Regno Unito - Cronache di resistenza dai centri di detenzione privati per migranti

Giugno è stato un mese caratterizzato da scioperi della fame e rivolte nei centri di detenzione per migranti di Brook House, situato nell'aeroporto di Londra-Gatwick, e di Yarl's Wood, quest'ultimo già protagonista di numerose rivolta e denunce di abusi dalla sua apertura nel 2000.  

Il 12 giugno 2009, un gruppo di reclusi della prigione per migranti di Brook House ha iniziato a resistere alla chiusura delle celle, dando vita a una rivolta. Le guardie, dipendenti della compagnia di carcerazione privata G4S, hanno invaso l'ala presa dai prigionieri. I reclusi hanno quindi iniziato a devastare il settore amministrativo e le celle, bruciando il materiale in un grosso falò acceso nel cortile. La rivolta è stata soppressa la mattina successiva da agenti antisommossa specializzati del “Tornado Team”. Durante i disordini, confinati all'ala A, molti altri reclusi negli altri settori del centro sono stati rinchiusi nelle celle per 24 ore; per quel periodo sono stati forniti loro esclusivamente una mela e una barretta KitKat.

Due giorni dopo, i migranti prigionieri nel centro di Yarl's Wood hanno iniziato uno sciopero della fame, rifiutandosi di recarsi alla mensa. Quest'azione è stata intrapresa in risposta alle condizioni umilianti e disumane imposte ai reclusi che, in questo lager gestito dalla compagnia privata Serco, comprendono bambini piccoli e individui con problemi di salute.
L'indomani i reclusi sono riusciti a evitare la deportazione di una famiglia, quindi il mercoledì hanno iniziato a occupare i corridoi del centro. La Serco ha risposto inviando oltre 30 guardie per rimuovere violentemente i blocchi, arrivando a strappare i vestiti e denudare due donne detenute in sciopero della fame. I reclusi raccontano di come una guardia abbia umiliato una delle due donne filmandola con il proprio cellulare.
Una reclusa del centro a un solidale: “Non ho mai visto tanta violenza. Picchiavano gli uomini come se fossero animali. Ci minacciavano dicendo che se fossimo tornati nei corridoi ci avrebbero ricoperti di spray al pepe. Ci serve il vostro aiuto da fuori. Non abbiamo alcun diritto qui dentro. Ci serve il vostro supporto da fuori.”

Nonostante le linee guida affermino che bambini e individui con problemi psichici non possano essere detenuti, sono costantemente disattese. In un precedente rapporto della Commissione per l'Infanzia risultava che bambini piccoli, alcuni con problemi psichici, erano detenuti “senza cura delle necessità primarie”. Nel rapporto risultavano cure negate a bambini malati, incluso uno con polmonite.   

Yarl's Wood è stato al centro di polemiche sin dalla sua apertura, con inchieste di media e resoconti ufficiali che evidenziavano razzismo istituzionale, umiliazioni e aggressioni a sfondo razziale. Nel 2006, Legal Action for Women, riportava come le recluse non potessero accedere al supporto legale degli avvocati, e fossero soggette a intimidazioni sessuali e razziste da parte delle guardie. Opuscoli che illustravano i diritti alla difesa dei reclusi furono confiscati dalle guardie dell'agenzia Serco.

Dichiarazioni dello sciopero della fame:

1)Bambini, alcuni di soli 5 mesi, si trovano malati in questo centro di detenzione. La maggior parte
colpiti da un virus, non mangiano correttamente poiché non abituati al cibo servito qui, non dormono a sufficienza, sono senza riposo e soffrono di manifestazioni di turbe psicologiche come incubi, bagnano i letti, urlano nella notte, hanno comportamenti violenti e altri eccessi come il pianto.

2) A una famiglia recentemente colpita da un lutto, che ha perso i figli il mese scorso, sono state indicati per il rimpatrio senza neanche la possibilità di salutare la tomba al cimitero di Everton, dove tre dei suoi figli sono sepolti.

3) Donne incinte, alcune con complicazioni, sono rinchiuse in totale incuranza delle proprie condizioni di salute, tra cui una che soffre di ansia e depressione.

4) Una donna sottoposta a operazione salva-vita un paio di mesi fa per una gravidanza extra-uterina è detenuta senza il tempo necessario per la convalescenza. 

5) C'è una donna epilettica che soffre di numerose crisi, fino a sei nell'arco delle 24 ore, con il solo figlio quattordicenne a prendersene cura. Gli occupanti hanno provato ad assisterla in questo periodo di difficoltà.

6) Famiglie in evidente difficoltà sono state buttate giù dai letti nelle prime ore del mattino e trasportate su prigioni mobili per lunghe ore fino all'aeroporto.

7) La detenzione continuativa comporta molto stress per le famiglie e, per questo, abbiamo deciso di sollevarci con un'unica voce e dire no alla detenzione di persone innocenti.

8) Quindi, questo è il secondo giorno di sciopero della fame continuativo. Anche questa notte [16 giugno], tutti gli occupanti, compresi i bambini, hanno deciso di passare la notte a protestare fuori in cortile.

9) Apprezziamo qualsiasi vostro aiuto o suggerimento.

Ven, 03/07/2009 – 00:12
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