Solidarietà - Sulla sentenza di appello per l'attacco alla caserma dei vigili di Parma
riceviamo e diffondiamo:
Bologna 7 e 8 marzo: sentenza di appello per i fatti di Parma
Il 7/8 marzo si terrà a Bologna la sentenza d' appello nei confronti di Sciacca Giuseppe [Peppe] condannato in prima istanza a due anni di reclusione (di cui 11 mesi scontati come "preventivi") per aver attaccato nell'ottobre del 2008, insieme a due compagne, con un petardo, un fumogeno e uno striscione la caserma dei vigili urbani di Parma.
Nel corso di quell'anno più di una volta i media si erano visti costretti a dare scarne notizie di atti vergognosi perpretati dalla solerte canaglia sbirresca di quella caserma: abusi di potere ai danni prima di una ragazza nigeriana colpevole di praticare il mestiere piu antico del mondo, che all' interno di una squallida celletta veniva denudata e picchiata brutalmente, poi il violento sgombero del c.s.o.a. Mario Lupo nel corso del quale gli uomini della stessa squadretta picchiavano gli occupanti non solo con i manganelli d'ordinanza ma usando oggetti contundenti di vario genere; protetti dalla divisa che indossavano continuavano le loro scorazzate razziste per le vie della città a scapito di un ragazzo ghanese fermato senza alcun motivo particolare, insultato e picchiato già in mezzo alla strada per poi essere condotto in caserma dove le violenze subite sarebbero state ancora più selvagge.
Ma presto tutto tace.
E fra i tanti che condannano l'accaduto, fra i tanti che non vogliono accettare passivamente l'impunibilità dello stato, qualcuno pensa di compiere un gesto, un fatto eclatante anche se pur sempre simbolico, che liberi la rabbia accumulata, che indichi una strada, che non lasci spegnere i riflettori.
E benchè i più non trattengono in cuor proprio un " ci voleva!", le forze del dis/ordine entrano subito in azione arrestando ben presto i tre esecutori dell'azione.
Per le due compagne arrestate insieme a Peppe la vicenda giudiziaria si conclude in prima istanza; e così il 7 e 8 marzo, dopo quattro anni, il teatrino della giustizia italiana si riaprirà a Bologna per giudicare l'anarchico Sciacca Giuseppe che non ha mai accettato nessun compromesso con lo stato rifiutandosi sempre di sottoporsi agli interrogatori e rivendicando il gesto da lui compiuto.
In seguito ad altro provvedimento Peppe si è bruciato la condizionale oltre ad essere tuttora agli arresti domiciliari; per cui chiediamo a tutti i compagni e sinceri antirazzisti che possono farlo di sostenerlo nelle spese processuali.
Inviamo il numero di postepay: 4023 6006 1210 6569/ c.f. SCCGPP79P19C351E.
Intestato a Sciacca Giuseppe



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