Messina - Sullo stato di emergenza e la solidarietà
riceviamo e pubblichiamo
Questo pomeriggio siamo riusciti ad entrare nella zona alluvionata a Scaletta, uno dei paesi sommersi dal fango, dopo aver convinto la GdF a farci passare, solo grazie al fatto di avere due abitanti dal paese a bordo. Qualche giorno fa, venendo dalla città non eravamo neanche riusciti ad avvicinarci perché l'esercito fa passare solo residenti e autorizzati (croce rossa, protezione civile...). A Scaletta la situazione è più o meno quella che ci aspettavamo: muraglioni di fango con gente del posto che lavora per liberare case e strade, militari pressoché ovunque a “gestire” la vita degli abitanti. Noi abbiamo visto moltissimi carabinieri intenti a non fare un cazzo, se non scrutare tutti i presenti con occhi indagatori. Dopo un po' che eravamo lì a spalare si sono avvicinati in due: ci hanno identificato e cacciato perché a scavare lì possono starci solo i residenti, accampando scuse idiote, dallo sciacallaggio all'intralcio ai lavori, mentre la gente del luogo una mano invece, la vorrebbe eccome. Come in ogni recente “emergenza” il controllo dello stato e dei suoi apparati militari, impedisce ogni rapporto di solidarietà spontaneo e dal basso. A presto ulteriori informazioni



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