Spagna - Il compagno anarchico Daniel Ramirez Córdoba rinchiuso nel carcere di Córdoba

Nel settembre 2007, Dani ha approfittato della concessione del terzo grado (grado in cui, in Spagna, si ha diritto alla semilibertà - ndt) per darsi alla fuga. Lo scorso 5 gennaio 2008, è stato arrestato dalla polizia e recluso nel carcere di Córdoba a partire dal 7.01.08.

Daniel Ramirez Córdoba, originario di Malaga, è entrato in prigione l'11 giugno 1984 per scontare una serie di condanne per piccoli furti che sommavano a 12 anni di reclusione. Ma in 23 anni di detenzione Daniel ha ricevuto nuove condanne per tentate evasioni, due delle quali riuscite, distruzione degli immobili del carcere (metal detector, finestre, sbarre... ), una dozzina di aggressioni ai secondini (in risposta ad aggressioni e pestaggi) e per la sua partecipazione a sommosse e proteste.

Per via delle sue reiterate tentate evasioni e dei suoi scontri con i carcerieri, Dani è stato incluso nel regime FIES a partire dalla sua creazione nel 1991 e di lì ha accumulato nuove condanne ed ha visitato i moduli d'isolamento di tutta la Spagna. Lungo i quasi 18 anni d'isolamento ininterrotto Dani ha subito numerosi pestaggi associati a trattamenti disumani come l'ammanettamento prolungato dei piedi e delle mani al letto o la somministrazione forzata di droghe.*

Nel 2002 Dani è stato trasferito al carcere Alhaurin de la Torre (Malaga) e classificato nel secondo grado. Quindi ha potuto seguire diverse attività di laboratorio e corsi professionali, ha lavorato dentro il carcere ed infine è riuscito ad ottenere i primi permessi di uscita dal 2006.
Ma la sua storia penitenziaria di "detenuto protagonista di evasioni, sommosse ed aggressioni a secondini" ha motivato sia il carcere che il magistrato di sorveglianza ad opporsi alla concessione della libertà condizionata o al terzo grado (come avevano già fatto per i permessi). Per questo il 6 giugno 2006 Dani ha presentato
presso il tribunale di Cadice un ricorso per chiedere l'accorpamento di tutte le condanne in una di 20 anni e la concessione della libertà condizionata (Dani conta sull'appoggio della famiglia, di diverse associazioni di Malaga e su un'offerta di lavoro).

Di fronte al silenzio del tribunale di Cadice, alle provocazioni continue di alcuni carcerieri di Alhaurin (con i quali s'era già scontrato nel 2006) e l'inclusione del suo nome in un articolo pubblicato dalla rivista Interviu il 20.08.07**, Dani ha approfittato della concessione della semilibertà nel settembre 2007 per darsi alla fuga.

Il 5 gennaio 2008 Dani è stato arrestato dalla polizia. Per evitare di essere arrestato con la droga che aveva con sé, Dani l'ha ingerita con conseguente coma che ha reso necessario il ricovero in ospedale. Il 7 gennaio è stato rinchiuso nel carcere di Córdoba. Adesso si trova nel modulo d'isolamento, con alle spalle alcune denunce per scontri verbali con i secondini e disobbedienza. Inoltre ha già due procedimenti aperti: uno per
essere fuggito e l'altro per delitto contro la salute pubblica.

Daniel Ramirez
CordobaC.P. de Córdoba (m-13)Autovía
Madrid-Cádiz km 39114015 Córdoba
Spagna

*Le denunce per tortura sporte da Daniel Ramírez Córdoba si trovano nelle relazioni annuali (dal 1996 al 2000) sulle torture nello stato spagnolo elaborate dalla "Asociación Contra la Tortura" di Madrid. In Internet su:www.ecn.org/actortura/carceles e www.prevenciontortura.org

