Bologna - Pennivendoli emiliani subito a lavoro : La solita infamità cartacea
Dure misure nei confronti del corteo degli anarchici
Il questore annuncia fermi provvedimenti. Cofferati: il Comune si costituirà parte civile contro i promotori
BOLOGNA (11 feb. 2008) - Provvedimenti 'fermi e duri' contro gli autori dei danneggiamenti avvenuti durante il corteo degli anarchici di sabato scorso. A invocarli è il Questore di Bologna, Francesco Cirillo, precisando che la Digos ha già mandato una prima informativa alla Procura, e altre seguiranno.
"Le identificazioni sono in corso, anche perché la maggior parte dei manifestanti era di fuori Bologna - spiega Cirillo - ma di certo le singole responsabilità saranno attribuite. Ci auguriamo che le misure siano adatte a quello che hanno fatto, del resto anche in passato le misure della Procura sono state abbastanza ferme e dure". Il Questore ha precisato che nel primo resoconto inviato all'Autorità gli investigatori della Digos hanno ricostruito i fatti, successivamente verranno approfonditi tutti i singoli episodi e le responsabilità, dai danneggiamenti di bancomat e telecamere, all'imbrattamento dei muri. "La Procura deciderà i provvedimenti, ma l'auspicio - ha concluso - che ogni atto venga punito nella giusta misura".
Il corteo di sabato, organizzato dagli anarchici del coordinamento 'Rompere il silenzio', ha visto sfilare oltre 500 persone dal centro di Bologna a Piazza dell'Unità, per protestare "contro la repressione e per chiedere libertà per i 'compagni' in carcere". Tra gli atti vandalici compiuti lungo il percorso, sono state distrutte le telecamere di una filiale Unicredit ed é stato gettato letame contro un paio di agenzie interinali nei pressi di piazza XX Settembre.
Domenica, il coordinatore del Partito Democratico di Bologna Andrea De Maria ha parlato di "inaccettabile intolleranza di un piccolo gruppo di estremisti", stigmatizzando in particolare l'atto vandalico compiuto contro il monumento ai Partigiani in piazza dell'Unità che ricorda la battaglia della Bolognina.
Il Comune di Bologna si costituirà parte civile contro i promotori della manifestazione anarchica di sabato scorso. E' l'intenzione del sindaco Sergio Cofferati il quale ha aggiunto che partirà immediatamente l'opera di ripulitura "di tutte le scritte lasciate da una brutta manifestazione, a partire da quelle più oltraggiose". Secondo Cofferati, che non ha voluto entrare nel merito del corteo ("Ognuno è libero di dire quello che vuole e di assumersi le proprie responsabilità"), "é stata una brutta manifestazione perché non rispettosa della città e dei suoi valori, a cominciare da quelli fondativi". Dunque, ha continuato il sindaco, "non appena sarà quantificato il danno, il Comune si costituirà parte civile contro i promotori".
( EmiliaNet )
CORTEO ANARCHICI
Di Nicola: "Ok manifestare, ma non fare apologia di reato"
Pugno duro contro gli anarchici anche da parte della Procura: "Contrasto di tutte le forme di violenza e massima apertura alla manifestazione di opinioni. Ma una cosa e' esprimere un'opinione e una cosa e' fare apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva". Il che significa, tra le righe, che il Questore avra' le punizioni dure che invoca
Il Procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola Bologna, 11 febbraio 2008 - Il Questore Francesco Cirillo chiede punizioni severe per il corteo anarchico e la Procura di Bologna risponde che anche questa volta si muovera' secondo le proprie posizioni, che e' lo stesso procuratore capo Enrico Di Nicola a ribadire: "Contrasto di tutte le forme di violenza e massima apertura alla manifestazione di opinioni". Dove pero', e' la postilla di Di Nicola, "una cosa e' esprimere un'opinione e una cosa e' fare apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva". Il che significa, tra le righe, che il Questore avra' le punizioni dure che invoca.
"Non sono tenero- assicura infatti il numero uno di piazza Trento Trieste- l'importante e' che l'autorita' si esprima nel rigore assoluto dell'applicazione della legge". Sara' lui stesso, annuncia poi, a esaminare personalmente "tutte le risultanze" che arriveranno da parte della Digos sulla manifestazione anarchica di sabato pomeriggio.
Ma in Procura, per ora, non e' ancora arrivato nulla.
Informato per il momento solo preliminarmente dal pm di turno (Antonello Gustapane) e dal numero uno della Digos Vincenzo Ciarambino, il procuratore capo di Bologna si limita per ora a dire di essere "lieto che non ci siano stati danni a persone e rilevanti danni alle cose". Questo, precisa subito, "rispetto a quelli che si potevano anche prevedere".
Insomma, "dal punto di vista dell'ordine pubblico non ci sono stati disordini e questo e' un fatto positivo". Cio' non toglie che siano successe cose che non gli sono piaciute, in particolare l'episodio delle bandiere della Resistenza di porta Lame a cui gli anarchici hanno appiccato il fuoco. "E' un fatto che non mi piace- dice a questo proposito Di Nicola- bruciare le bandiere e' la manifestazione di un atteggiamento che io considero di violenza verso la Costituzione".
