Messico - San Juan Copala, solidarietà e mobilitazioni contro l'accerchiamento militare del municipio autonomo


CONOSCI SAN JUAN COPALA?

San Juan Copala e' un Municipio Autonomo che raccoglie una ventina di comunità indigene di etnia triqui dello stato di Oaxaca, nell'entroterra montagnoso del sud del Messico. Questa zona per anni è stata saccheggiata dai vari colonizzatori (gli spagnoli prima, lo stato messicano poi e le multinazionali oggi) che hanno favorito e fomentato una secolare guerra fratricida.

Però nel 2007, ispirandosi ai principi dell'autogoverno zapatista e prendendo forza dal grande movimento insurrezionale della APPO, la gente ha deciso prendere in mano il proprio destino e recuperare la sovranità su quello che ha sempre considerato il suo territorio ancestrale. Hanno messo da parte partiti e polizia e si sono costituiti come Municipio Autonomo, retto da delegati popolari nominati (e destituibili) in assemblea. Hanno ricominciato a vivere secondo gli usi e costumi millenari del popolo triqui, esercitando - senza chiedere permesso allo Stato - il diritto all'autogoverno.

CHE STA SUCCEDENDO?

Questa autonomia, vissuta nella teoria e nella pratica, è un pessimo esempio di autogestione agli occhi del governatore assassino di Oaxaca, Ulises Ruiz Ortiz (già responsabile di un trentina di omicidi politici). Inoltre questa democrazia comunitaria mette in grave pericolo gli interessi economici e politici delle mafie locali che mantengono il territorio agli ordini delle multinazionali (soprattutto imprese di legname).

Da mesi, dunque, il Municipio Autonomo viene attaccato dai paramilitari, con uno stillicidio criminale che ha mietuto già 21 vittime, tra cui un bambino e varie donne. Da marzo la zona di San Juan Copala è cinta d'assedio da queste truppe di civili preparate dall'esercito per le "missioni sporche". Da allora, non passano maestri, medicine, alimenti e hanno tagliato luce e telefono nella zona. Cecchini sulle montagne angustiano la vita del villaggio.

In particolare il 27 aprile scorso i paramilitari hanno teso un'imboscata a una carovana di solidarietà di attivisti/e che portavano medicine e cibo a San Juan Copala. Sotto la pioggia di proiettili, hanno perso la vita la compagna messicana Bety Cariño e il compagno libertario finlandese Jyri Jaakkola. E' il secondo straniero assassinato a Oaxaca dal 2006 per motivi politici. Non vogliono che fuori del Messico si sappia quale è la dura condizione che vivono le comunità indigene che cercano di autogovernarsi.

CHE POSSIAMO FARE?

Non dimenticare, rendere note queste atroci ingiustizie, ma soprattutto diffondere la speranza che un altro mondo è possibile, così come lo costruiscono le organizzazioni rivoluzionarie indigene in Messico. I maya zapatisti, il popolo triqui e altri popoli indigeni in America Latina, stanno dimostrando che esistono stili di vita e modelli d'organizzazione sociale alternativi al capitalismo che ci impongono con il mercato e la militarizzazione. Difenderli e lottare è come difendere gli spazi liberati ed autonomi delle nostre metropoli; significa rinvendicare ed esercitare il diritto all'autogoverno e alla difesa del territorio e dell'ecosistema.
Significa ribadire che la solidarietà non ha frontiere: Europa, Messico, Palestina... ogni lotta è parte di un'altra!

                       CONTRO IL CAPITALE GLOBALE, COSTRUIRE L'AUTOGESTIONE LOCALE

http://autistici.org/nodosolidale


Alle sorelle ei fratelli Triqui del Comune autonomo di San Juan Copala
Agli indigeni/e che lottano nell' Altra Campagna e agli aderenti alla Sesta
Alle famiglie di Betty e Jyri
Alle famiglie di Timoteo Alejandro Ramirez y Cleriberta Castro
A tutte le persone che credono che la speranza sia più forte della paura

Con questo messaggio vogliamo farvi arrivare la voce addolorata e indignata e  l' abbraccio sincero e combattivo di noi che in Europa abbiamo formato una rete solidale, libertaria e autonoma: Il collettivo Zapatista Marisol di Lugano (Svizzera), Osservatorio America Latina  del centro sociale XM24 di Bologna (Italia), il collettivo Nodo Solidale di Roma (Italia), il collettivo Grassroots projects nei Paesi Bassi.

