Risposta a Michele Pontolillo

Riceviamo e pubblichiamo.

Testi di riferimento:
Ferro, Fuoco e Catene di Michele Pontolillo
In risposta a Ferro, Fuoco e Catene di Vittoria dell'Avamposto degli Incompatibili

Michele Pontolillo in risposta a Vittoria


Carissimo Michele,
prima di tutto voglio dirti che mi dispiace che questo nostro confronto avvenga a distanza, senza che possiamo interloquire direttamente.
Sarebbe bello che un giorno si potesse fare guardandoci in viso, anche se non mi faccio illusioni, ma sperare e lottare per la speranza bisogna.

Sono contenta però che si sia avviato un dibattito su un tema di cui in sostanza parlano solo i media di Stato e, appunto, gli specialisti dell'antimafia.

No, caro compagno non sono affatto delusa, sono felicissima che condividi il mio ragionamento!
Io in effetti in quello speravo, e sono ancora più contenta che le mie osservazioni ti abbiamo fornito il pretesto di specificare meglio quello che intendevi dire.
Perché questa questione che la mafia non è una perversione del Sistema Capitale ma è la sua natura sostanziata nello sviluppo del sistema secondo le varie fasi economiche non è mica chiara a tanti compagni, molti, magari, si credono che si tratta solo di "sacche" addirittura retrograde.
E invece come dici tu in sintonia con me

" Mafia sono le grandi corporazioni, la microsoft, le compagnie petrolifere, le grandi banche di investimenti e mafia è anche lo Stato che garantisce e protegge i flussi di capitale criminale, che smantella lo stato sociale, che spinge al ribasso il costo del lavoro o che organizza la produzione nazionale secondo i criteri della divisione internazionale del lavoro sfruttando magari il lavoro infantile dei bambini asiatici o sudamericani. Mafia sono tutte quelle attività sussidiarie e di supporto illecite che si sono sviluppate intorno al capitale criminale vale a dire il traffico di esseri umani, il lavoro nero, il lavoro infantile, l'edilizia abusiva e così via fino a formare una lunga lista."
Magari c'è una differenza di non poco conto non solo fra me e te, ma fra me e tanti compagni in generale, in quanto io credo che la mafia non gestisce attività "sussidiarie" ma, bensì attività PRIMARIE per il mantenimento dell'economia capitalista, e il traffico di esseri umani e delle braccia ristette nella schiavitù del lavoro salariato,è una attività primaria.
Io che sono marxista, so che il plusvalore diretto è estratto in prima battuta dalla prestazione della mano d'opera, ossia dall'uomo che diventa merce sul mercato del lavoro, e se noi guardiamo bene ora come ora nella fase attuale la mano d'opera è controllata dalle organizzazioni mafiose che sono un tutto uno con lo Stato Capitale o con le multinazionali : come non esiste più il mafioso di vecchio stampo, il guappo di quartiere
non esiste più il padrone delle ferriere.
Quando pensiamo al lavoro e ai morti di lavoro e a chi viene a morire nel nostro mediterraneo per cercare una via di sopravvivenza alle devastazioni da cui cerca scampo, pensiamo che il lavoro se sempre è stato schiavitù, oggi lo è in forma ancora più feroce.
Come procede la catena di comando del lavoro salariato ora come ora? da appalto in subappalto, e chi gestisce gli appalti e i subappalti?
Se capiamo questo ricatto infame capiamo pure perché i tanti morti sul lavoro, perché gli
operai dell'Ilva non scioperano alla grande con i morti che ci sono! perché continuano a lavorare, perché si mettono in lista, perché quelli della Tissen si pigliano la liquidazione, perché votano lega.....capiamo la radice del sfacelo che viviamo e, capendo, possiamo attrezzarci per combatterlo.

E allora qui viene fuori un altro aspetto del discorso su cui forse dobbiamo chiarirci tutti e due, ma io penso tutti i rivoluzionari.
Esistono ancora " quei gruppi le cui azioni e attività riflettono solo ed esclusivamente su di essi."? e a cui tu dicevi di riferirti?
Per me non esistono più. Non hanno spazio di esistere Michele! A quel che mi risulta quattro intronati della stidda, per esempio, che si illudevano di poter fare da soli, sono stati subito sbaragliati.
Il Sistema è quello, quello di cui parlo io, una intima stretta unione fra mafia-massoneria, pure vaticana-servizi"deviati"-potere politico e sottopotere amministrativo,ossia: Stato Capitale.
Perciò nel sistema non ci stanno solo i pentiti, ci staranno, ma in posizione non prevalente rispetto a gli innominati e innominabili.

