Torino - Due giornate al cie di corso Brunelleschi
da macerie
Cariche in corso Brunelleschi (un presidio bollente, suo malgrado)
Avevano proprio voglia di menare le mani, i celerini e i funzionari di polizia schierati questo pomeriggio sotto al muro del Cie di corso Brunelleschi. Si vedeva già dall’inizio del presidio che tirava un’aria strana. Carreggiata sbarrata, tante camionette, poliziotti in bella fila con casco sulla testa, manganello in mano e attrezzo lancia-lacrimogeni pronto per l’uso, funzionari con fascia tricolore a tracolla - fascia che, come sapranno i più pignoli tra i nostri lettori, sarebbe d’obbligo indossare perché gli ordini di “carica” siano ben fatti da un punto di vista legale. Ovviamente non sappiamo il perché esatto di tanta esibizione muscolare: magari in Questura temevano che il presidio scaldasse gli animi dentro, e che gli animi surriscaldati dei prigionieri facessero scaldare a loro volta quelli dei presidianti; oppure la convinzione che i presidianti avessero qualche sorpresa da tirar fuori dal cappello; oppure che fosse necessario, dopo questo ultimo mese bollente intorno al Cie, mostrare i denti per raffreddare gli animi un po’ di tutti. Oppure semplicemente che servisse far sfogare le truppe, frustrate per i troppi rospi ingoiati tutta l’estate in Val di Susa.
Sta di fatto che dopo un paio d’ore di presidio rumoroso e partecipato - una settantina di persone, una più una meno - cariche ed inseguimenti ci sono stati per davvero. E in mancanza di una scusa più plausibile i funzionari-in-fascia-tricolore si sono accontentati di un cane finito in mezzo ai poliziotti e di due compagni andati a riprenderselo. Niente arresti, ma un po’ di danni a furgone ed amplificazioni e il solito codazzo di feriti, anche tra alcuni adolescenti presenti all’iniziativa che gli idrofobi-in-divisa non si sono vergognati a prendere di mira.
Ascoltate due dirette da Radio Blackout e infoaut
(Oltre a quelle già citate, un’ultima ipotesi potrebbe giustificare le maniere poco urbane della Questura. Il presidio di oggi, per come era composto, disegnava in nuce il futuro possibile del movimento contro le espulsioni. Se i gruppi più o meno militanti erano i soliti, in mezzo ai presidianti c’erano pure i compagni di Ismael, e poi alcuni ragazzi che il Cie l’hanno vissuto in prima persona o attraverso i racconti di amici e parenti. Un allargamento in senso sociale, più che quantitativo e militante, che può dare dei bei frutti e che dovrebbe ben preoccupare i questurini, se solo questi avessero l’intelligenza di comprenderne la portata in prospettiva. Ma forse sarebbe pretendere troppo dalle loro intelligenze, ed in fondo è meglio così.)
Fuori e dentro (agenti scatenati in corso Brunelleschi)
Dopo la carica di ieri pomeriggio fuori dalle mura del Cie di Torino, questa sera gli idrofobi-in-divisa della Questura hanno pensato bene di passare all’attacco pure dentro alle mura. Non è ancora chiaro se ci sia stato un tentativo di fuga di vero e proprio da parte dei reclusi, o una protesta dopo un diverbio, oppure ancora una semplice battitura: su questo vi sapremo dire meglio domani. Sta di fatto che la reazione è stata pesante: lacrimogeni e idranti contro i prigionieri. In particolar modo, un lacrimogeno è stato tirato giusto sulla faccia di un recluso ferendolo seriamente. E per come è fatto il Cie, con la gente rinchiusa in grosse gabbie completamente circondate da agenti, di sicuro nessuno può sostenere che si sia trattato di un “problema di mira” dell’agente preposto ai lanci. Ora il ferito è al Martini e ancora non abbiamo notizie più precise di lui, mentre dentro le gabbie è tornata la solita “calma”. Da parte sua, la Questura ha subito messo le mani avanti, emettendo in tempi record un bel comunicato, che vi riportiamo qui sotto. Fra ieri ed oggi ci vien da chiederci se in questo appesantimento d’aria non ci sia lo zampino personale di un certo Ministro, che per rimanere in auge di questi tempi incerti ha sempre bisogno di vantare ai quattro venti la propria cattiveria: vedremo se pure su questo punto sapremo capirci qualcosa nei prossimi giorni. Sta di fatto, in ogni caso, che terminata un’estate di rivolte ed evasioni il livello dello scontro per l’autunno sembra essere proprio questo, e che bisogna prenderne atto.
Aggiornamento 3 ottobre. Nella giornata di oggi, il ragazzo colpito dal lacrimogeno è tornato dentro alle gabbie del Centro, ricucito con cinque punti di sutura alla faccia. Da quello che raccontano i prigionieri, e contrariamente a quanto afferma la Questura, ad essere stata scossa ieri sera è stata la grata di una sola area del Centro; la repressione, però, è scattata contro tutti, escluse le donne e i reclusi in isolamento.
Torino, 02 ottobre, 23:31
«Immigrazione: tentativo di fuga da Cie Torino, un ferito
Protesta scoppiata contemporaneamente in tutti e 4 i settori
Un tentativo di fuga e’ stato messo in atto in serata dagli immigrati ospitati in tutte e quattro le aree del Cie di Torino ed e’ stato neutralizzato dalle forze dell’ordine. Uno degli immigrati, un uomo che dice di avere 31 anni e di essere di nazionalita’ marocchina, si e’ ferito al viso e a una spalla. Gli agenti sono entrati nell’area del Cie per soccorrerlo e lo hanno affidato alla Croce Rossa Italiana.
La protesta e’ cominciata contemporaneamente in tutte e quattro le aree. Gli immigrati hanno tentato di sfondare le reti e i cancelli d’ingresso, ma sono stati bloccati.»
(Ansa)



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