Predominio CMC
riceviamo e pubblichiamo
Leggevo un noto giornale nazionale, che non nomino per non dovergli fare della pubblicità gratuita, quando mi sono imbattuto in una pagina di economia che questa sì faceva gran pubblicità ad una delle società più nefaste di questo paese, e non solo per questo paese: la CMC, Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna.
Ricordo che la CMC, tanto per fare qualche esempio, è responsabile di:
- Diga sul torrente Locone, Puglia
- Diga di Ridracoli, Emilia Romagna
- Ferrovia Alta Velocità tratta Firenze - Bologna
- Ferrovia Alta Velocità tratta Milano - Bologna
- Autostrada del Brennero: tratto Ponte Gardena-Castel Rotto
- Tangenziale Agrigento-Caltanissetta
- tangenziali milanesi
- Passante di Mestre
- Secante di Cesena
- Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria
- Galleria del Metramo, Calabria
- Linea 3, 6, lotto, della Metropolitana di Milano
- Dorsale Sarda
- Ponte sullo stretto di Messina (di cui ha una partecipazione per 600milioni di euro)
- Costruzione di una gigantesca diga, comprendente una centrale idroelettrica per alimentare una fabbrica di alluminio in Islanda, uno degli ultimi luoghi rimasti incontaminati al mondo
- nuovo porto di Ravenna
Nel giornale, oltre a ripercorrere la storia di questa cooperativa rossa, aderente alla Lega delle Cooperative, si snocciolano un po’ di dati che trovo interessanti ed utile riportare.
Intanto si rende noto il fatturato della società ravennate, che raggiunge i 700 milioni di euro, cifra che la vede raggiungere la leadership delle imprese di costruzioni della Lega delle Cooperative, che tutte assieme raggiungono addirittura i livelli dorati dell’Impregilo, che è oggi la maggior società di costruzioni italiana (seconda è la Astaldi, poi vengono Pizzarotti, Condotte e Salini).
Il giornale rivela che l’eventualità che le ditte di costruzioni della Lega delle Cooperative formino assieme una nuova grande società non è solo un’ipotesi ma è l’obbiettivo strategico della CMC, che punta a diventare protagonista anche nel ricco mercato del “project-financing” ed anche in quello delle concessioni autostradali, in cui ora recita soltanto il ruolo di comprimaria (attualmente la CMC è titolare di quote di “project-financing” sull’autostrada Orte-Venezia e su altri spezzoni autostradali).
“Ci stiamo lavorando” – dice il direttore generale della CMC, Dario Foschini – ”è un segmento di mercato che consente un salto di qualità e promette una crescita stabile nei prossimi anni”.
Per partecipare alle gare di “project-financing”, ovvero alla presentazione, progettazione, finanziamento e costruzione di opere pubbliche che successivamente verranno gestite dalle stesse ditte private che le hanno volute, la legge prevede che le società dimostrino di possedere grosse quantità di capitale ed è questo il motivo perché CMC vuole formare un nuovo gruppo finanziario che potrebbe così comprare quote di mercato disponibili in Italia, e non solo, e partecipare a tutte le gare in posizione di forza.
La volontà di penetrare in nuovi mercati viene giustificata con la necessità di trovare nuove strade per crescere e per aumentare e rendere stabili i rendimenti di un settore, come quello delle costruzioni, che ha margini di assottigliamento, anche se finora la crisi finanziaria non ha pesato in grossa misura sui gruppi del settore anche grazie alla presenza dei cantieri per le cosiddette grandi opere.
In parole povere è la solita logica capitalista che prevede l’allargamento continuo, anche in settori diversi da quelli di riferimento, pena la perdita di competitività sul mercato.
Una logica che ha reso il mondo terreno di conquista.
CMC vede nelle concessioni autostradali e nel “project-financing” due settori che si ingrandiranno e che permetteranno ricavi stabili e sicuri, anche per lunghi tempi. Da poco, poi, il Governo Berlusconi ha concesso ai grossi concessionari autostradali la possibilità di poter fare gran parte dei lavori senza l’obbligo di indire gare e rivolgersi a ditte esterne. Infatti, da Autostrade che ha creato la società Pavimental, a Gavio che ha creato Itinera (e tutte e due con partecipazioni nella onnipresente Impregilo), ogni operatore del settore autostradale ha le sue aziende partecipate di riferimento.
Oltre a questo, si legge, ci sono anche ragioni di mercato, dato che gli appalti pubblici, uno dei settori in cui la CMC è forte, presentano varie problematiche, poiché i due grandi investitori pubblici del passato, l’Anas e le Ferrovie, non investono più granché. Ed ecco allora che il mercato del “project-financing” è visto, per CMC e per altre società del settore, come un transito obbligato, visto che in assenza di soldi pubblici fioriscono maggiormente le iniziative private, che prevedono la presentazione agli enti pubblici di progetti che verranno finanziati, interamente o in parte, proprio dalle stesse aziende proponenti (come sta succedendo per la realizzazione delle nuove autostrade italiane, i cui introiti derivanti dai pedaggi verranno gestiti per anni, anche decenni, dalle stesse aziende che hanno finanziato la loro progettazione e le hanno costruite).
Per CMC sembra che solo il mercato abbia un valore in sé, tutto il resto non conta.
L’accumulazione di merci e di denaro, la realizzazione di sempre nuove infrastrutture, l’aspirazione ad un posto di preminenza negli assetti di potere economico e politico…tutto ciò per i capitalisti non avrà mai una fine e arriveranno a distruggere la vita se non verranno fermati, se il capitalismo non verrà fermato prima.
Cooperativa Muratori Cementisti
Via Trieste 76
48100 Ravenna
tel. 0544 428111
fax 0544 428554
cmc.cmc@cmcra.com
Via Abruzzi 3
00187 Roma
tel. 06 42020425
fax 06 42390728
cmcroma@tin.it
Società controllate dal Gruppo CMC:
SIC Società Adriatica Impianti e Cave SpA
GED Grandi Elementi Dimensionali Srl
CMC Immobiliare SpA



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