Solidarietà agli sgomberati, in attesa di buone nuove
Le forze del (dis)ordine non aspettano altro che l'estate per reprimere e sgomberare, dopo anni oramai è un dato consolidato, l'estate scorsa l'hanno dimostrato qui a Torino i ripetuti sgomberi dell'Alcova e del Maracaibo, quest'oggi è toccato al Volturno 33 a Milano, giovane e nuovo studentato occupato da circa 3 mesi nel quartiere Isola e al Gramigna di Padova, martoriato da mesi dalle istituzioni Italiane, in cerca di colpevoli da additare e ingabbiare, per tranquillizzare l'opinione pubblica.
Solita strategia della tensione. Creare un nemico per poi rinchiuderlo, rassicurando così chi crede che repressi si viva meglio.
Due sgomberi quest'oggi, approfittando della bella stagione e dello spopolarsi della città, solita pusillamine tattica di chi mantiene le redini del potere: repressi impiegatucoli e servi in divisa, pedine democratiche della "scacchiera" Stato.
Ma come è stato l'anno scorso qui nell'augusta taurinorum mi aspetto che succeda lo stesso in ogni dove. Per ogni sgombero una nuova occupazione, la migliore delle risposte che si possano dare, per dimostrare come gli spazi liberati siano una necessità di chi vuole autogestirsi la propria vita.
Agli sgomberati, agli anarchici inquisiti, a Juan, Mike, ai Fuoriluogo, a Costantino, Francesco e Daniele, ai ragazzi del Silvestre, agli inquisiti dell'Operazione Nottetempo, agli antifascisti Torinesi e Milanesi, a chi occupa la croce Rossa e a tutti quelli che hanno deciso di riappropriarsi della propria vita, demolendo l'esistente va la mia piena e totale solidarietà.
In attesa di nuove notizie di cui gioire, a voi CRIMINALI, se così ci identificano, va un mio abbraccio
ribelle torinese