E ritorno alla mondezza del napoletano, come avete visto tutti alla fine poi la lotta è stata recuperata perché in parte le rivolte erano influenzate dalla mafia e per i motivi che ho detto in vari miei scritti sull'argomento, ora questo
succede e succederà per tutto: per la TAV, per il ponte sullo stretto, per l'ampliamento delle basi militari, per qualsiasi di cazzo opera faraonica
che faranno.
E il motivo non è solo un motivo meramente politico, cioè di autodeterminazione delle lotte, il motivo è la mafia che ti blocca il percorso dell'autodeterminazione; nota bene, questo non vale solo per le masse, vale pure e sopratutto per gli "amministratori": se debbono fare qualcosa debbono fare accordi con le mafie, pure, metti, caso raro! non ne fanno intimamente parte: non ci sono cazzi.
Degli "amministratori" me ne fotto: campano di Mafia! ma delle masse proletarie no! sono costretti a campare di mafia!
Questo è il punto che dobbiamo schiodare secondo me.
Tra l'altro il mafioso di oggi è un laureato è un professionista, la "famiglia" ha messo
i figli suoi ai posti giusti, eccellenti e il casino politico la miseria politica che stiamo vedendo sai che significa? che tra poco di questo
personale politico di facciata non avranno più bisogno, mica crederai davvero che vivono nei bunker che te fanno vedere in TV? è come credere che hanno trovato Saddam in un fosso o che Bin sta in una grotta! A breve di questo scaciato ceto politico non avranno più bisogno:
hanno i loro rampolli di famiglia molto più in
gamba e molto più feroci.

Allora la percentuale dei detenuti la so, la conosco e tra l'altro ci ho in casa una mostra che facemmo sul tema anni fa; vedo che sostanzialmente, le cose restano immutate.
Chi sono i detenuti?
te l'ho detto nel mio precedente intervento:
sono o bassa manovalanza della mafia, o frange marginali di microcriminalità; siccome si deve pompare la microcriminalità per nascondere la criminalità vera al potere riempiono le galere di "poveri cristi" o di rompicoglioni compagni.
Così possono fare i Criminali veri in pace, passando da "persone per bene", che tutelano la sicurezza dei santi "cittadini".
Uno/a mica se la deve piglà con chi gli scippa il TFR, per esempio, se la deve piglià col Rom che gli scippa il....borsellino! una/uno uno/uno, a piacere, se la deve piglià col migrante che viene a rubargli lavoro, casa e donna e bambini! non col capobastone che lo trascina al lavoro coatto lui e il migrante.

Questa è la popolazione carceraria.

E ci credo che i detenuti per reati di natura economica sono lo 0,1%: che lo Stato mette in galera se stesso?
Se capita, capita per lotte intestine fra fazioni di borghesie, e quando capita ci stanno pochissimo: toccata e fuga, fuga legalizzata si intende!
In galera ci trovi sempre gli stessi, Michele: proletari, sottoproletari, ribelli, non ci stanno I MAFIOSI VERI, magari ci sta qualcuno che si illude si essere mafioso!
E si da forza, magari, con quel codice virile, di cui abbiamo discusso, insomma non vuole ammettere con se stesso il motivo reale perché sta al gabbio, che è sostanzialmente perché è un reietto della società, e allora si da forza con quel codice di onore del cazzo!
Tieni conto poi che l'industria della galera, pure quella ha un fatturato importante nell'economia statuale, pensa quando sarà privatizzata come in America!
Prima mano d'opera fuori, poi mano d'opera dentro.
Ancora vogliamo parlare di Briganti? che noia , Michele!
Meglio non parlarne perché per me se erano reazionari o no è importante, io non ho il mito dell'azione per azione! a me interessa in che direzione va un azione, è un'azione di liberazione umana? mi sta bene, non lo è? non mi sta bene!
Tu dici
. "Qualunque sia la spinta motivazionale che presiede l'atto è pur sempre il manifestarsi del desiderio di appropriazione del mondo e degli altri attraverso l'uso della forza
. La rottura con le consuetudinarie regole della convivenza umana sono il risultato o della necessità o di una strategia politico-militare che soggiace all'azione".

Allora, la motivazione di un atto è importante, perché la motivazione mi da il senso e il significato dell'atto o dell'azione, che basta l'azione o l'atto? allora, che, debbo arrivare a dire per assurdo che la strage di Bologna era una bella azione, senza considerare la motivazione e la finalità per cui l'azione, schifosa, era stata fatta?
Non caschiamo ora nella mitologia dell'atto e dell'azione!
Un' azione, anche cruenta, è giusta se è fatta per la liberazione umana, non lo è se non tende a questo fine.
E sinceramente la storia mi ha dimostrato, ha dimostrato a noi rivoluzionari, che nessuna liberazione può nascere da atti che poi perpetuano la prevaricazione, che arrogarsi certi diritti di vita e di morte, poi significa cadere nello schema di ragionamento di chi ha il potere.

