Nocività - Genova Gronda Sangue
GENOVA GRONDA SANGUE
Da ragazzino mio nonno mi raccontava che in passato d’estate gli abitanti di
Teglia e Bolzaneto prendevano il sole e oziavano lungo le sponde del Polcevera.
Io non so se lui lo abbia fatto o se glielo raccontava suo nonno, però mi
piaceva crederlo o forse più sognarlo, anche perchè guardando ora le sponde di
questo che un tempo era un fiume non viene di certo in mente niente di
bucolico.
Questo perché la Valpolcevera negli anni ha dovuto subire le peggiori
trasformazioni imposte da un sistema economico e produttivo in continuo
mutamento.
Viviamo in quello che è stato il maggior polo industriale genovese, con tutti
i malefici effetti per l’ambiente e le persone che ci abitano (ricordiamo l’
industria di Garrone e l’inquinamento del fiume che ci ha generosamente
regalato, o le morti per silicosi dovute alla fabbrica Sanac a Bolzaneto).
E via via l’industria ha lasciato lentamente il posto ad ogni sorta di super
mega ipermercati, sbucati come male erbe, dove siamo liberi di comprare e
rifornirci di qualsivoglia inutilità.
Ma non basta, vogliono ancora più spazio: c’è in ballo il completamento del
nuovo (ormai quasi vecchio) mercato ortofrutticolo, una mai finita cattedrale
di ferro e cemento, un’ inutile bruttura che vogliono spacciarci come
riqualificazione del territorio. Il terreno dove sorgeva la mortifera Sanac fu
acquisito dal Comune e mai bonificato. Il quartiere fu avvolto da misteriose
polveri sottili sollevatesi durante i lavori, abitazioni furono sgomberate e
demolite; una delle prossime mosse sarà sgomberare l’Inmensa , uno spazio
collettivo con 12 anni di storia, nato come centro sociale del quartiere, poi
occupato e autogestito.
Sempre per aumentare il nostro benessere, la società Autostrade per l’Italia
e il Comune di Genova hanno avuto la bella pensata di agevolare il transito nel
nostro ridente territorio, sempre attanagliato dall’ormai irrisolvibile
problema del traffico, con “La Gronda di Ponente” tanto faraonico quanto nocivo
progetto di raddoppio autostradale che prevede circa 20 Km di galleria e 2/3 Km
di cavalcavia per collegare le tratte già esistenti, l’ulteriore scempio delle
montagne, lo sgombero e la deportazione di centinaia di famiglie. Si prospetta
sicuramente un grosso affare per gli enti promotori e (sempre le solite) ditte
appaltatrici, quelle che sistematicamente si arricchiscono grazie ai decreti
legge e finanziamenti sulle grandi opere “salva crisi” (vedi il ponte sullo
stretto di Messina, la TAV, gli inceneritori in Campania e la nuova gronda a
Milano…); un interessante esperimento di controllo sociale che consiste nello
spostare in maniera ben mirata masse di popolazione a piacimento e tastare il
tipo di reattività delle persone coinvolte di fronte all’ennesima
prepotenza.
Perchè per lor signori dei grandi affari questi progetti non si possono
fermare davanti ai bisogni e alle esigenze reali delle persone.
Allora che passino sopra case, poco importa dove andranno a stare i loro
abitanti.
Allora che passino sopra le nostre vite, poco importa se per costruire le
grandi opere qualcuno cadrà in nome di un supposto bene comune, come in porto
dove il numero di vittime è in continuo aumento e non solo per la mancanza di
sicurezza, ma soprattutto per il ritmo frenetico a cui sono costretti i
lavoratori.
Allora che passino attraverso le montagne e taglino la valle con mostruosità
di cemento; poco importa se prosciugheranno le falde acquifere mettendo a
rischio la vita di piante e animali; poco importa se questi progetti devastanti
porteranno in superficie l’amianto sepolto nella terra.
Alla fine avremo la nostra gronda, gli scaffali dei grandi magazzini saranno
sempre pieni e forse qualcuno si sentirà meglio non dovendo aspettare troppo
per un maxischermo.
Ma quando intere vallate saranno abbandonate, quando ci troveremo al posto
della casa un pilone dell’autostrada, quando saremo ammalati a causa dell’
amianto, o quando un nostro caro o sconosciuto sarà morto nel realizzare questa
faraonica opera staremo meglio? Sicuramente no!
L’allettante progetto che i governanti hanno per il nostro futuro è la
costruzione della Gronda di Ponente e Levante, dell’inceneritore a Scarpino,
il Terzo Valico ferroviario, la Cittadella della Tecnologia agli Erzelli, lo
spettro del nucleare: quanto ancora prima di rialzare la testa?
Non vogliamo essere un ingranaggio di questo sistema, ma piuttosto un bullone
che si stacca per inceppare questa macchina che si nutre e trita le nostre
vite
CONTRO LA GRONDA ED IL MONDO CHE LA RENDE NECESSARIA
NE’ GRONDE NE’ SFRATTI NE’ SGOMBERI
Gli occupanti di Inmensa
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