**Parte dell'articolo "detenuti pericolosi" relativa a Daniel RamírezRivista Interviu, del 20 agosto 2007.

Daniel Ramírez Córdoba: l'evasore frustrato
Ventitré anni sono trascorsi dall'11 giugno 1984, quando entrò per la prima volta in carcere. Sei tentate evasioni, oltre una ventina di aggressioni contro i secondini, distruzioni milionarie... Daniel Ramírez viene considerato uno dei detenuti più violenti. Nel natale del 1993, in isolamento, ha approfittato dell'ora d'aria per pestare l'agente di custodia che gli ha aperto la porta; giorni prima aveva litigato con un altro recluso e all'arrivo del secondino aveva pestato anche quest'ultimo. L'anno successivo ha divelto una finestra della sua cella d'isolamento e nel 1997 ha distrutto il metal detector del carcere di Valladolid (in totale ne ha rotti 7 di questi dispositivi) e diverse finestre del carcere di Oviedo. In quanto alle tentate evasioni Ramírez Córdoba
ha approfittato, nel 1994, di una traduzione al tribunale di El Puerto de Santamaría (Cadice) per picchiare un guardia civil, aprire le manette e scappare. Diversi agenti hanno riportato lesioni nel catturarlo. L'anno seguente nel carcere asturiano di Villabona i secondini non lo hanno trovato in cella, visto che questa non aveva una sbarra e due erano piegate. Lo hanno preso in un cortile del carcere. Nel 1996 ha cercato di divincolarsi dai due agenti che lo conducevano in cellulare al tribunale di Toledo. L'ultimo tentativo l'ha fatto nel 1999, nel carcere di Jaén. Lui e due complici hanno tolto via una spalliera e aiutandosi con questa ed una corda sono saliti sul tetto. Mentre erano sul punto di saltare giù sono stati acciuffati. In questi ultimi anni ha mantenuto le sue rivendicazioni incentrate sull'eliminazione del regime FIES, la scarcerazione dei detenuti malati e di quelli che hanno scontato una condanna di oltre 20 anni ininterrotti di carcere.


