Sui fatti di Bologna dalla Sicilia

Cercare di fermare le forze dell’ordine, sempre e comunque, è cosa buona e giusta.

Cercare di sottrarre una giovane donna ubriaca da un t.s.o.(trattamento sanitario obbligatorio), è un atto di buon senso e d’amore, contro chi ha fatto del potere, del controllo e della violenza di stato la propria bandiera…i cani da guardia dello sceriffo Cofferati a Bologna hanno ricevuto solo una piccola parte di ciò che meritavano.

Scattano i primi arresti, il 13 ottobre, ma le indagini e le intercettazioni proseguono, sfociando nei nuovi arresti del 31 gennaio.

Ed è tutto normale.

È normale sequestrare la gente e massacrarla di psicofarmaci, è normale definire terroristi tutti coloro che esprimono dissenso verso questa galera/società, è normale mettere a tacere con ogni mezzo chi non riesce a indossare i panni dello spettatore-passivo-rassegnato, è normale mistificare e rivoltare la realtà fino a farne uno show televisivo, arrivando a manipolare la vita e la natura fino alla sua essenza più intima,è normale devastare un ecosistema e dissanguare la terra per poi proclamere l’inquinamento e fare anche di esso un businness…

Non è normale voler vivere un esistenza degna di essere vissuta,fuori dalle logiche del potere, del rapporto padrone/schiavo, dal binomio ineluttabile vittima-carnefice, come non è normale opporsi alle deportazioni di uomini e donne in fuga dagli inferni delle “guerre umanitarie” e dai cadaveri dello sviluppo capitalista-industriale.

E allora noi non siamo normali, perché non abbiamo accettato, e non accetteremo mai, la miseria assoluta del quieto vivere imposto.

Vogliamo pisciare sulle rovine del teatro della sopraffazione, dello sfruttamento, dell’apatia, della noia,dell’incapacità a vivere…vogliamo liberarci quanto prima e senza fretta.

I COMPLICI DEI COMPAGNI DI BOLOGNA E DI OGNI INSORTO CONTRO LA PACE SOCIALE.

Sicilia, 2/2/2008

Lun, 04/02/2008 – 19:52
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