Parma - Sull'iniziativa del 31 Ottobre contro gli ogm e contre l'EFSA

SULL' INIZIATIVA DEL 31 OTTOBRE A PARMA CONTRO L'ENTRATA DEGLI OGM IN EUROPA E CONTRO L'EFSA (ENTE EUROPEO SICUREZZA ALIMENTARE)

 

Alcune centinaia di manifestanti, sopratutto compagne/i provenienti da mezza Italia, hanno portato per le vie di Parma la critica e la lotta agli OGM e al mondo che li produce e rende necessari.

Parma oltre ad essere la città che ospita l'EFSA è anche un'importante centro di riferimento per l'agroalimentare o meglio dell'agribussinnes in Italia. Anche se l'attenzione che abbiamo voluto portare sugli OGM e il ruolo dell'EFSA travalica sicuramente il locale, ha avuto il suo significato manifestare proprio a Parma, una città che per altro non ha mai visto iniziative di questo tipo e il suo ruolo nel mercato industriale agroalimentare la tira inevitabilmente in causa.

La possibilità di passare dal centro ci ha permesso di raggiungere con il nostro materiale informativo e numerosi interventi dal carretto mobile, parecchie persone visibilmente incuriosite e interessate

Le note di stampa fatte uscire dall'EFSA dopo il corteo e durante le nostre iniziative, difendendosi dalle critiche millantando le sue aperture al dialogo, hanno dato conferma che le nostre critiche a questo ente hanno colpito nel posto giusto. L'EFSA attiva un modello europeo di accettazione delle nocività come le biotecnologie, nanotecnologie, pesticidi... con tutta una serie di passaggi che sono diretti a farle passare, la differenza dall'ente americano per la sicurezza alimentare (FDA) è che questi si presentano come partecipati, discussi e democraticizzati. Ancora una volta la preoccupazione maggiore dell'EFSA è stata quella di insistere per costruire un'immagine di indipendenza e neutralità delle proprie valutazioni scientifiche di sicurezza, definendosi ovviamente sopra le parti, ne favorevole ne contraria all'introduzione degli OGM

Questa manifestazione si inquadra nella campagna della Coalizione contro le nocività contro l'entrata degli OGM in Europa. L'EFSA in tutto questo è un'importante passaggio perchè ha un ruolo chiave nel processo delle autorizzazioni. Tra l'altro lavora sulla documentazione fornita dalle stesse multinazionali.

Nel nostro progetto di mobilitazione contro gli OGM in Europa l'EFSA rappresenta comunque un momento, seppur significativo. Questo per dire che gli aspetti per costruire una mobilitazione possono essere molto più ampi, anzi ci auguriamo che sia così ed è proprio di questo che ci stiamo occupando. Il grosso dell'attività preparatoria di questa iniziativa nell'ultimo mese, con numerose presentazioni e discussioni in parecchie città, verteva proprio ad allargare il campo di intervento, far capire come l'ingegneria genetica non sia semplicemente un'altra tematica importante. Il fatto di agire dall'interno degli organismi viventi con manipolazioni da una possibilità unica per il dominio: dopo quella di distruggere un organismo adesso esso può controllare totalmente fin dalla sua essenza un organismo vivente, fin dalla linea germinale.

Quando scriviamo che nessuno vuole gli OGM ci riferiamo ad una percezione diffusa che i tecnoscienziati chiamano irrazionale, secondo noi è invece il non voler accettare l'ennesima imposizione calata dall'alto, soprattutto su qualcosa che tutti conoscono bene: il proprio cibo come è sempre stato. Chissà se ci sarà ancora questa percezione per le nuove generazioni, cresciute nei grossi centri urbani, dove la pianta dei pomodori potrebbe essere descritta con le vaschette di polistirolo che li contiene ben ordinati tutti uguali.

Questa percezione di rifiuto è qualcosa che rimane però in superficie soffermandosi su aspetti marginali e non arrivando a comprendere interamente la portata e il peso dell'ingegneria genetica per le presenti e future generazioni e per l'intero pianeta.

Noi pensiamo sia importante costruire un terreno sensibile che possa far capire il livello in cui la tecnoscienza stà assicurando i passaggi chiave al dominio industriale ed economico per chiudere il proprio cerchio, assicurandosi una sopravvivenza e un controllo assoluto.

L'assemblea di conclusione della manifestazione a Parma ha avuto una buona partecipazione anche questa costituita quasi interamente da compagne/i. L'iniziativa della serata si poneva come obiettivo quello di raccogliere proposte, idee, considerazioni per creare una forte mobilitazione contro l'avanzata degli OGM in Europa e contro ogni modificazione del vivente.

Dopo una presentazione del progetto è stato evidente come la complessità dell'argomento necessitava di molti approfondimenti e sarebbe stato un errore aver dato troppe cose per scontate seppur in un ambiente di compagne/i già sensibile e impegnato in numerose altre lotte. La cosa che forse ci stupisce di più è come certe critiche che portiamo alla società industriale e in particolare ai suoi apici mortiferi come nanotecnologie e biotecnologie, spesso siano considerate “eccessive”e troppo radicali, soprattutto poi nella necessità della comunicazione con l'esterno.

E ormai evidente come questo sistema, giunto ad un livello critico mai raggiunto nella storia, che si sta mangiando pure il piedistallo su cui poggia, necessiti di scelte radicali per sopravvivere. E la nostra critica quindi non può non essere che radicale.
Il sistema tecno industriale non solo depreda e distrugge ma ha anche la pretesa di ricostruire quella natura che sta facendo scomparire per sempre. Ovviamente questa ricostruzione è ad immagine e somiglianza del sistema, le chimere genetiche che si allontanano dai laboratori ne sono un esempio chiarificatore. Forse è proprio la natura radicale di questa trasformazione che non è del tutto compresa nella sua interezza.

Per continuare il percorso intrapreso abbiamo pensato a un'iniziativa a Milano contro Bayer e Monsanto. L'EFSA proprio ora sta autorizzando il mais ogm MON810 della Monsanto e il riso ogm LLRICE62 della Bayer. In futuro lanceremo una settimana internazionale di mobilitazione contro l’ingegneria genetica, nello specifico ci legheremo alle proteste internazionali che stanno nascendo contro questi due ogm.

Dobbiamo cessare di sentirci quell’elite che può permettersi di scegliere, magari “eticamente”, i contadini e gli spossessati del sud del mondo ci insegnano che è arrivato anche per noi il momento di non tirarsi indietro. Il loro sfruttamento, e quello della Terra, è anche il nostro, deriva da quelle multinazionali, da quei centri di ricerca, da quelle cattedrali della scienza che hanno sede qui da noi.
Respingere l’avanzata degli organismi geneticamente modificati dipende da tutti e tutte noi, ora più che mai viviamo in un periodo storico dove si rende necessario reagire e lottare contro queste tecnologie totalizzanti e irreversibili. Loro hanno capito che per andare avanti dovevano unirsi nelle così dette scienze convergenti: biotecnologie, nanotecnologie, informatica, neuroscienze. E noi cosa stiamo aspettando?

 

Coalizione contro le nocività

 

 

 

 

Lun, 09/11/2009 – 16:47
tutti i contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione