Torino - Ristorante chez osvaldin in piazza contro gli sgomberi i divieti e gli intrighi di palazzo
CONTRO GLI SGOMBERI I DIVIETI E GLI INTRIGHI DI PALAZZO
BIVACCO IN PIAZZA A PORTA PALAZZO
Ancora una volta il Comune di Torino cerca un modo per cacciare gli
squatter dall'Asilo di via Alessandria. Come sta provando a fare oramai da
un paio d'anni, senza successo.
Il primo tentativo l'aveva fatto con l'Associazione rumeno-italiana Fratia,
una di quelle associazioni "amiche" - in quanto gestita da amici e parenti
di chi siede in Comune, in questo caso l'assessore Ilda Curti - , poi ci
aveva provato l'assessore Borgione che voleva farne un luogo di accoglienza
per i richiedenti asilo, proprio nel momento in cui il movimento
antagonista torinese chiedeva di trovare una soluzione per gli immigrati…
E prima dell'estate il Comune tenta nuovamente il colpo, che non riesce a
mettere a segno: il tema dell'immigrazione è ancora uno dei più caldi,
quindi prova a cercare un'associazione che si occupi di questo e che abbia
bisogno di nuovi spazi per le proprie attività.
La scelta fortuita ricade sull’associazione MAMRE, a cui - a fronte della
richiesta di una nuova sede - il Comune offre un bello stabile spazioso,
centrale, con un grande giardino: insomma cosa chiedere di più? Piccolo
dettaglio: lo stabile è occupato; ma questi sono solo minimi ostacoli..
Infatti iniziano le trattative. Ma per fortuna, a differenza di quanto
crede il Comune, non tutte le associazioni sono pronte a vendersi per avere
una sede più bella, e non tutte accettano una così allettante offerta
senza informarsi..
Infatti Mamre prende coscienza della reale situazione dello stabile,
dell'occupazione che va avanti da 15 anni e della presenza di persone che
in tutti questi anni ci hanno vissuto e hanno portato avanti numerose
attività. E rifiuta la proposta, dimostrando che c'è ancora chi è pronto
a dire di no perché rispetta quello che - anche in modo illegale - è
stato costruito negli anni come alternativa ad una vita sempre più
repressa e controllata, e pensa che anche chi non è in regola con le carte
(siano esse un permesso di soggiorno o un contratto di affitto) abbia il
diritto di continuare a esistere e a esprimersi.. L'associazione che
doveva, secondo gli intenti dell'amministrazione comunale, fornire un alibi
per lo sgombero, si è invece tirata indietro accorgendosi di essere solo
stata strumentalizzata per losche manovre politiche (cosa che invece non è
successa per il CTS che è ancora dentro il Fenix). Con una correttezza
sicuramente non propria di amministratori e burocrati, la Mamre si è
presentata direttamente all'Asilo e ha diffuso un comunicato in cui
ribadisce la propria opposizione a qualsiasi sgombero, come conseguenza
delle sue idee e pratiche.
Forse il Comune non se lo aspettava, e ha fatto male i propri calcoli, dato
che secondo quanto riferito dall'assessore Viano durante il consiglio
comunale del 21 settembre, si trattava soltanto di verificare alcune
"garanzie tecniche" del progetto prima della sua attuazione imminente.
E allora vogliamo ribadire alle eminenze grigie che vogliono governarci che
noi esistiamo, come chiunque può constatare, ed è inutile che facciano
finta di non vederci, che tentino di ridurci ad un problema tecnico
burocratico non meglio precisato perché al di fuori del loro controllo:
L'ASILO È OCCUPATO E VISSUTO DA MOLTISSIME PERSONE, PRONTE A DIFENDERLO SE
SARÀ NECESSARIO, E NON CI SARÀ ASSOCIAZIONE ABBASTANZA DI SINISTRA O
MOTIVO ETICAMENTE ABBASTANZA INATTACCABILE DA RENDERE GIUSTIFICABILE LA
REPRESSIONE E L'ANNULLAMENTO DI 15 ANNI DI VITA DI UNA CASA OCCUPATA!
Mentre il Comune cerca così di mettere a tacere ogni voce di dissenso,
perché potrebbe essere un po' scomoda, o anche solo perché viene
richiesto dai soliti Ghiglia e Carossa con cui il Chiampa deve mantenere
buoni rapporti (e quindi lo sgombero delle case occupate può diventare una
facile merce di scambio), può anche vantarsi davanti a tutti di portare
avanti una nuova e illuminata gestione della città: la chiamano
"valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico". Valorizzazione dietro
cui si nascondono gli interessi delle imprese e le falle degli
amministratori. Il comune sta (s)vendendo molti degli edifici pubblici:
come è già successo per la Boccia Squat, che da verde pubblico e servizi
si è trasformata in terreno edificabile subito acquistato dalla Coalto
costruzioni, oppure come sta tentando di fare con il Velena Squat,
ex-caserma dei vigili del fuoco ancora all'asta, come vorrebbe fare con El
Paso che dovrebbe essere inserito nel fondo immobiliare del comune, e come
sta facendo con circa un centinaio di altri edifici. Edifici pubblici che
diventano privati, e si trasformano in denaro che serve a ripagare i
debiti del comune. Poco a poco il patrimonio pubblico non esisterà più,
perché chi siede in Comune si comporta come se fosse l'amministratore
delegato di un'azienda privata, e i cittadini non avranno più spazi
comuni, di tutti, dove incontrarsi.
Gli unici spazi che rimangono sono quelli dove non è permessa la
speculazione edilizia, ovvero le strade e le piazze, che diventano il luogo
del controllo. Come si vuole fare a Porta Palazzo, uno dei più grandi
mercati in Europa, ma l'unico dove si vuole proibire il consumo di cibi e
bevande all'interno di un ridicolo recinto di bancarelle. Perché "mangiare
e bere tra i monumenti più belli della città" viene pubblicizzata come
attività per i turisti in alcune vie - dove si ingrassano i commercianti -
, e viene vietato come attività spontanea per chi alla fine di una
giornata di lavoro non ha voglia di rinchiudersi in casa e preferisce fare
due chiacchiere con gli amici e i connazionali bevendosi una birra portata
da casa, senza dover pagare niente a nessuno.
IL COMUNE, NON POTENDO PROIBIRE LE CHIACCHIERE E LA PRESENZA, PROIBISCE LE
BEVANDE E IL CIBO, PROPRIO NEI LUOGHI DI INCONTRO SPONTANEO. E NOI INVECE
VENIAMO A BANCHETTARE E BIVACCARE IN QUESTA PIAZZA ENORME E BELLISSIMA CHE
VORREBBERO VEDERE SEMPRE VUOTA E ZITTA.
liberiamo le piazze
riprendiamoci le strade
occupiamo le case
Asilo Squat



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