Il rogo delle bandiere, ma anche la rappresaglia nei confronti del camera-man della Rai, colpito da una pioggia di accendini per indurlo a smettere di riprendere.
Sono entrambi atteggiamenti, dice ancora il procuratore capo, "che vanno contro la democrazia e in quanto tali vanno puniti".
Ecco perche' Di Nicola assicura che "la valutazione sara' molto severa, soprattutto quando si tratta di beni tutelati in via primaria dalla Costituzione". Lo e' la bandiera, prosegue il numero uno di piazza Trento Trieste, che "e' citata nell'articolo 12 della Costituzione e rappresenta l'unita' e il simbolo della Repubblica italiana, basata sulla Resistenza". Un bene intoccabile, per il procuratore di Bologna, cosi' come intoccabile- conclude riferendosi all'episodio del camera-man colpito "mentre faceva il suo dovere di informare"- deve essere la liberta' di informazione, salvaguardata dall'articolo 21.
A parte questo primo giudizio sommario, pero', il procuratore Di Nicola ripete piu' volte di voler "aspettare tutte le informazioni della Digos" prima di pronunciarsi. "Piu' sono gli elementi di conoscenza, maggiore e' la possibilita' di valutare", afferma il numero uno di piazza Trento Trieste. "Ho gia' dato ordine di ricevere tutti gli elementi di prova acquisiti, le denunce che si sentiranno di fare e le registrazioni, dove ci sono, dei momenti importanti.
Esaminero' personalmente tutte le risultanze, ma prima attendo il maggior numero di elementi di valutazione ed e' per questo che non ho messo fretta alle forze dell'ordine".
( Il resto del Carlino )
Sfila l'esercito degli anarchici. Offese e bestemmie sui muri
Avevano promesso di essere in 800. Sono poco piu' della meta' gli anarchici sfilati in corteo oggi pomeriggio a Bologna. Nessun incidente accompagna pero' la parata di bandiere rossonere, che parte dalle Due Torri intorno alle 15.45. Ma, un'ora dopo, un manipolo riesce comunque a distinguersi: berretti e cappelli a nascondere il volto, in una decina si staccano dalla testa del corteo e prendono d'assalto la filiale Carisbo di via Irnerio: del blitz restano una postazione bancomat devastata e andata letteralmente in fumo; pugni, bastonate e pure letame scaraventato contro le vetrate della banca. La polizia, con tre blindati a guardare le spalle del gruppo appiedato, osserva da lontano, prende nota e immortala i vandali in qualche scatto fotografico.
Quando invece il piccolo esercito anarchico aveva iniziato a muoversi, erano stati un paio di insoliti "imbianchini" ad entrare in azione: tute arancioni e volto semi-coperto, "armati" di un lunghissimo rullo oscurano con vernice scura tutte le telecamere di videosorveglianza piazzate lungo via Zamboni fino a piazza Verdi. Non hanno risparmiato nessuno dei 12 obiettivi collegati direttamente con la Questura.
Piu' che rabbia, abbondano le bottiglie di birra, servite da un camper e da un carrello della spesa adattato alla bisogna. Il serpentone di giovanissimi "arrabbiati" ne ha comunque per tutti.
Dai politici ("La sicurezza dei padroni uccide", recita uno striscione in testa al gruppo) alla chiesa: sulle mura di quella di Santa Maria e San Domenico di Mascarella, nella via omonima, hanno lasciato da una parte la scritta nera "Clero uguale Fascio infame", dall'altra una bestemmia, "impreziosita" dalla dotta rivisitazione di uno slogan fascista.
Il plotone anarchico arriva in fretta in piazza Verdi, teatro della rissa con la polizia dell'ottobre scorso, costato prima il carcere a cinque ragazzi e poi gli arresti domiciliari concessi a tre di loro. Il fiume di giovani non ha dimenticato: lungo il passaggio in Largo Respighi lascia un'interminabile serie di slogan contro la Polizia ("Piu' sbirri morti"; "10,100,1000 Raciti", l'immancabile "Acab"). In via Mascarella cambiano addirittura la toponomastica: sulle targhe con il nome della via issano a destra il cartello "Via Francesco Lorusso, ucciso dai Carabinieri l'11 marzo 1977"; a sinistra, invece, attaccano il foglio con su scritto "Piazza Federico Aldrovandi, ucciso a 18 anni dalla Polizia". Tocca a via Irnerio.
Prima dell'assalto alla Carisbo, e' la volta di una sede di Adecco: con spray nero gli anarchici lasciano l'enorme scritta "m..." sulla vetrata dell'agenzia di lavoro interinale.
All'altezza di via Indipendenza gli anarchici provano a chiedere solidarieta' alla citta'.
"Unitevi a noi" urlano dai megafoni. Ma Bologna sembra piu' interessata allo shopping nella vicina Piazzola. Quando il corteo svolta in direzione della stazione, sullo sfondo restano soltanto una lunga colonna di auto e di clacson spazientiti.
