Spazi Occupati & Autogestione


Nuove Occupazioni
20 marzo Il Panico Anarchico di S.Salvi - Comunicato | Sito
9 febbraio 2007 La Riottosa Occupata (Firenze) - Comunicato
31 dic 06/1 gen 07 Albergo Occupato (Messina) - Due giorni contro la repressione carceraria

Sgomberi
1 marzo 2007 Ungdomhuset (Copenhagen) - Comunicato pre-sgombero | Foto [1] [2] [3] | Cronologia | Comunicato post-sgombero | La demolizione di Ungdomhuset
26 febbraio 2007 Panico Anarchico (Firenze) - Comunicato | Sito
6 febbraio 2007 Reggia Occupata (Torino) - Comunicato | Sito
28 gennaio 2007 Mario Lupo (Parma) - Comunicato | Sito

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Bergamo - resoconto iniziativa del 12 aprile in solidarietà agli squat e alle TAZ

In occasione della due giorni internazionale di dimostrazioni, azione diretta in difesa degli spazi occupati, si è svolta a Bergamo il 12 aprile 2008, un'iniziativa itinerante contro la cementificazione e per la riqualificazione “verde” dello spazio urbano.

Gio, 15/05/2008 – 17:50

Cesena - Solidali "Al Confino" irrompono a teatro

13/05/2008 Cesena

Alle 22 circa un gruppo di solidali irrompe in un teatro durante la presentazione di un libro sulle origini di San Giorgio, il quartiere in cui risiedeva “Al Confino Squat”, sgomberato la settimana scorsa.
Lanciati cori inneggianti Al Confino, scompiglio generale, qualche scambio di spinta con gli organizzatori.
Presenti in sala personaggi di spicco del panorama politico cesenate.

Gio, 15/05/2008 – 03:24

Cesena - Uno sguardo alla rete dopo lo sgombero de "Al Confino"

Riceviamo la segnalazione di un blog che si occupa di monitorare la situazione a Cesena dopo lo sgombero avvenuto martedì scorso di "Al Confino Squat", occupato da 8 anni.
All'interno si possono trovare contributi, comunicati e novità sulla situazione degli occupanti e dei solidali oltre a spunti critici per conoscere meglio chi ha deciso di chiudere uno dei posti liberati più attivi in tutta Italia, Giordano Conti e Gualdi due di questi.

Mar, 13/05/2008 – 16:37

Abruzzo - Nasce il Laboratorio Anarchico “il Mulino”

Tra mille difficoltà di trovare respiro in un contesto sociale totalmente soffocante nei suoi doveri e nei suoi divertimenti, ci sono ancora individui che si uniscono per creare situazioni svincolate da questa melma opprimente. Il Laboratorio Anarchico “il Mulino” si pone come luogo d’incontro di queste necessità. Anarchico perché rivendica la propria appartenenza al pensiero antiautoritario, libertario e, ora più che mai, anticapitalistico, che ha da sempre delineato l’identità degli anarchici. Nello spazio è infatti presente un archivio-libreria di testi anarchici e non, oltre che una distribuzione di libri, opuscoli e riviste anarchiche. Il Mulino perché la nostra collocazione è radicata ad un discorso di lotta territoriale, non intesa come putrida proprietà, ma come contesto visibilmente attaccato dall’economia del capitale. Non a caso questo spazio si trova ai piedi della montagna, in luoghi in cui le lotte possono coinvolgere l’istintività delle persone, visto che i saccheggi sono generati da rapporti di forza più semplificati rispetto ad altri contesti. Ma ciò che più ci interessa è l’accezione di “laboratorio”. Esso infatti è uno spazio aperto a chiunque voglia basare i propri rapporti svincolandoli da ottiche commerciali e autoritarie. Uno spazio in cui vi saranno iniziative su tematiche che più abbiamo a cuore, come carcere, psichiatria, critiche delle modalità di produzione e dei suoi meccanismi, e su tutte le altre forme di segregazione a cui questa società condanna le persone e tutte il resto del vivente. Ma è, e cercherà di essere, soprattutto uno luogo in cui evolvere rapporti e idee per attaccare l’esistente, partendo da una critica radicale nei suoi confronti, che possa però portare solamente alla messa in pratica di tali idee. Non è dunque un luogo di sterili sofismi né tantomeno di bivacchi divertenti. Non intende avere alcun tipo di rapporto con persone o organizzazioni che abbiano a che fare con le istituzioni. Il Laboratorio Anarchico “il Mulino” non è un punto d’arrivo, bensì il punto di partenza da cui costruire un qualcosa di diverso che, nei confronti del dominio globale, inevitabilmente si pone in un’ottica di scontro.

Dom, 11/05/2008 – 20:26

Cesena - Bloccato il traffico stradale sulla Cervese

Ieri pomeriggio una cinquantina di solidali verso le 18.30 e per una buona mezz'ora hanno bloccato il traffico sulla Cervese, nei pressi del Confino Squat, sgomberato martedì.
Molti gli striscioni presenti: "Conti Boia", "Siamo tutti Al Confino" e "Conti non ci fermi" alcuni.
Per l'occasione è stato distribuito un flyer con il comunicato di Al Confino dei giorni scorsi.

