Messico - Nuova lettera di Mario Lopez

Diffondiamo una lettera di Mario Lopez dal Reclusorio Sur, carcere di Città del Messico

tratta da Proyecto Ambulante: http://www.proyectoambulante.org/?p=24045


NUOVO COMUNICATO DI MARIO LOPEZ (IL TRIPPA)
Compagn@ cercherò di essere il più breve possibile, avrò molto tempo per chiarire la mia postura e le mie riflessioni. La mia posizione rimane la stessa: la mia rivendicazione assoluta come anarchico e come responsabile dei miei atti. Per adesso mi limiterò a ringraziare per la solidarietà i e le compagn@ affini e a “denunciare” solo alcuni fatti di tutto questo processo vizioso che cominciò quando mi sono dichiarato Anarchico, cosa di cui non mi pento, né mai mi pentirò!
1.- Volevo denunciare la totale complicità dei medici dell'Ospedale Generale Rubén Leñero di Città del Messico con il Ministero Pubblico, per tutto ciò che concerne lo “strappo al regolamento” affinché coincidesse con la parte accusatrice. Con ciò mi riferisco in particolare alla dichiarazione che mi fu presa a solo due o tre ore dall'intervento chirurgico, ancora anestetizzato, con forte vomito e in stato confusionale.
Nell'ambito di questa codarda complicità c'è da inscrivere l'attuazione del medico legale, che afferma che io ero in grado di dare dichiarazioni, quando né mi effettuò un adeguato controllo, né mi fece domande per sapere del mio stato di salute fisico e mentale.
2.- Come vi ho detto all'inizio, ho accettato in qualche modo la mia assoluta responsabilità. Come individuo sono responsabile solo davanti a me stesso, responsabile dei miei atti e per questo mi sono rivendicato anarchico sin dall'arresto; però analizzando attentamente le mie dichiarazioni, ho trovato molte cose che io non ho detto e che però, data la situazione, era ovvio che sarebbero state  alterate. È precisamente qui che entra in gioco la complicità dell'avvocato d'ufficio che è stato chiaramente dalla parte del Ministero Pubblico.
3.- Allo stesso modo denuncio che il giudice che si è occupato del mio caso è chiaramente colluso col Ministero Pubblico, infatti dal momento che ho scelto due avvocate, rifiutando la “difesa” pubblica, ci hanno messo i bastoni tra le ruote, con la chiara intenzione di evitare in tutti i modi che loro prendessero in custodia il mio caso.
Il più cinico di questi tentativi è stato il rifiuto del giudice di accettare le prove presentate dalle mie avvocate che dimostrano che io non ho scritto di mia mano -come afferma il giudice in complicità col Ministero Pubblico- la prima dichiarazione, essendo impossibilitato per gli effetti dell'anestesia che non mi permettevano né di leggere (lessi appena due righe della loro dichiarazione e vomitai a causa del giramento di testa), né tanto meno di scrivere; solo mi obbligarono a firmare la dichiarazione. Inoltre c'è da sottolineare che il giudice non accettò nemmeno le prove che confermavano che la dichiarazione non l'avevo scritta io, basate sugli esami alla calligrafia che mi hanno fatto e che dimostrano chiaramente che la dichiarazione non coincide con la mia scrittura.
4.- Dal mio ingresso al Reclusorio Sur e ugualmente durante il periodo in ospedale, il Ministero Pubblico ha cercato in tutti i modi di isolarmi, impedendo le visite e lasciando venire soltanto mia madre una volta alla settimana. Inoltre hanno cercato di lasciarmi in una stanza asettica, non adatta al mio recupero, anche se non gli è andata bene grazie ai dottori del reclusorio che mi tengono in uno spazio relativamente pulito.
Durante la mia reclusione nell'Ospedale Generale Rubén Leñero, con la complicità del direttore e dei medici a cui ero affidato, mi si è tenuto in un'area inadatta alla cura delle mie ferite, con vigilanza permanente attorno il mio letto e “a disposizione” di interrogatori. Devo segnalare che tutto ciò mi fu fatto notare cinicamente anche dagli stessi poliziotti, dicendomi che mi sarei contagiato per la poca igiene che mi circondava.
5.- Voglio anche far pubblica la pressione costante che stanno subendo le mie avvocate per aver accettato di seguire il mio caso, questo include visite a casa, intimidazione a familiari, scherzi e commenti minacciosi, fra le varie cose. Altro aspetto da sommare alla lunga lista di fatti contro il mio processo.
6.- Voglio ringraziare pubblicamente gli altri prigionieri del posto dove sono perché mi hanno aiutato con le medicine, gli alimenti, la pulizia personale e a mantenere abbastanza pulito il posto, il che facilita una mia pronta guarigione.
Compagn@, infine volevo chiarire che tutte queste denunce e dichiarazioni non le faccio con l'affanno di vittimizzarmi e tanto meno con il fine che i nostri eterni nemici: giudici, poliziotti, e tutti gli altri mercenari del sistema di dominazione, mi compatiscano. A loro non chiedo niente. Non mendicherò mai la mia libertà. Tutto il “processo giuridico” lo porto avanti come mera strategia, niente di più.
Scrivo queste righe per far conoscere la mia situazione ai compagni e compagne affini, ai miei amici, alla famiglia e tutta questa banda di compagn@ complici e solidali, che si forma giorno dopo giorno in tutto il mondo. Dopo averci pensato a lungo in questi giorni, è molto probabile che da qui in avanti cominci a negarmi agli interrogatori e alle richieste della parte accusatrice, cosa che avrei dovuto fare dall'inizio. Nonostante non sia una buona strategia legale, come  mi consigliano alcuni, questa decisione si relaziona con le mie convinzioni ed è la conseguenza della mia postura di fronte le autorità e qualsiasi Potere. Questa esperienza è stata difficile però con forza, molto coraggio e la complicità dei mie affini, è andata bene. Grazie all'appoggio di tutt@ voi!
Se dall'inizio ho preso le mie responsabilità è anche perché non volevo tirare in mezzo compagn@ di idee nelle mie azioni individuali.
Nuovamente ringrazio per tutta la vostra solidarietà e apprezzo tutti le azioni dirette in appoggio mio e di Felicity, senza disprezzarne nessuna, giacché tutte hanno un loro peso e una certa importanza. Ringrazio i e le compagn@ del CCF-Grecia por la lettera, le loro parole mi danno forza per continuare ad andare avanti.

La solidarietà è la nostra arma migliore.
¡¡¡Mai vint@, mai pentit@!!!
¡¡¡Que viva la Anarquía!!!
Mario López, “Tripa”


Lun, 06/08/2012 – 16:59
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