Immediate le prime reazioni politiche. "Sono arrivati i Lanzichenecchi. E' inaccettabile", grida Daniele Carella, capogruppo di Forza Italia. Sulla protesta anarchica l'azzurro, allertato dalle telefonate di numerosi cittadini, ha gia' raccolto un "copioso- racconta- materiale fotografico" che portera' lunedi' prossimo nell'aula del Consiglio comunale.
Fonte: Il Carlino
"Chiederemo i danni agli anarchici"
Il Comune si costituisce parte civile. Caccia ai responsabili
Tutti contro gli anarchici. Ha cominciato il questore Francesco Cirillo a invocare «provvedimenti fermi e duri» contro gli autori dei danneggiamenti avvenuti durante il corteo degli anarchici di sabato scorso. Gli hanno risposto indirettamente il procuratore Enrico Di Nicola confermando la linea della Procura e il sindaco Sergio Cofferati, che ha annunciato la mossa del Comune di costituirsi parte civile per una «brutta manifestazione». Un corteo durante il quale sono stati vergati 1200 metri quadrati di scritte spesso oltraggiose, rovinati bancomat e sedi di agenzie interinali e gettato letame alle banche, bruciata il tricolore partigiano al monumento della «battaglia della Bolognina» in piazza Unità, oscurato telecamere di controllo e minacciato di oscurare telecamere della Rai.
La Digos è al lavoro per identificare gli autori dei reati, «di certo le singole responsabilità saranno attribuite - assicura il Questore -. Ci auguriamo che le misure siano adatte a quello che hanno fatto, del resto anche in passato le misure della Procura sono state abbastanza ferme e dure». Il procuratore Di Nicola ha spiegato la sua linea di intervento, pur dichiarando di non aver ancora avuto modo di leggere l´informativa della Digos e di non conoscere quindi i fatti di sabato se non per una sommaria informazione ricevuta sia dal pm di turno Antonello Gustapane sia dal capo della Digos Vincenzo Ciarambino: «La Procura contrasta tutte le forme di violenza e contemporaneamente crede nella massima apertura alle manifestazioni di opinione». Però «una cosa è esprimere un´opinione e una cosa è fare apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva».
Dopo aver espresso una parziale soddisfazione dal punto di vista dall´ordine pubblico («sono lieto che non ci siano stati danni a persone e rilevanti danni alle cose»), Di Nicola stigmatizza alcuni episodi accaduti, come la bandiera italiana e europea bruciate in piazza dell´Unità: «Bruciare le bandiere non mi piace affatto, è un atteggiamento di violenza verso la Costituzione». Così come contro la Costituzione, per via dell´articolo 21 sulla libertà di informazione, è impedire le riprese tv all´operatore Rai, oggetto di lancio di monetine e insulti.
Contro una «brutta manifestazione che ha lasciato scritte oltraggiose» da ripulire al più presto, si scaglia il sindaco Cofferati. Il Comune di Bologna si costituirà parte civile contro i promotori della manifestazione anarchica. Per Cofferati «è stata una brutta manifestazione perchè non rispettosa della città e dei suoi valori, a cominciare da quelli fondativi». Di conseguenza, «non appena sarà quantificato il danno, il Comune si costituirà parte civile contro i promotori». Il Pd di Bologna torna a criticare le forze dell´ordine, dopo la polemica sulla Street Parade, per aver consentito questa «marcia incivile». «Auspico che nel futuro vi sia da parte delle forze dell´ordine la massima attenzione e capacità di intervento», ha detto in consiglio comunale Leonardo Barcelò, «affinchè non si ripetano manifestazioni autorizzate nelle quali sia permesso impunemente tenere comportamenti palesemente illegali e oltraggiare i simboli dello Stato e della Resistenza». Angelo Piazza, deputato socialista, non è invece d´accordo sulle critica alla polizia.
(12 febbraio 2008)
fonte repubblica.it
Bologna: corteo anarchici di sabato, aperta inchiesta
Sono 11 i reati per i quali il Procuratore di Bologna ha aperto un fascicolo sul corteo anarchico di sabato scorso. Dal danneggiamento aggravato all'imbrattamento aggravato, dal danneggiamento e vilipendio alla bandiera alla violenza o minaccia a pubblico ufficiale, dall'istigazione a delinquere e istigazione a disobbedire alle leggi alla violenza privata.
Il fascicolo, che è stato affidato al Pm Luca Tampieri, è stato aperto contro ignoti, visto che al momento non c'è nessun identificato, anche perchè i partecipanti al corteo avevano quasi tutti capo e volto coperti.
Durante il corteo, che era partito dal centro della cittaà per raggiungere piazza dell'Unità, sono stati prodotti danni a bancomat e telecamere, tracciate scritte minacciose sui muri, bruciata la bandiera italiana al monumento che ricorda la battaglia partigiana della Bolognina, e sono state lanciate monetine verso un operatore televisivo.
''Ho detto agli investigatori - ha spiegato Di Nicola - che bisogna identificare ogni comportamento attribuendolo ad un soggetto preciso. Non si tratta di un lavoro precipitoso, ma di un lavoro accurato e preciso. Andranno visionate tutte le registrazioni del corteo''.
fonte bologna2000



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