Torino - Carossa e San Giovanni
Carossa a casa
25 giugno. Il comitato spontaneo di via Cecchi annuncia di aver invitato per il pomeriggio il consigliere comunale Carossa a farsi una passeggiata in zona. La voce di questa visita si spande in poche ore e alcuni antirazzisti annunciano di voler accogliere Carossa a modo loro. Quando, nel pomeriggio, i giardinetti di via Cecchi si riempiono di uomini della Digos e celerini e quando cominciano ad arrivare i primi antirazzisti, il leader del comitato si spaventa e chiede a Carossa di rimanersene a casa. La giornata si chiude con centinaia di volantini appiccicati sui muri e telefonate incazzate dell'ufficio stampa leghista al leader del comitato che, intanto, assicura agli antirazzisti che lui non "voleva far politica" ma denuncia sociale e che, invitando il consigliere comunale, sperava di dare spazio alla sua battaglia contro "le buche nel manto stradale" e i "giochi dei giardinetti", che sembrano fatti per bambini "di serie B".
Fuochi d'artificio
24 giugno. Nel bel mezzo dei festeggiamenti di San Giovanni, in piena piazza Vittorio gremita di gente, improvvisamente compare uno striscione dalle dimensioni spropositate. È lungo 21 metri e dice così: "No Cpt, no espulsioni. Croce Rossa Assassina". La digos, in quel momento, è troppo impegnata ad identificare di lontano chi c'è e chi manca al presidio indetto qualche metro più in là dagli antirazzisti per accorgersi di quello che sta accadendo. Solo dopo una mezz'ora, lo striscione verrà rimosso - a colpi di coltello - dagli uomini del vicequestore Petronzi, schiumanti di rabbia.
Guarda il video de "La stampa": http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=14&IDalbum=10549&tipo=VIDEO



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