Solidaridad con el preso anarquista Daniel Ramirez Córdoba encarcelado en la cárcel de Córdoba
Dani aprovechó la concesión del 3er grado en septiembre del 2007 para quebrantar la condena y huir. El pasado día 5 de enero de 2008 Dani fue detenido por la Policia, y encarcelado en la cárcel de Córdoba el 7/01/08
El anarquista malagueño Daniel Ramirez Cordoba entró en prisión el 11 de junio de 1984 a cumplir una
serie de condenas por pequeños robos, que sumaban 12 años de cárcel. A lo largo de 23 años de encierro Daniel ha acumulado nuevas condenas por intentos de fuga, dos fugas consumadas, destrucción de mobiliario de las cárceles (detectores de metales, ventanas, barrotes…), una docena de agresiones a funcionarios (como respuesta a agresiones y malos tratos), y por su participación en revueltas y protestas.
Por sus reiterados intentos de fuga y enfrentamientos con carceleros Dani fue incluido en el régimen FIES
prácticamente desde su creación en 1991, y ahí ha ido acumulando nuevas condenas y visitando los módulos de aislamiento de casi toda la geografía peninsular. A lo largo de casí 18 años de aislamiento continuado Dani ha sufrido incontables palizas y tratos inhumanos como esposamientos prolongados (de pies y manos) a la cama o la administración forzosa de drogas.*
En el año 2002 Dani fue trasladado a la cárcel de Alhaurin de la Torre (Málaga), y clasificado en 2º grado. Desde el 2002 Dani ha estado acudiendo a diferentes talleres profesionales y cursos, ha estado trabajando en diversos puestos dentro de la cárcel, y tras muchas solicitudes denegadas y recurridas, en diciembre de 2006 empezó a disfrutar regularmente de permisos de salida.
En base a su historial penitenciario, “como preso fuguista, motinero y agresor de funcionarios”, tanto desde la prisión como desde el Juzgado de Vigilancia Penitenciaria se han opuesto a la concesión de la libertad condicional o el 3er grado a Daniel (como en su día hicieron con los permisos). Por eso el 6 de junio de 2006 Dani presentó en la Sala 1ª de la Audiencia Provincial de Cadiz un recurso para pedir la refundición de todas sus condenas en una de 20 años y la concesión de la libertad condicional (Dani cuenta con el apoyo de su familia y varias asociaciones de Malaga, y tiene una oferta de trabajo).
Ante el silencio de la AP de Cadiz, las continuas provocaciones de ciertos carceleros de Alhaurin (con los que ya tuvo enfrentamientos en 2006) y la inclusión de su nombre en un artículo publicado por la revista Interviu el 20/08/2007** y ciertas desaveniencias con su familia, Dani aprovechó la concesión del 3er grado en septiembre del 2007 para quebrantar la condena y huir.
El día 5 de enero de 2008 Dani fue detenido por la Policia. Para evitar ser detenido con droga que en ese momento levaba encima Dani ingirió la droga lo que le provocó un coma por el que tuvo que ser hospitalizado. El día 7/01/08 Dani fue internado en la cárcel de Córdoba. Actualmente se encuentra en el módulo de aislamiento, cumpliendo varias sanciones por enfrentamientos verbales con funcionarios y
desobediencia a los funcionarios, y tiene abiertos dos sumarios: por quebrantamiento de condena y un delito contra la salud pública.
Daniel Ramirez CordobaC.P. de Córdoba
(m-13)Autovía Madrid-Cádiz km 39114015 Córdoba
*Las denuncias por torturas realizadas por Daniel Ramírez Córdoba
Las denuncias por torturas realizadas por Dani estan recogidas en los informes anuales de los años 19996-97-98-99 y 2000 sobre torturas en el estado español, elaborados por la "Asociación Contra la Tortura" de Madrid. Estos informes se pueden encontrar en Internet en las siguientes
direcciones:www.ecn.org/actortura/carceles y www.prevenciontortura.org
**Fragmento relativo a Daniel Ramírez del articulo “Presos peligrosos”Publicado por la revista Interviu
el 20 de agosto de 2007.
Daniel Ramírez Córdoba: el escapista frustradoVeintitrés años han pasado desde aquel 11 de junio de 1984 en que atravesó por primera vez las puertas de una prisión. Seis intentos de fuga, más de veinte agresiones a funcionarios, destrozos millonarios… Daniel Ramírez fue considerado uno de los presos más violentos. En navidad de 1993, estando en aislamiento, aprovechó su salida al patio para golpear y patear al funcionario que le abrió la puerta; días antes se peleó con otro interno, y cuando acudió el funcionario, se puso ciego a patadas. Al año siguiente, arrancó la ventana de su celda de aislamiento, y en 1997 destrozó el arco detector de metales de la prisión de Valladolid (ha roto siete de estos dispositivos) y varias ventanas de la de Oviedo. En cuanto a intentos de fuga, Ramírez Córdoba aprovechó en 1994 un traslado desde los juzgados de El Puerto de Santamaría (Cádiz) para golpear a un guardia civil, abrir los grilletes y salir corriendo. Varios agentes quedaron lesionados en su captura. Un año después, en la cárcel asturiana de Villabona, los funcionarios que hacían la ronda vieron que no estaba en su celda, que faltaba un barrote y dos estaban doblados. Lo pillaron en un patio trasero. En 1996 intentó deshacerse de los dos guardias que lo sacaban del furgón hacia los juzgados de Toledo. Su última intentona fue en 1999, en la prisión de Jaén. Junto con dos compañeros, arrancó una espaldera, que apoyaron en una pared y con una cuerda se encaramaron al tejado. Cuando se estaban dejando caer, fueron reducidos. En estos últimos años ha mantenido sus reivindicaciones, centradas en la eliminación el régimen FIES, la excarcelación de los presos incurables y de aquellos que hayan cumplido más de 20 años en prisión ininterrumpida.

Lun, 14/04/2008 – 15:03
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