Siracusa - Protesta nel carcere
Siracusa: i detenuti chiedono una tettoia per i famigliari in visita
6 giugno 2009
Lamentele dal carcere siracusano di Cavadonna: in una lettera firmata da oltre cento detenuti vengono denunciate, tra l’altro, il sovraffollamento ("undici persone in una stanza prevista per quattro") e la mancanza di servizi ("niente acqua calda e di conseguenza niente doccia").
Ma la lamentela più pressante riguarda i disagi delle famiglie in visita "che vengono alle 4 del mattino per poter farci un colloquio alle ore 14. E spesso ci sono bambini in tenera età, sotto il sole o sotto la pioggia".
Secondo i detenuti, questo problema è dovuto alla carenza di personale e al fatto che il carcere si trova fuori città. I detenuti si sono dichiarati pronti a rinunciare all’ora d’aria "per dare spazio alle nostre famiglie e poter fare un buon colloquio".
"Abbiamo fiducia - prosegue la lettera - che l’istituzione possa accogliere il nostro messaggio e siamo certi che la direttrice capirà la nostra situazione disastrosa. Le nostre sofferenze possiamo anche tenerle, ma non possiamo più sopportare questo disagio alle nostre famiglie, tralasciando il sovraffollamento che ha reso la nostra vita carceraria invivibile fisicamente, moralmente e psicologicamente".
"Questa protesta - proseguono i detenuti - è la conseguenza della mancanza di personale e della carenza delle strutture carcerarie che producono il sovraffollamento. Attendiamo di sapere quando partirà il "piano carceri" annunciato dal ministro della Giustizia, Alfano, con la realizzazione di luoghi di pena più vivibili, e nel frattempo è il caso di cercare di alleviare il disagio delle famiglie dei detenuti, che non solo soffrono per l’espiazione della pena, ma anche per il disagio dei propri cari".
Tratto dalla Sicilia



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