Compagn@ , vogliamo dirvi che vediamo la vostra lotta come parte della nostra, e cioè che in tutto il mondo c'è chi difende  la Madre Terra e il popolo contro i piani devastanti del capitalismo, di coloro che già sono ricchi e vogliono esserlo ancora di più a scapito delle nostre vite e risorse.

Vediamo nella costruzione dei comuni autonomi e, in generale, nell'esercizio dell'autonomia indigena un esempio di auto-governo per il popolo. Voi, come le comunità zapatiste, ci insegnate che è possibile vivere in modo diverso, in armonia con la natura, senza polizia e i partiti del  mal governo, che vengono solo a dividere e reprimere.

Qui nella lontana Europa, anche noi costruiamo sforzi di  autonomia e  auto-gestione  affinchè possiamo essere noi stessi a  decidere della direzione della nostra vita. Ci sono spazi,  lotte, pezzetti di città che cercano di estirpare il capitalismo e  di rimodellarsi secondo i nostri sogni: senza sfruttamento,  senza disprezzo, senza repressione.

Anche lì ci attaccano. La polizia ed i fascisti, pagati dai malgoverni, spesso aggrediscono e minacciano le nostre lotte, la nostra gente.
Ci sono caduti in questa guerra che stiamo combattendo per le strade d'Europa. Ma questi compagni/e camminano con noi, ci mostrano il percorso e ci spingono ad andare avanti.

Si tratta di una guerra globale di riconquista dei territori quella attuata dal capitalismo, una nuova colonizzazione nei confronti di coloro che difendono la natura, la morale, l'umanità. Si tratta di una guerra che stiamo combattendo a Oaxaca, in Chiapas, Palestina, America Latina, in Europa ...
È una guerra soprattutto per i migranti che soffrono in tutto il mondo per cercare una vita migliore di fronte alla repressione e alla violenza dei mal governi occidentali. Una guerra che si combatte su tutti i fronti, dove c'è la speranza, cioè la resistenza in cui si instaurano relazioni altre non sottomesse la legge del denaro.

Così, sorelle e fratelli di San Juan Copala, in questi giorni, nelle nostre città, stiamo conducendo campagne di informazione e di protesta su ciò che sta accadendo a Oaxaca in terra Triqui, che saranno :

4 Giugno ore 21.00 , isola pedonale del Pigneto , Roma
Assemblea pubblica sull'assedio del Municipio Autonomo di San Juan Copala, Oaxaca
proiezioni video della recente repressione e materiali informativi

7 Giugno  ore 10.00 , Ambasciata Messicana - Via Spallanzani 13, Roma
Presidio solidale per lo stop all'accerchiamento militare del Municipio Autonomo di San Juan Copala

8 giugno -  L'Aia (Olanda) Ambasciata Messicana
Presidio solidale per lo stop all'accerchiamento militare del Municipio Autonomo di San Juan Copala

8 giugno - Volantinaggio informativo a Lugano (Svizzera)

11 giugno - Evento solidale a Lugano (Svizzera),

Per questo  siamo qui, uniti. Quindi - come diciamo nell'Altra Campagna  quando  toccano uno di noi, ci toccano tutti. Per questo piangiamo quando vi attaccano e sorridiamo quando nascono dieci, cento, mille municipi autonomi.

Perché siamo nella stessa lotta: la lotta per l'autonomia dei popoli, in difesa della Madre Terra e contro il neoliberismo.

Vi mandiamo un altro abbraccio e, spalla a spalla, andiamo avanti.


Dall'Altra Europa: Collettivo Zapatista Marisol, Lugano (Svizzera), Osservatorio America Latina - XM24 di Bologna (Italia) Grassroots Projects (Paesi Bassi) NodoSolidale, Roma (Italia)


Gio, 03/06/2010 – 17:39
tutti i contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione