Roma - Resoconto del presidio per Alfredo e Christos [26 marzo 2010] + Foto

riceviamo e diffondiamo:


RESOCONTO DEL PRESIDIO ALL'AMBASCIATA GRECA A ROMA, 26 MARZO 2010

Venerdì 26 marzo, nell'ambito delle iniziative per la solidarietà internazionale ad Alfredo Bonanno, si è svolto a Roma un presidio nei pressi dell'ambasciata greca.

Un presidio che nello specifico ne pretendeva la scarcerazione immediata.

Alfredo, compagno anarchico di 73 anni, si trova sequestrato dallo stato greco dallo scorso ottobre, attualmente nel carcere di Koridallos ad Atene.

E' accusato di concorso in rapina ad una banca con un altro compagno, Xristos Stratigopoulos, il quale ha da subito assunto la piena responsabilità rispetto alla rapina, tentata presso una banca nella cittadina di Trikala.

Di fatto, Alfredo resta detenuto per cause esplicitamente ricondotte, anche nelle carte di tribunale nelle quali gli si è negata la scarcerazione alcuni mesi fa, alla sua identità politica di anarchico. Su questo e sulle gravi condizioni di salute in cui purtroppo si trova, è basata la nuova richiesta di scarcerazione, per cui venerdì mattina si è svolta un'udienza presso il tribunale di Larissa, competente per territorio. Per Xristos gli avvocati non si sono mossi, poiché lui, di fatto non ha alcuna richiesta da fare ai giudici.

Perché è anarchico, Alfredo ha la nostra solidarietà incondizionata.

Perché non sta bene, ne dobbiamo ottenere la liberazione. Subito.

Verso le 9.00 un gruppo di compagne e compagni si è dato appuntamento nel quartiere Parioli, dove sono presenti in gran numero le ambasciate di vari paesi. Ad aspettarlo (il presidio era chiamato) un nutrito assembramento di guardie: carabinieri e polizia in antisommossa coordinati da circa una ventina di agenti in borghese. Si può dire che il rapporto fosse di 5 a 1. E che le direttive su come gestire la piazza venissero dall'alto. Il presidio è stato chiuso alla possibilità di arrivare direttamente di fronte all'ambasciata, motivo per cui si è rimasti fermi a due isolati, con un'amplificazione e vari interventi a bloccare il traffico distribuendo testi che riportiamo in appendice. D'altra parte, il fatto che la zona fosse stata militarizzata ha creato da sé attenzione e allarme in tutti quelli che passavano di lì, fino a far scendere in strada anche alcuni rappresentanti dell'ambasciata greca, rigorosamente dietro le file degli sbirri.

Sciolto il presidio sono comparse sui muri scritte e tazebau in solidarietà ai compagni e in ricordo di Labbros Fuddas, compagno assassinato dalla polizia lo scorso 10 marzo ad Atene, in seguito ad un conflitto a fuoco.

Per concludere, valutando comunque necessarie delle considerazioni sul come portare avanti iniziative di questo genere, riprendiamo le parole dei compagni che a Londra, lo scorso febbraio, avevano fatto visita all'ambasciata greca per gli stessi motivi, dicendo che "questa piccola dimostrazione di solidarietà aveva lo scopo di mostrare allo stato greco che i nostri compagni imprigionati non sono soli.

Sappiamo perfettamente come, nell’ambito della lotta contro la repressione e a sostegno dei compagni detenuti, questo tipo di azioni siano futili in sé per sé, e dovrebbero perciò essere collocate nel contesto di una più ampia ed estesa progettualità di solidarietà internazionale mirata alla generalizzazione dell’attacco contro l’esistente".

Ricordiamo che i giudici, in Grecia, da venerdì 26 sono in procinto di sentenziare sulle sorti di Alfredo.....

Compagne e compagni dell' Assemblea AntiAutoritaria di Roma

I testi che abbiamo scelto di distribuire – liberamente tradotti o ripresi da quelli già in circolazione alcuni, farina del nostro sacco altri....

testo 1:

NESSUNA FORTEZZA E' INDISTRUTTIBILE

...IL SEGRETO E' NELLA NOSTRA DETERMINAZIONE

Non ci convinceranno mai gli addomesticatori della democrazia che la vita è sopravvivenza, che il lavoro libera, che dobbiamo essere schiavi ammaestrati nell'ingranaggio di un meccanismo globale basato sullo sfruttamento e l'oppressione.

Non diventeremo mai dei “buoni cittadini” che affondano nella solitudine depressiva del proprio divano, vili infami che servono il dogma della sicurezza, soddisfatti della loro insulsa esistenza.

Non rieducheranno i nostri desideri con leggi, regole e gattabuie.

Ci saranno sempre quelli che osano e continueranno ad attaccare la logica e la morale del dominio, che bruceranno nello stesso fuoco che abbiamo acceso, la cenere della sapienza e la fiamma dell'azione.

Non ci interessa la mitizzazione di azioni-strumenti che da sempre appartengono ad ogni oppresso cosciente né, d'altra parte, è nostro interesse creare “innocenti” e “colpevoli”, come fa la legge borghese e i suoi lacchè.

Salutiamo con gioia e rispettiamo le scelte personali e l'attività eterogenea di compagni – anarchici, rivoluzionari e ribelli – che guardano il nemico negli occhi e lo assalgono avendo un sogno nel cuore.

Contro l'esistente e quelli che lo sopportano, esprimiamo la solidarietà attiva, manifestiamo la nostra rabbia. Per la libertà. Fino alla distruzione di tutte le galere e della società che le produce.

LIBERTÀ PER GLI ANARCHICI

ALFREDO M. BONANNO E CHRISTOS STRATIGOPOULOS

detenuti nel carcere ateniese di Koridallos

in custodia cautelare dal 1° ottobre 2009

con l'accusa di aver rapinato una banca.

Roma, marzo 2010 Anarchici e anarchiche solidali

testo 2:

I due compagni anarchici Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopolous, accusati di aver commesso una rapina in una banca di Trikala, Grecia, si sono visti rifiutare per l’ennesima volta la richiesta di arresti domiciliari. Alfredo, che ha seri problemi di salute e un bisogno urgente di trattamento medico, deve uscire di prigione subito. La sua prolungata detenzione è dovuta solo alle sue idee ed ai suoi scritti teorici sull’anarchismo. Un anarchismo che, lungi dall’essere morto, è più che mai furiosamente vivo e vegeto; anzi è destinato a squarciare quest’unione europea nel profondo delle sue viscere. Un anarchismo che trova un fertile terreno nelle menti non ancora limitate da confini, aperte alla visione anarchica di un modo senza chiesa, Stato e capitale, senza sottomissione né povertà.

Questo è un anarchismo di libertà, gioia e solidarietà; un anarchismo di pietre e di fuoco, di sovversione e di attacco. E’ la dinamite che esplode contro il nemico di classe a Santiago del Cile; è l’anarchismo delle banche attaccate in tante città degli Stati Uniti e del Regno Unito; è l’anarchismo delle BMW e delle Porsche in fiamme che hanno illuminato il cielo della notte di Berlino e Amburg; è l’anarchismo delle azioni di attacco di Salonicco e Atene.

Questo è l’anarchismo dello sguardo complice scambiato nel mezzo di una folla ostile, quando si è in coda o al lavoro; a volte è come un sorriso, una calda espressione di gioia; altre ancora è un amico che ti salva dalle batoste che hai preso per tutta la tua vita; altre volte è nei proiettili che si spera vengano trovati sempre più spesso nelle teste dei potenti e dei loro servi.

Alfredo non ha mai tradito le sue idee nella penna e nell’inchiostro della congettura, al contrario ha scritto parole che esprimono la realtà, intuizioni che nascono nella lotta sociale ancora viva nei cuori di coloro che non smettono di sognare, che vogliono riprendersi quella vita negata dalla società prigione dello Stato e del capitale.

E’ un anarchismo che non può essere imprigionato, represso e messo fuori gioco perché non appartiene a nessuno e appartiene a tutti; è un anarchismo che, attraverso i mezzi semplici che possono essere usati per liberarsi dall’oppressione, comunica attraverso la resistenza e trova complici ovunque, perché ovunque ci sono persone che non hanno rinunciato alla speranza di cambiare le condizioni miserabili della loro vita.

Distruggere tutte le prigioni – Alfredo e Christos liberi

Testo 3:

Stralci di uno scritto........

Sono cose vecchie, dell’altro secolo. Due anarchici vengono arrestati dopo un colpo in una banca. Il primo l’ha rapinata, arma in pugno. Il secondo dicono che l’avrebbe aiutato, prendendo in consegna il denaro. È accaduto in un piccolo paesino della Grecia, lo scorso 1 ottobre. E allora? Sono cose che capitano. E poi quello è un paese lontano, dalla lingua incomprensibile e intraducibile. A chi volete che interessi? Il rapinatore è Christos Stratigopulos, già arrestato e condannato qui in Italia una quindicina di anni fa per un’accusa simile. Scontata la pena, se n’è tornato in Grecia. Ricordato da pochi, sconosciuto ai più. L’altro arrestato invece è italiano, ed è Alfredo Bonanno. Sì, proprio lui; chi non ha mai udito il suo nome? Nel suo piccolo la notizia ha fatto presto il giro del mondo, rilanciata da molte agenzie stampa: «uno dei maggiori teorici dell’anarchismo insurrezionalista», «fra i maggiori ideologi dell’anarchia», «l’attivista e scrittore anarchico», «il latitante rapinatore anarchico internazionale», «il teorico della violenza rivoluzionaria»... è finito di nuovo dietro le sbarre. Sul posto si sono precipitati gli uomini dell’antiterrorismo, sia greco che italiano, pronti a sfruttare la ghiotta occasione. Gli elementi per imbastire un bel teorema ci sono tutti: un paese in cui ci sono ancora dei focolai ardenti dopo il grande incendio insurrezionale divampato lo scorso dicembre, un anarchico greco attivo nel movimento, un anarchico straniero noto per le sue teorie sovversive che girava il paese a far conferenze, una banca svaligiata.

Christos si è assunto la piena responsabilità del gesto, causato da problemi economici, negando il coinvolgimento di Alfredo. Ma il giudice, ovviamente, non gli ha creduto. Entrambi quindi restano in prigione. Il primo, perché ha osato allungare le mani sulla ricchezza piuttosto che rassegnarsi a crepare nella miseria. Per di più, è anarchico. Il secondo, perché... perché... perché forse ha aiutato il suo compagno. E di sicuro è anarchico. Tanto basta.

Testo 4:
PERCHE’ NON DOVREMMO ESSERCI?!?!

Siamo avversi a quei rapporti umani piatti, funzionali, utili.
Per i quali la fiducia si tramuta in fede, la generosità in scambio di favori, la solidarietà in interesse, il rispetto in sottomissione.
Ma non abbiamo tempo, né interesse, per aspettare che una diversa egemonia culturale, un nuovo leader o qualche moderno messia cambi la situazione.
Non crediamo in altre vite, quindi quello che vogliamo, lo vogliamo adesso.

Le relazioni umane mediate dalle istituzioni o da comportamenti morali imposti non ci appartengono.
La squallida pratica di guardare prima il portafogli e poi gli occhi di una persona, è abitudine di una società dove tutto è ridotto ai numeri, alla quantità, al profitto.
In questo raccapricciante scenario umano sappiamo bene dalla parte di chi stare, e non è certo un conto banca a suggerircelo.
È tra coloro che non si rassegnano ad una vita di obbedienza e rassegnazione, la propria e quella degli altri, che troviamo sguardi fraterni e braccia complici, compagni e compagne.

Ci dovrebbe interessare sapere che le persone per le quali stiamo chiedendo la liberazione sono rei di una tentata rapina in banca? Beh, non è così. Non ci interessa. Almeno non nella misura in cui questo dovrebbe portare a considerarli dei miserevoli abietti. Ma se proprio dovessimo esprimerci a riguardo, avendo, da piccoli, sempre fatto il tifo per i pirati, figuriamoci quali parole di sdegno potremmo mai pronunciare!!?? Nessuna. Al massimo saremmo rammaricati del fatto che non ci siano riusciti, a ripulire quella banca. Ma non è questo il punto.

Christos e Alfredo sono nostri compagni, e in quanto tali pensiamo meritino il nostro appoggio, la nostra solidarietà.

Si cerca spesso di far passare queste ultime per inclinazioni alle quali sono dediti quelli che vengono poi etichettati come degenerati terroristi.
D’altronde la miseria di questo ordine preferisce dei piccoli uomini e delle piccole donne, egoisti, chiusi nel loro piccolo mondo di oggetti.
Per questo, anche, lo vogliamo cancellare, noi, questo ordine autoritario.
Per questo siamo sordi alle sentenze espresse dalle sue istituzioni, che vorrebbero insegnarci quali sono i buoni e quali i cattivi.
Sentiamo invece forte e chiaro il grido della libertà e il frastuono delle sue passioni mentre guidano chi non si rassegna.

LIBERTÀ PER ALFREDO M. BONANNO E XRISTOS STRATIGOPOULOS
DETENUTI IN CUSTODIA CAUTELARE
NEL CARCERE ATENIESE DI KORIDALLOS DAL 1°OTTOBRE 2009
CON L'ACCUSA DI AVER RAPINATO UNA BANCA

Roma, marzo 2010
AssembleaAntiAutoritaria

testo 5:
Non siamo schiavi, siamo dinamite

Sono cose vecchie, dell’altro secolo. La miseria, che il progresso sembrava aver bandito dall’occidente, torna a far sentire i suoi morsi. I banchieri non si stanno ancora lanciando dalle finestre, ma le strade si stanno riempiendo di poveri. Fabbriche e negozi chiudono i battenti. Milioni di persone si ritrovano senza mezzi con cui affrontare il futuro. Avevano promesso che una vita trascorsa in ginocchio, fra un lavoro a beneficio di un padrone e un’obbedienza ai voleri del governo,avrebbe
assicurato perlomeno una quieta sopravvivenza. Ora è chiaro a tutti che si trattava di una menzogna.

