Milano - Sull'"operazione tramonto" comunicati, lettere e report

2° Comunicato dell’Associazione di Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007 sull’udienza preliminare

L’udienza del 19/12/2007, quarta della preliminare, contro i compagni arrestati nella cosiddetta “Operazione Tramonto”, prevista nel calendario come quella conclusiva, si è invece protratta fino a tardo pomeriggio e si è aggiornata al 21/12.
Le escandescenze della pm Bocassini ogni qualvolta qualcuno, imputato o difensore che sia, pronuncia la parola “processo politico” mettono sempre più chiaramente in luce la profonda natura politica di questo processo.
Nella seconda e terza giornata di udienza sono stati fatti sequestrare agli imputati appunti manoscritti e, più volte, è stata sollevata dagli avvocati la questione della negazione, agli imputati, del diritto alla difesa della propria identità ed è stata fatta la richiesta della restituzione dei materiali.
Nell’udienza del 19/12 la questione è diventata ancor più palese ed ha provocato forti proteste in aula.

Cronaca del 19/12
Di fronte alla possibilità di un’udienza per l’8/1/2008 e al trasferimento, fino a quella data, degli imputati nelle carceri d’origine, intervengono alcuni imputati.
Come parenti facciamo presente che alcuni compagni provengono da carceri distanti come l’Ucciardone o Poggioreale mentre altri, vergognosamente, con gran dispendio di denaro pubblico e con condizioni allucinanti di viaggio, vengono portati, con scorta, ad ogni udienza dalla Toscana, dalle Marche e dal Friuli.
Interviene Scantamburlo Andrea per denunciare le pessime condizioni che si vivono al carcere di San Vittore, dove è stato ricondotto il 27/11/2007 dagli arresti domiciliari che gli erano stati concessi: isolamento, igiene nulla, compagnia di topi e scarafaggi.
Interviene poi Davanzo Alfredo che denuncia l’isolamento in cui si trova dall’arresto mettendo in luce la natura politica di questo barbaro trattamento a cui sono sottoposti molti prigionieri politici in Italia, ma anche in Europa e nel mondo.
Per questo, in appoggio alla mobilitazione proposta da “International Platform against isolation”a sostegno della lotta dei prigionieri turchi, i compagni iniziano uno sciopero della fame e chiedono che tutti gli imputati vengano tolti dall’isolamento.
Davanzo mette inoltre in luce come, sia l’isolamento che il divieto di incontro che la stessa composizione delle gabbie nell’aula, siano un continuo tentativo di attacco politico all’identità dei compagni incarcerati. Al suo gesto di leggere un testo, chiedendone la messa agli atti, scatta immediatamente l’espulsione dall’aula congiuntamente con quella di Sisi Vincenzo che aveva solo detto di lasciarlo parlare.
Anche gli altri imputati se ne vanno per protesta.
Espulsioni immotivate, secondo la difesa, poiché nessun reato è stato commesso e nessuna motivazione plausibile è stata espressa dalla pm.
Viene eccepita nullità sulla prosecuzione dell’udienza per violazione del diritto di difesa visto l’illegittimo impedimento a due imputati di partecipare al processo e viene richiesta la revoca dell’espulsione. Gli avvocati G. Pelazza e S. Clementi escono dall’aula.
…Escandescenze della pm Bocassini che chiede l’invio di copia degli atti dell’udienza per eseguire segnalazione al Consiglio d’Ordine per il procedimento disciplinare del caso nei confronti dei legali.
L’udienza continua su alcune istanze presentate dagli avvocati per richieste inerenti a concessione di arresti domiciliari e viene aggiornata al 21/12.

La cronaca di questa giornata, come anche quella delle precedenti e, in particolare di quella del 12 dicembre con un’ampia mobilitazione all’esterno dell’aula bunker, sono state censurate dai mass media che tanto avevano scritto per demonizzare i compagni subito dopo gli arresti.
Una dimostrazione questa della paura politica sia della solidarietà sia dell’esempio di compagni che nelle aule dei tribunali non sono disposti a farsi distruggere nella loro dignità e identità piegando la testa.
La paura della parola processo politico da parte della pm Bocassini mette a nudo proprio come questa inchiesta sia un pesantissimo attacco repressivo contro militanti comunisti, compagni di movimento, operai e studenti avanguardie nel posto di lavoro o di studio e, in questo senso, sia un attacco a tutto il movimento di classe.

