Modena - Contro il Cie, il PD e l'apartheid
riceviamo e diffondiamo:
Sabato 4 settembre sotto il cie di modena si è svolto un presidio di solidali in appoggio alla tentata fuga e conseguente sciopero della fame della notte tra il 30 ed il 31 agosto, i solidali hanno cercato di comunicare la loro complicità nei confronti degli internati con interventi amplificati e musica.
Il giorno 7 settembre alcuni solidali hanno interrotto la conferenza tenuta da livia turco presso la "festa" del pd di modena che aveva tema"immigrati oggi cittadini domani", sono stati distribuiti volantini di cui segue il testo.
MODENA, IL PD E L'APARTHEID
Nella notte tra lunedì e martedì 3 immigrati internati nel C:I:E: di Modena tentano l'evasione, purtroppo con insuccesso. La polizia, accortasi che qualcosa non era come al solito, interviene in forze e blocca il progetto sul nascere.
In seguito alcuni detenuti entrano in sciopero della fame.
Questi eventi vanno inquadrati nel contesto di una rivolta costante e diffusa in tutti i Centri di Identificazione ed Espulsione, rivolta inaspritasi in seguito al decreto Maroni e agli accordi bilaterali con Tunisia e Algeria che prevedono rimpatri facilitati.
Nel frattempo le istituzioni di questa città tentano in ogni modo di giustificare la presenza di un lager attraverso fittizie presentazioni al pubblico del centro (che ne dimostrerebbero la vivibilità) e la demonizzazione dei solidali che lottano per la sua distruzione. I reclusi testimoniano una realtà ben differente da quella ufficiale, una realtà fatta di soprusi, privazioni e psicofarmaci.
Ma ciò che più conta non è la discussione su quanto i C.I.E. siano confortevoli: la questione centrale (e innegabile) è che persone, per il fatto di non possedere i documenti in regola per vivere nei paesi dei
ricchi, vengono private della loro libertà e deportate.
Questa logica non contestata da nessun partito politico, tantomeno da quello che controlla questa città, responsabile peraltro dell'istituzione dei centri attraverso la legge Turco-Napolitano. Ciò perchè nessun apparato
istituzionale ha la benchè minima intenzione di ridimensionare lo strapotere dei padroni, che si poggia in buona parte sulla assoluta mobilità del capitale e il controllo totale dei movimenti della forza lavoro. Basti guardare alle strategie attuate dai grandi gruppi industriali per capire come in questo momento il mantenimento di riserve di forza lavoro disponibile, malpagata, ricattata e concentrata nello spazio sia assolutamente imprescindibile per il mantenimento del sistema di sfruttamento imperante.
Fermiamo il meccanismo dello sfruttamento!
Inceppiamo la macchina delle espulsioni!
Anarchici e antirazzisti



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