Riflessione di tre prigionieri sulla mobilitazione nelle carceri greche

fonte: indymedia Athens - trad. informa-azione

11 gennaio 2010: tre prigionieri espongono il proprio punto di vista sulla mobilitazione attraverso sciopero del vitto e sciopero della fame attuata nelle carceri greche a partire da novembre 2010.

La recente astensione dal vitto e lo sciopero della fame di migliaia di prigionieri attualmente stipati come animali nelle carceri greche, ha per quanto possibile sottolineato le criticità e le nostre richieste – da molti anni – per una vita decente e per la libertà.
Uno dei nodi cruciali che le persone imprigionate affrontano costantemente, è come rivendicare un po' di quella libertà che gli è stata lasciata, richiedendo una riduzione delle condanne giuridiche predatrici (le sanzioni penali che riempiono le carceri ndt.), una riduzione del periodo massimo di carcerazione, di quello per le condanne a vita (nonostante in Grecia non esista l'ergastolo ostativo ndt.), l'accesso alle sospensioni della pena e ai permessi di uscita dove permesso dalla legge, la possibilità di scarcerazione anitcipata quando siano stati scontati i 2/7 e i 2/5 della condanna (rispettivamente per condanne brevi o prolungate), l'abolizione di vendicative condizioni speciali di detenzione e delle leggi fasciste sul terrorismo (celle sotterranee, isolamento a vita dei prigionieri politici), abolizione del sistema disciplinare che funge da ostacolo per il ritorno alla libertà, abolizione delle carceri minorili, il miglioramento delle condizioni detentive – per quanto possibile all'interno di mura disumane – rispetto a dignità, salute, igiene, attività sportive e lavorative, nel mentre denunciamo torture fisiche e psicologiche contro di noi. Tutto ciò, ovviamente, potrebbe essere sintetizzato in una nostra richiesta di base: l'applicazione della costituzione greca e delle leggi correlate alla presunta "riforma" delle prigioni in Grecia; la nostra principale richiesta è quindi un mero compromesso.
La nostra richiesta assoluta, come quella di chiunque nel mondo, è la libertà di definire noi stessi le nostre esistenze, lontani dalla miseria, dalla disperazione, dalla povertà, dalle dipendenze, dalle malattie, dalle menzogne, dall'ingiustizia e dalla corsa senza sosta per la sopravvivenza.  In ogni caso, per il momento, la seppelliamo dentro noi... Abbiamo semplicemente richiesto quanto sopra al ministro della "Giustizia", senza ulteriori ritardi. Le iniziali e menzognere dichiarazioni del ministro della "Giustizia" in cui si sostiene che le nostre richieste non sono realizzabili sono un paradosso, visto che tutto è possibile in ambito legislativo, emendamenti e modifiche, potere e carceri, quando esiste la volontà politica; soprattutto nel momento in cui quello che chiediamo a voi al potere è di applicare le leggi esistenti, la cui creazione è governata da voi, mentre la loro applicazione è discrezionale ai vostri interessi! Dall'altra parte, sembra praticamente che questo ministro si rimangi le proprie parole annunciando pubblicamente tali progressi nella legislazione penitenziaria da superare le nostre speranza e le nostre richieste. Quanto di ciò è vero? Siamo noi ad avere troppa immaginazione o siete voi a raccontare storie sempre e comunque?  
Di certo il ministro ha colto l'opportunità – fornitagli da pochi sciocchi – di parlare di incitamenti esterni alla lotta dei detenuti, dipinta invece come irreale e già risolta. Invece la lotta è stata reale eccome, visto che i detenuti hanno rifiutato il vitto e sono entrati in sciopero della fame (nel primo caso, l'astensione dal vitto ha significato praticamente il digiuno visto che molti partecipanti non potevano permettersi di comprare cibo), attendendo con ansia che le suddette richieste, giuste e realizzabili, venissero accolte.    
Ma alcuni detenuti sono ritenuti personalmente responsabili: alcuni hanno fatto qualunque cosa gli passasse per la testa, diffondendo false notizie sulla lotta, stringendo falsi accordi che hanno causato caos e fraintendimenti... Persone intrise di vanità, che all'oscuro dei compagni di detenzione, si sono appropriati di 14 richieste, le hanno diffuse per proprio conto e usato senza criterio scritti di affinità politica – come ci è stato riferito – al fine di instaurare una finta leadership e di soddisfare il proprio ego disperato. Il sedicentemente eletto Comitato di Gestione (della lotta) dei Prigionieri è stata la cigliegina sulla torta! Alla fine, niente di quanto volevamo è stato ottenuto, e i detenuti non sono stati informati correttamente; questa organizzazione e coordinamento ci hanno portato ad una partecipazione passiva invece di concentrarci sul contenuto della lotta che ancora ci riguarda tutti quanti. Dichiarazioni del suddetto comitato eletto sulla presunta vittoria dei prigionieri, derivata dalla recente mobilitazione, ci offende e tende a creare illusioni distorcendo la realtà, aiutando invece il ministro, ancora una volta, ad essere bene e gratuitamente pubblicizzato e a prodigarsi in meschine considerazioni! Se pensate che questa mobilitazione sia stata vittoriosa, allora non conoscete il significato di "richieste irremovibili", mentre entrano in gioco istanze cruciali per le nostre vite.  
Tutto ciò non è inteso come un tragico bilancio, ma sottolinea che nulla è stato prodotto di quanto tutti gli imprigionati desideravano. La mobilitazione dei detenuti è stata sospesa per gennaio – come avevamo deciso – ma ci si pone davanti il corso prestabilito degli eventi. In ogni caso, la forza e la passione per  la libertà dei detenuti sopraffarrà presto ogni ego, e si manifesterà come deve: una lotta di massa, collettiva e, una volta per tutte, senza guardiani o leadership. I prigionieri hanno la capacità di organizzarsi, lottare e resistere. Per questo la solidarietà di tutti coloro che la esprimono onestamente, è la nostra arma e ne abbiamo bisogno!
  
LA PASSIONE PER LA LIBERTA' E' PIU' FORTE DI QUALUNQUE CELLA!
Dan Carabulea, Elias Karadouman, Spyros Stratoulis — Greek prison inmates

Lun, 31/01/2011 – 21:07
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