Sicurezza, sindaci "sceriffi"

fonte repubblica Genova

SINDACI "sceriffi" contro il degrado urbano, con la possibilità di esercitare di fronte alle emergenze sociali gli stessi poteri che ora hanno quando si tratta di fronteggiare alluvioni, incendi o problemi sanitari: ad esempio firmando ordinanze immediate di sgombero per aree occupate abusivamente, imponendo ai proprietari di ripristinare immobili degradati, sanzionando pesantemente chi abbandona bottiglie e vetri per terra o imponendo ai writers o a chi danneggia spazi pubblici di risarcire la comunità con lavoro sociale. Mentre anche Genova, così come sta già avvenendo a Roma e Milano, potrebbe sperimentare le pattuglie miste di vigili urbani e cittadini romeni, per intervenire nei luoghi più critici occupati dagli stranieri, in attesa che tra Italia e Romania vengano definiti gli accordi per agevolare il rientro degli irregolari e per sanare le situazioni più difficili.

Francesco Scidone, assessore comunale alla Sicurezza, conferma dopo l´incontro di ieri a Roma con il viceministro degli interni Marco Minniti e il sottosegretario alla giustizia Luigi Li Gotti, che il tema della sicurezza nelle città metropolitane avrà risposte già a partire dall´autunno, con un pacchetto di quattro proposte di legge, elaborate insieme alle città, che a settembre verranno sottoposte ai capigruppo di Camera e Senato, per un iter il più possibile veloce. Mentre nel capoluogo ligure partirà la prossima settimana il tavolo tecnico tra Comune e forze dell´ordine per valutare gli interventi nelle zone di Campasso e Cornigliano, quelle più a rischio di contrasto sociale per le tensioni provocate da sudamericani e zingari rumeni, come ha denunciato la sindaco Marta Vincenzi durante l´ultima seduta del comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza.

«Anche Genova, come le altre città metropolitane, dovrebbe poter operare con ordinanze sindacali veloci e di maggiore efficacia», spiega Scidone dopo la riunione, a cui hanno partecipato sindaci come Letizia Moratti e il barese Michele Emiliano, e assessori alla Sicurezza delle altre città metropolitane. Quello romano, avviato da tempo, è un tavolo di lavoro comune, a cui le città hanno presentato le diverse criticità e quello che vorrebbero per garantire la sicurezza. Più che altro, i temi sul tappeto riguardano la presenza di clandestini immigrati, la prostituzione, la microcriminalità, il nomadismo, il degrado urbano nell´accezione più ampia, dai cocci di vetro nelle piazze della movida, come lamentato a Roma, ai punkabbestia che stazionano in tutto il centro storico, come segnala preoccupata Firenze. «Gran parte di questo lavoro istruttorio era già stata avviata, noi abbiamo segnalato un fenomeno tutto particolare che è quello dei bassi affittati alle prostitute su cui abbiamo iniziato ad intervenire - spiega Scidone - Ora aspettiamo l´articolato di legge, che appunto dia soprattutto possibilità di interventi veloci ai sindaci».

Non ci saranno, però, provvedimenti immediati contro la prostituzione; anzi, da parte del governo è stato caldamente suggerito agli amministratori di non inventare soluzioni più o meno drastiche per limitare la presenza delle prostitute, in attesa di una normativa nazionale che è in via di elaborazione, e che in ogni caso punta alla limitazione della prostituzione nelle strade. I sindaci hanno anche chiesto la certezza della pena per i casi di microcriminalità, perché valga come deterrente. Ma a questo punto Minniti ha allargato le braccia, conferma Scidone: non è nelle possibilità del governo garantire che chi è arrestato per uno scippo, un furto, una violenza, non sia di nuovo in strada poche ore o pochi giorni dopo.

Mer, 05/09/2007 – 16:50
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