Roma - Volantino distribuito durante il presidio sotto all'ambasciata Greca | Breve report

IL CAPITALISMO AFFAMA, LA STAMPA INFAMA, LO STATO UCCIDE!

Alexis Grigoropoulos, anarchico greco di 15 anni, è stato assassinato per mano dello Stato.
Come Marco Di Prisco, 27 anni, freddato il 4 dicembre all’autogrill di Anagni, come il migrante algerino di cui non si sa neanche il nome, volato dalla finestra una caserma dei carabinieri a Genova il 10 novembre, come Tomja Zeni, ucciso a Siena il 14 ottobre perché non si era fermato all’alt dei carabinieri… Sono soltanto gli ultimi episodi, gli omicidi più evidenti, le “morti nere” che fanno notizia almeno per un minuto, quelli eseguiti direttamente dai boia della democrazia: le forze dell’ordine.
Intanto continua lo stillicidio quotidiano di incidenti e morti sui posti di lavoro; chi è fermato senza documenti scompare tra lager (CIE ex CPT), rientri forzati e deportazioni; nelle carceri si susseguono i suicidi di detenuti (17 soltanto in questa regione dall’inizio del 2008). L’informazione li addita come malviventi, terroristi, violenti, disadattati, l’apparato repressivo li giudica e li “cura” con l’assistenza sociale, i farmaci e infine la repressione poliziesca, giudiziaria e carceraria.
La paura che l’ennesima crisi del capitalismo possa portare al collasso spinge gli Stati democratici, impossibilitati a ricorrere ai cosiddetti “ammortizzatori sociali”, a difendere i privilegi dei potenti aumentando il numero degli sceriffi, la stampa viene distribuita gratuitamente pur di nascondere ciò che è ormai evidente: IL SISTEMA NON REGGE.
La risposta dei nostri compagni greci trova la nostra solidarietà incondizionata, perché non si fossilizza sulla ricerca della verità e della colpevolezza processuali, non prova a ricostruire dinamiche fin troppo chiare dei metodi polizieschi, non invoca diritti, non si appella alla società “civile”.
Fuori sia dal legalitarismo della sinistra che dal giustizialismo forcaiolo di destra, il movimento anarchico greco non chiede giustizia ma prova a farla, attaccando i simboli dello sfruttamento, dell’annullamento dell’individuo e della sottomissione forzata di tutte le forme di vita. Ancora una volta condividiamo con loro l’azione diretta, non intesa come mitizzazione della violenza, ma come pratica quotidiana di rifiuto di questo sistema, dei suoi dogmi e di tutti i suoi meccanismi autoritari, anche di quelli abilmente mascherati dall’umanesimo democratico.
Cultura, scienza e civiltà non sono concetti neutrali, né tanto meno valori universali incontestabili, poiché da sempre incarnano la presunzione di onnipotenza della casta dominante, permettendole di estendere il controllo e la devastazione sul pianeta e su chi lo abita.
Democrazia, cittadinanza, reddito e diritti sono concetti nefasti per chi è convinto che non ci sia riforma possibile per un sistema nocivo di per sé, che la delega e il compromesso rafforzeranno sempre chi è già più forte, sancendo allo stesso tempo la brutale sottomissione degli esclusi e degli sfruttati: invocare diritti è pretendere doveri!
Difendere posti di lavoro, scuola, ricerca e finanziamenti di Stato, senza mettere in discussione la natura stessa del potere che se ne serve per rafforzarsi, lascia immutate ed immuni da critica le cause prime della nostra miseria quotidiana. È dunque auspicabile che le mobilitazioni di questi mesi, che si stanno opponendo all’ennesimo riassetto in senso ultracapitalistico della politica finanziaria statale, guardino più in là degli orizzonti illusori della cosiddetta “democrazia partecipata”, senza lasciarsi imbrigliare da qualsivoglia partito o organizzazione riformista, e puntino a far deragliare il treno piuttosto che a pretendere biglietti più economici o sedili più comodi…

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, MA SOPRATTUTTO…
NON VOGLIAMO FERMARLA!

ANARCHICI/E ED ANTIAUTORITARI/E
Roma,10/12/2008


fonte indymedia roma

GRECIA:PETARDI CONTRO AMBASCIATA A ROMA, SOLDATO CONTUSO

GRECIA: A ROMA SASSI CONTRO MILITARI, UNO CONTUSO;UN FERMATO (ANSA) - ROMA, 10 DIC - Sampietrini sono stati lanciati da anarchici e aderenti dei centri sociali stasera a Roma contro alcuni militari che erano di sorveglianza all'ambasciata della Arabia Saudita e un gabbiotto della polizia municipale in viale Margherita nel corso del corteo, non autorizzato, al termine del sit davanti all'ambasciata della Grecia a Roma per protestare contro l'uccisione a Atene dello studente Alexis Grigoriopoulos. Un militare del contingente dell'esercito stanziato da mesi a Roma nell'ambito delle misure di sicurezza, è rimasto contuso alla schiena ed è stato portato nel policlinico Umberto I per essere medicato. Un manifestante è stato fermato e portato in questura dalla polizia. Un vetro della gabbiotto dei vigili urbani è andato in frantumi. In viale Regina Margherita i manifestanti, che erano armati di spranghe di ferro, hanno bruciato cassonetti dell'immondizia e danneggiato autovetture e si sono dileguati nel quartiere San Lorenzo. L'ambasciatore greco ha telefonato alla questura di Roma per fare i complimenti alle forze di polizia per il lavoro svolto durante il sit-in davanti all'ambasciata. «Abbiamo partecipato solo al sit-in e alle 19:30 siamo andati via. Non sappiamo nulla di quello che è successo dopo e non abbiamo partecipato a nessuna azione violenta», hanno riferito in serata gli studenti dell'Onda. (ANSA)

Gio, 11/12/2008 – 17:49
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