Milano - Allarme San Vittore: torna il sovraffollamento

fonte corriere.it

Ogni giorno arrivano 35-45 persone. Il 75 per cento è straniero
Il direttore Gloria Manzelli: «E' già finito l'effetto indulto». Superati i detenuti registrati prima del provvedimento di clemenza

MILANO - Carceri sovraffollate. «Peggio, celle più che piene». A San Vittore è di nuovo emergenza. E Gloria Manzelli, direttore dell' istituto, denuncia: «Ormai abbiamo superato il numero di detenuti registrati prima dell'indulto ». Ma non solo, perché l'allarme potrebbe scattare in tutta la Lombardia. «A questo ritmo, entro la fine dell'anno, avremo gli stessi detenuti del 2006», aggiunge Luigi Pagano provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria. La casa circondariale di Milano ospita «1.325 persone, per 900 posti. I reparti sono colmi, lo stesso l'infermeria. E noi abbiamo l'obbligo di accettare tutti coloro che vengono arrestati ». Ma la vera emergenza, spiega Gloria Manzelli, «è dovuta anche alla chiusura di tre reparti ». Nell'istituto sono previsti «importanti interventi di ristrutturazione. I lavori non sono ancora iniziati, intanto però siamo bloccati». I problemi sono tanti, «dall'igiene personale ai bisogni primari. Se in una cella dove, in teoria dovrebbero stare quattro persone, ce ne sono otto, si crea una certa promiscuità ».

Ogni giorno «arrivano 35-45 persone». E circa il «90 per cento è in attesa di giudizio. Il 75 per cento è straniero. Al momento della condanna chiediamo un trasferimento. Non sempre è possibile, così come non sempre si riesce a rendere meno pesante la detenzione ». Oltre a San Vittore ci sono altre situazioni a rischio. Con un ritmo di «mille ingressi al giorno », il sovraffollamento nei 18 istituti penitenziari lombardi è previsto a dicembre, anche perché si contano «7.500 detenuti contro gli oltre 8 mila del 2006. Era ovvio che la situazione si sarebbe ripresentata — dice Pagano —.

L'indulto non poteva essere la risposta definitiva. Se continuiamo di questo passo, saremmo obbligati a un altro provvedimento per svuotare le carceri». Le soluzioni non sono a portata di mano, ma una svolta potrebbe «arrivare dalla modifica del codice penale. La cui ristrutturazione potrebbe vedere misure di detenzione alternativa ». Costruire nuove strutture non è il modo più semplice per risolvere il problema. «I tempi si allungherebbero troppo. Così i costi». Per un recluso «si spendono 150-200 euro al giorno. In più c'è la manutenzione ». Per Vinicio Nardi, presidente della Camera Penale di Milano, è importante anche «velocizzare la procedura. Non è accettabile che molti detenuti scontino la pena prima ancora di essere arrivati in appello. Perciò non possono usufruire dei privilegi previsti dalla legge sull'ordinamento penitenziario, la Gozzini».

Ma non solo «le carceri non possono più essere usate per nascondere un problema legato alla società». Già perché negli ultimi vent'anni «si è visto un ingresso consistente di extracomunitari», evidenzia l'avvocato penalista Guido Camera. Un aspetto non secondario con risvolti, appunto, sociali. Intanto gli istituti penitenziari tornano a essere di nuovo pieni.

Benedetta Argentieri
13 marzo 2008

Gio, 13/03/2008 – 16:23
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