Invitiamo tutti a diffondere l’informazione su questo processo e a continuare ad estendere la solidarietà.
No all’isolamento! Sosteniamo la lotta dei compagni contro l’isolamento!

Milano 20/12/2007


Cari compagni e compagne

A pugni chiusi salutiamo voi che state davanti alle porte di San Vittore facendo un presidio in solidarietà con i compagni e la compagna arrestati il 12.2 e trascinati oggi in aula dalla giustizia borghese per l’udienza processo preliminare.
E, con amore rivoluzionario e solidarietà di classe, salutiamo i compagni e la compagna sotto processo e tutti/e colpiti/e dall’ azione controrivoluzionaria “Tramonto”.

La nostra solidarietà è legata all’appello di unire le nostre lotte di classe e rivoluzionarie là dove ognuno di noi è organizzato (Italia, Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Spagna, ..) perché esse (le lotte contro le guerre imperialiste, antifasciste, delle donne proletarie, sindacali, per una prospettiva rivoluzionaria) diventino una lotta comune contro l’intento dello stato borghese di far “terra bruciata” (come espresso dopo gli ultimi arresti di Padova) intorno ad un progetto politico di classe con una chiara prospettiva comunista. La nostra lotta contro l’imperialismo, il capitalismo e per una prospettiva rivoluzionaria deve essere legata a livello internazionale alla resistenza contro questo progetto degli stati borghesi. La controrivoluzione oggi più che mai agisce a livello internazionale, come del resto dimostrato anche dall’operazione Tramonto ( ricordiamo che l’inchiesta si è svolta anche in Svizzera).

Compagne e compagni, operai/e, studenti e militanti dei vari movimenti, alla vostra solidarietà in Piazza aderiscono dall’ estero molti che non hanno la possibilità di essere lì davanti alle porte di San Vittore.

Secours Rouge APAPC (Belgio)
Commissione per un Soccorso Rosso Internazionale
Revolutionärer Aufbau Schweiz
Bloc Marxiste-Leniniste (Belgio)
Netzwerk fur die Freiheit-aller politischen Gefangenen (Germania)
Tayad Kommittee (Berlin)
Marco Camenisch prigionierio rivoluzionario in Svizzera
SOCORRO ROJO INTERNACIONAL, Comités de Catalunya, Euskal Herria, Galicia, Andalucía, Madrid, Burgos, León, Asturies, París y Roma
Revolutionäre Aktion Stuttgart (Germania)
Donne dell’assemblea zurighese per un 8 marzo internazionale e comunista
…..
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Ci sono arrivate notizie che in varie città europee ci sono state delle scritte spray e azioni militanti in segno di solidari e che “International platform against isolation” che terrà quest’anno il suo convegno di dicembre a Bruxelles, manda i suoi saluti solidali augurando forza ai compagni e alla compagna trascinate oggi davanti al tribunale borghese di Milano.

Vi salutiamo con le parole di Claudio Latino, militante per la costituzione per il PC p-m in un suo documento politico:
IL TRAMONTO NON VINCERÀ MAI SULL’ALBA