NOI SIAMO QUELLI CHE VOGLIONO VEDER SORGERE IL SOLE.

NOI SIAMO QUELLI CHE VOGLIONO UN MONDO DIVERSO IN CUI NON CI SIA NESSUNA PREVARICAZIONE E NESSUN DIRITTO DI VITA E DI MORTE SU ALTRI.

Si ci sarà una rottura rivoluzionari finale, in cui i potenti dovranno, come gridiamo, PAGARE CARO PAGARE TUTTO, ma sarà un'azione collettiva Michele, non sarà certo un' azione per gratificare il proprio ego: o che bella azione ho fatto!
Estetismo del cazzo.

In merito al tuo passaggio sul modello Americano che si impone a livello globale, caro Michele, perché ti stupisci se poi tu stesso hai analizzato come si è evoluto il Capitale attualmente?
E' un dato di fatto materiale a cui dobbiamo imporre un rifiuto cosciente, non è che possiamo ritornare al passato, starà, per esempio, ai proletari cinesi valutare se vale la pena vivere una vita di merda per avere un IPHONE!
E siccome lotte e rivolte in Cina ci sono io sono ottimista su questo punto, del resto ci sta chi fa la fila per IPHONE e chi fa le rivolte per i cereali, sono le contraddizioni del sistema che saranno sciolte dalla lotta di classe.
Quelli che fanno le lotte per il pane o il riso spaccheranno IPHONE in capo a chi ha fatto la finìla per questo oggetto scemo, azione giustissima, vista la motivazione!!!!

Allora io non ho detto che giustizialismo e antigiustizialismo sono la stessa cosa, non sono stata così superficiale, via! ho detto:
"il vero giustizialismo è l'antigiustizialismo"!
In effetti si alimentano a vicenda e tolgono la lucidità per vedere i problemi nella giusta dimensione.
E' necessario non cadere in questa trappola e il non caderci poi non è così
difficile, basta che teniamo presente quale è la nostra rotta reale, quali
sono gli interessi reali delle classi subalterne, del proletariato, degli
sfruttati o di come cazzo vi piace chiamarli.

NOI LOTTIAMO PER LA LIBERAZIONE, PER LA LIBERAZIONE REALE DEGLI SFRUTTATI e
non crediamo né nel giustizialismo né nell'antigiustizialismo.
Noi siamo per una GIUSTIZIA ALTRA che NON VEDA PIU' SFRUTTATI E
SFRUTTATORI."

Ho detto questo Michele, perché sono convinta che in questo sistema non avremo mai nessuna giustizia perché la giustizia che cerchiamo noi è altra. Cacchio Miche', qui ci stava gente che si credeva che i torturatori di Genova venivano PUNITI DALLA LEGGE!!!!!

No, io alle favole non ci credo!

Ciò non toglie che sono favorevole a qualsiasi lotta, diciamo sindacale, perché quella è in sostanza! che come dici tu" reclama un diritto penale minimo".

Mi pare una giusta lotta nell'ambito dei diritti di rivendicazione democratica e dei diritti umani, tutto lì, nulla di rivoluzionario, ma è giusto fare anche questo, perché trovo aberrante non solo l'esistenza del carcere, ma anche le condizioni carcerarie: dobbiamo dirci chiaramente però che se non si crea un fronte nel sociale che sia di attacco generale e generalizzato su altre questione, la questione carceraria tenderà a peggiorare sempre di più.

Sono i rapporti di forza che determinano l'evoluzione delle cose, e attualmente i rapporti di forza non sono certo favorevoli non dico per la rivoluzione ma nemmeno per qualche briciola di diritto democratico.

LOTTIAMO UNITI PER CAMBIARE QUESTI RAPPORTI DI FORZA.

Ti saluto con tanto affetto Michele.

Ti sono vicina malgrado le divergenze, anzi proprio per queste! ti sono vicina e mi ha fatto tanto piacere avere questo scambio di idee con te, spero che il dibattito si allarghi, come vorrei poterlo fare vedendoci di persona, Michele.

"Finché ci sarà un'anima in prigione io non sarò libero"E Debs

Vittoria

L'avamposto degli Incompatibili

www.controappunto.org

Mer, 16/07/2008 – 15:37
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