Sono cose vecchie, dell’altro secolo. Le file davanti alle mense popolari si ingrossano. Nei supermercati il numero dei furti è in aumento costante. Si accatastano le procedure di pignoramento. E mentre in basso si cerca di non morire di fame, in alto si preparano al peggio, alla paventata esplosione sociale. Si assicura “tolleranza zero” per chi infrange la legge, si predispongono nuove strutture di detenzione per indigeni e migranti, soldati e “volontari” pattugliano i quartieri videosorvegliati. Vecchi o nuovi che siano, i poveri devono saperlo: morire di stenti o suicidarsi, solo questo sarà loro permesso.

Sono cose vecchie, dell’altro secolo. Oggi sempre più individui allungano le mani sulla ricchezza dove ce n’è in abbondanza. Alcuni hanno anche un sogno nel cuore, come quei due anarchici, Christos e Alfredo, che l’1 ottobre sono stati arrestati in Grecia per un colpo in una banca. Il primo l’ha rapinata, arma in pugno. Il secondo dicono che l’avrebbe aiutato, prendendo in consegna il denaro. I due anarchici, uno greco e l’altro italiano, ora si trovano dietro le sbarre. La prigione è il destino promesso a chi non si rassegna a crepare nella miseria, è il destino promesso ai nemici di ogni sfruttamento e di ogni autorità.

Sono cose vecchie, dell’altro secolo. Un’economia in pezzi, una disoccupazione alle stelle, il deterioramento delle condizioni di vita, una guerra fra poveri fomentata dai tirapiedi dei potenti, un razzismo che da strisciante si sta facendo galoppante, un pianeta minacciato dallo sviluppo tecnologico, gli Stati che alternano la carota della democrazia col bastone del totalitarismo...
In questo improvviso ritorno al passato c’è ancora qualcosa che manca. Che la dignità offesa scacci la disperazione e si trasformi in azione. Che la libertà cessi d’essere il diritto di obbedire all’autorità e torni ad essere la sfida ad ogni forma di potere.
Che il desiderio di vivere non si accontenti di quanto già esiste e vada all’assalto per strappare ciò che non è mai stato.

È una cosa vecchia, dell’altro secolo, l’insurrezione

Anarchici

testo 6 :

CHI E' IL CRIMINALE?
CHI E' IL RAPINATORE?

"La libertà, e quindi l'anarchia, si coglie ma non si possiede, è la qualità somma che perdo proprio nel momento in cui mi chiedo se posso conservarla garantendola contro le pretese dell'altro [...]. L'azione che non mi coinvolge, che non mi cambia la vita mettendomi a repentaglio, è un semplice fare, una routine che rischia di infettare perfino la mia stessa quotidianità".
Alfredo Bonanno

Il 1° ottobre 2009 viene espropriata una banca nella città di Trikala. Più tardi, lo stesso giorno, vengono fermati e incarcerati gli anarchici Xristos Stratigopoulos e Alfredo Bonanno. Xristos assume la responsabilità dell'azione mentre Alfredo nega le accuse che gli vengono mosse.

Fino ad oggi i due compagni restano rinchiusi in condizioni disumane all'interno delle celle della democrazia greca. Ora come sempre, in tempi di crisi generale del sistema, lo stato - il partito unico dei padroni, dei rapinatori legali che accumulano la ricchezza sociale nelle loro casseforti e chiamano, tramite i media, rapinatore chiunque lotti contro questa condizione di sfruttamento e sottomissione - sa punire in modo esemplare i suoi nemici dichiarati.

Per quanto riguarda Alfredo Bonanno, il compagno settantatreenne con una costante e multiforme presenza all'interno della corrente anarchica-sovversiva internazionale che ha gravi problemi di salute ( problemi cardiaci e muscolari, diabete, pressione alta ), accertati anche dallo stato stesso, il prolungamento della sua detenzione assume caratteristiche di vendetta e di eliminazione fisica che mettono in pericolo la sua vita.

Come ogni ostaggio dello stato, anche Xristos e Alfredo non sono soli.

FERMARE L'ELIMINAZIONE FISICA
LIBERAZIONE IMMEDIATA DI ALFREDO M. BONANNO
SOLIDARIETA' CON XRISTOS STRATIGOPOULOS

Iniziativa di solidali

Testo del manifesto stampato agli inizi di febbraio ad Atene e comparso sui muri di tutte le città della Grecia

Ven, 02/04/2010 – 09:43
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