12.12. 2007 Commissione per un SRI


Ciao
Parto con la cronaca delle prime 2 giornate di udienze.
Qui mi svegliano alle 6, alle 8 partiamo (previa perquisa e baruffa di rito con la scorta per poter portarmi le cicche) e alle 9 siamo a San Vittore. Il 12, arrivando, sono riuscito anche ad intravvedere il presidio fuori dal carcere con gli striscioni. In aula ci sono 8 gabbie, ma noi siamo di più e quindi qualcuno deve stare in compagnia.
Il primo giorno ero con Scanta, Sisi, e Zeb; ieri da solo di fianco a Scanta. I compagni stanno tutti bene, qualcuno un pò smagrito (io sono l'unico che invece di perderli ho messo su chili ... tutti muscoli). Con i compagni delle altre gabbie e con i domiciliati, urlando, si riesce a scambiare qualche battuta anche se ogni tanto qualche agente più zelante tenta di ricordarci che è vietato. Il primo giorno non volevano far parlare gli avvocati con i loro assistiti nelle gabbie. Sono seguite un pò di urla e di casino generale e, alla fine, hanno ripiegato con la scusa che non volevano mostrare il tesserino dell'ordine degli avvocati.
All'inizio è stato chiesto di poter stare tutti insieme; il pm dà parere negativo, dati i divieti di incontro; il giudice la segue. (Ai domiciliati, prima accerchiati ognuno dalla loro scorta, viene permesso di sedersi a fianco dei propri legali). In aula ci sono quasi 100 agenti di polizia penitenziaria e sbirri. All'appello Sisi risponde "presente ... col cuore vicino agli operai uccisi a Torino"; segue applauso nostro ... Boccassini avvelenata. Gli avvocati partono con una serie di eccezioni sulla violazione del diritto alla difesa, tempistica di trasmissione di dati, difetti di notifica, etc…
Sono poi state fatte presenti, da noi e dai legali, varie situazioni di detenzione: Claudio che deve fare su e giù da Livorno, Zeb che a Pavia non gli consegnano il cambio di vestiti che si era portato dietro, Davide Rotondi che non gli hanno fatto fare neanche colazione e non gli danno la fornitura, in aula non possiamo neanche bere un pò d'acqua, siamo sempre separati in varie carceri e, gli avvocati, tra un'udienza e l'altra, non riescono a venirci a trovare tutti, etc ...
La pm insiste sulla nostra pericolosità ("ne sono prova gli ultimi 2 arresti"), attacca gli avvocati su come si muovono ("se volevano il tempo per acquisire gli atti c'era, sono loro che non lavorano bene"), ma toglie il divieto di incontro ("per garantire il diritto alla difesa", cosichè possiamo in futuro essere messi tutti nello stesso carcere).
La Gup ufficializza le posizioni della pm e rigetta tutte le nostre istanze.
Il 2° giorno siamo ancora in gabbie separate, nonostante il cessato divieto d'incontro. Proteste, ma non ci spostano. A Davanzo sequestrano un documento che viene portato al giudice, la pm dice che è un proclama e non vuole che gli venga riconsegnato. La Gup dispone che gli venga restituito solo a udienza finita. Essendo un testo inerente al processo gli avvocati dicono che è violazione del diritto di difesa, sia il sequestro del testo, sia la non possibilità per noi di parlare assieme. Questo, dicono, è un processo politico; e argomentano il concetto. La Boccassini sclera e gli avvocati “le danno carne”; la Gup le dice che deve stare zitta finchè parlano gli avocati (strano!). Cagnara in aula dato che ai fasci si dà il permesso di esprimersi e fare partiti (la Gup concede a Forza Nuova di costituirsi parte civile)… e i comunisti non possono nemmeno tenere documenti politici: si urla dalle gabbie. S'incazza anche la Gup.
Tre avvocati sono bloccati in treno da un incidente ferroviario, quelli in aula gli chiedono di posticipare l'inizio dell'udienza. La Gup non ne vuole sapere e nomina, imponendolo, Pelazza avvocato al posto di Covi, Balbinot e Bonon. Quando questi arrivano invocano il "legittimo impedimento". Si rifà da capo l'udienza solo per i loro 3 assistiti e da lunedì si ripartirà tutti assieme. In sostanza la pm è ben determinata a farci il culo: da pareri negativi su tutto e usa toni arroganti, la Gup pende dalle sue labbra…
Il 2° giorno i nostri legali hanno fatto un buon lavoro sulla questione del processo politico ma l'udienza non è registrata e la Gup ha verbalizzato sinteticamente solo gli aspetti tecnico - legali del dibattito. Comunque, di fatto, le istanze fatte finora dai legali sono state tutte respinte, come da volontà della pm, tranne per il divieto d'incontro che è stato revocato (la pm però, dopo aver letto il documento di Davanzo, ha suggerito alla Gup che, se le prossime volte ci vuole tenere in gabbie assieme, almeno tenga divisi Davanzo, Sisi, Bortolato e Latino: i compagni che si sono dichiarati prigionieri politici).
Forza Nuova, per ora, è l'unica parte civile.
Mi sarò dimenticato di sicuro qualcosa. Seguirà la seconda puntata delle udienze del 17 e del 19. Un saluto a pugno chiuso

Max
Alessandria 14/12/2007

Gio, 20/12/2007 – 15:37
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