La polizia e le forze del (dis)ordine accorse in massa e in assetto antisommossa sono arrivate sul posto solo dopo che i manifestanti erano già andati via.

Dom, 11/05/2008 – 17:46

Nato morto... - Un commento a "Punk’s not"

Ho letto e riletto l’articolo “punk’s not” apparso su Machete e su altri siti. Avendo vissuto anch’io quel periodo l’ho trovato corretto e coerente. L’analisi su alcuni personaggi è spietata, sì, ma non dice nulla di errato nell’analisi e nei risultati. E’ vero che l’iperbole del periodo hardcore punk in Italia è stato tristemente ridotto a fenomeno per teenagers in preda a deliri ormonali tipici dell’adolescenza, così penso che chi ha vissuto con intensità gli anni ‘80 in Italia e ha letto ad esempio “Costretti a sanguinare” non si sia assolutamente riconosciuto in un romanzetto che narra, più che della storia del punk a Milano e in Italia, i fatti e le vicissitudini della vita privata di una persona che come molte altre ha attraversato un bel periodo della sua vita; ma in una situazione di passione profonda come quella che noi abbiamo vissuto chi vorrebbe farlo? Io personalmente no; per me l’hardcore punk in quel periodo, dove a 15-16 anni mi sono trovato, per mio volere, catapultato da una tranquilla realtà di provincia in mezzo a un branco di creste e di chiodi, ha rappresentato ben altro che qualcosa di banalizzabile in uno o più scritti assolutamente detestabili. Non sono mai stato punk, non ho mai avuto un chiodo, non ho mai avuto la cresta non ho mai fatto niente di particolarmente “trasgressivo”… Non mi serviva l’ennesima “divisa” per distinguermi dagli altri; ero un ragazzetto che usciva da anni di comportamenti dettati dall’appartenenza ad una famiglia della borghesia medio-alta, buono e bravo a scuola, molta attività sportiva e di vario tipo, lo studio di chitarra classica da un “facoltoso” professionista della musica aulica e membro probabilmente di qualche lobby massonica di provincia, vacanze al mare e in montagna con i genitori ecc. ecc. Il punk hardcore, l’incontro con i primi punk e l’anarchia mi ha cambiato le prospettive di vita e ho cominciato a farmi delle domande, per alcune ho trovato risposta, per alcune invece no… Ma fa lo stesso. Io mi sento un fortunato, lo ammetto, perché di domande me ne sto facendo ancora… Altri hanno smesso di farsele in vari modi; c’è chi non ha trovato risposte e ha preferito togliersi di torno (in tutti i sensi) e c’è invece chi ha deciso di farsi i soldi con le domande degli altri. Niente di nuovo sotto il sole. Quello che più mi aprì la mente furono i discorsi sull’autogestione della propria musica, l’antimilitarismo, l’antiautoritarismo, la mancanza di capi e capetti e la lontananza dalle logiche “normali” di diffusione anche e soprattutto da quelle che la prima ondata punk nel ‘76-‘77 portò. Anche perché, diciamocelo chiaro, nessun gruppo di quel periodo, nè all’estero nè in Italia, fece un discorso veramente coerente con quello che avrebbe potuto dire… I Pistols erano in realtà niente di più che un operazione commerciale, i Clash sarebbero poi diventati un gruppo “medio-progressista” (per dirla alla Fantozzi), i Buzzcocks e i mille altri gruppi non si sono mai posti il problema dell’autogestione e dell’autoproduzione della loro musica… In quel periodo alcuni produttori più furbi sfruttarono l’ondata e semplicemente l’hanno venduta; la gioventù era incazzata, bisognava dar loro qualcosa di diverso… Penso che l’affermazione che più calza a quella situazione è la frase di Timothy Leary, l’infame: ”bisogna vendere la roba nuova ai ragazzi…”, oppure quello che poi disse qualcuno verso la metà degli anni ’90: “teenage angst has paid off well”, e c’è chi c’è cascato. Per questo non ho dato molta importanza al punk, era certament eper me più interessante l’ondata incazzata di gruppi a fine anni ‘60, come ad esempio gli Stooges, gli MC5… Assolutamente imprevedibili, invendibili per la media di gruppi di musica “del consenso” per quel periodo.

Gio, 08/05/2008 – 23:17

Firenze - Sgombero anarchici, in 21 a processo

fonte toscanatv

Firenze 8 Maggio - Sono stati rinviati tutti a giudizio i 21 giovani anarchici che l'11 ottobre 2005 furono protagonisti di una vera e propria guerriglia durante lo sgombero dallo stabile in vicolo del Panico, a Firenze.

Le accuse contestate a vario titolo agli imputati sono invasione di edificio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e tentato incendio. Durante gli incidenti rimasero feriti due poliziotti, colpiti con un tubo Innocenti, oltre a un occupante.

Gio, 08/05/2008 – 22:58

Cesena - Sgombero Al Confino

foto fonte www.contrastohc.org e emiliaromagna.indymedia.org

Mer, 07/05/2008 – 09:43
Dom, 17/12/2006 – 13:47
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