avanti faccio i botti tutti i giorni ma nun rompo er cazzo all’artri, tu fai solo i tuoi interessi preferisco annà a rubbà piuttosto che sta come state messi. Pe voi nun piango, voi meritate artro, meritate tutto l’odio della gente che c’ho intorno e questo è quanto.
Quello che meriti è quello che dai. Una lacrima pe te da me nun l’avrai mai.

(liberamente tratto da “non c’ho lacrime”)

Unx kualunque sempre Complice e Solidale

Dedicato a Sole e Baleno. 10 anni fa Suicidatx dallo Stato.

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