Messico - Lettera di Mario Lopez

riceviamo e diffondiamo la traduzione di questa lettera di Mario Lopez, compagno anarchico rimasto ferito durante un attacco incendiario:

Lettera dal carcere di Mario Lopez, Città del Messico.

29 Giugno 2012

Ciao car@ compagn@, come già saprete (dentro e fuori del Messico) al momento sono ospitalizzato per lesioni alla gamba e al braccio destro. Per ora sto “bene” per così dire, mi preoccupa la mia salute ed un paio di cose che vi commenterò in alcuni punti.

Primo il fatto di potervi scrivere addesso e non in futuro.

Questo ora è semplice perchè ho la facoltà fisica per farlo e perchè in futuro quando mi daranno le incriminazioni o condanne, il controllo sarà maggiore e la comunicazione più difficile.

Sulla salute.

Ho tre bruciature abbastanza gravi, la principale nella gamba destra, la seconda è un buco che va da una parte all'altra del braccio e l'ultima alla caviglia (espinilla) destra. Male se uno di questi giorni torno a fare Muay Thai. In ospedale i dottori e la infermiere mi stanno trattando molto bene, fino a darmi il nomignolo di  “bombiux” e ci sono possibilità di salvare la mia gamba.

Sulla questione legale.

Qui c'è un problema in quanto è implicata un'altra persona; questo per aver commesso l'errore di portare nello zaino il suo documento di identità e quindi l'hanno identificata e lo relazionarono ad un video di sorveglianza dell'area. Ieri (28 Giugno) mi han detto che era stata arrestata, o con le loro stesse parole: “ya tenemos a tu vieja”…mi han detto che ha dichiarato contro di me e, per il resto, sempre la stessa storia. Prima volevano che confessassi di essere l'autore di un attacco ad una banca a Tlalpan: “Non l'ho accettato”, dopo che dicessi che fosse la mia compagna (in quanto già identificata) ad averlo fatto: “Non lo accettai”, ed infine che tirassi in mezzo altra gente ed ovviamente non l'ho accettato. Sulla mia compagna sono venuti a fare domande, a chiedermi dove fosse e cose del genere, tutto ciò davanti ad un avvocato dello stato.

Su di me.

Ho dichiarato di essere stato l'autore dall'inizio alla fine e che prendevo tutte le responsabilità individuali su questo fatto (o meglio tentativo) e chiaramente tale dichiarazione l'ho data sotto pressione, minacciandomi con l'esercito, la marina ed il campo militare...ed inoltre io mi trovavo in uno stato fisico e psicologico debole a causa degli analgesici e dell'operazione chirurgica alla gamba. Nonostante ciò ho dato una dichiarazione con l'intento di non involucrare direttamente più compagn@ nel mio problema.

Io come anarchico mi assumo le conseguenze e responsabilità derivanti dal mio atto individuale. Quindi mi sono dichiarato responsabile dall'inizio alla fine, la mia compagna era presente solo nel momento in cui esplose l'artefatto e l'errore più grave fu di averci addosso il suo documento.

Riguardo i/le compagn@ solidali

Ieri quasi piangevo (come adesso che scrivo questa lettera) quando l'avvocata mi ha detto che eravate tutt@ fuori. Mi si son drizzati i peli già che indipendentemente dalle differenze su come vanno le cose, le strade da seguire, le forme etc, mi rendo conto che le relazioni sono fatte per la mutua conoscenza. Alcuni prendiamo un certo cammino e decisioni, altr@ altri, però alla fine del cammino sta la libertà assoluta.

Su come mi sono rivendicato.

Da quando è esplosa la bomba mi sono rivendicato anarchico, nonostante le “conseguenze” che la mia forma di vivere, di lottare e pensare possano portare.

Vennero i federali per cercare di corrompermi e ,chiaro, non ho accettato. Tre anni in meno di carcere non valgono essere una spia, e nemmeno se fossero trenta.

Sui motivi che mi hanno portato a questa azione, sono più di quelli banali e contradditori delle mie dichirazioni date ai funzionari che non smettevano di farmi pressione. Brevemente, come anarchico non considero questi tipi di congiunture e momenti politici come punto di partenza per progettare la nostra lotta, già che la costruzione-distruzione è costruzione quotidiana, nostra e di chi ci sta vicino. Considero necessario marcare una linea chiara riguardo i partiti politici, senza cadere in contraddizione con quello detto finora. Tantomeno in tempi come questi in cui i discorsi politici (di sinistra e destra moderata) possono confondersi con le nostre proposte e idee di libertà.

L'IFE (Istituto Federale Elettorale), il PRD (Partito Democratico Rivoluzionario) sono solo due istituzioni in più, come una banca o un commissariato, che servono a mantenere viva la macchina del sistema.

Questa è la mia dichiarzione ai compas e non alle ambigue e manipolanti domande della polizia, le quali, senza nessuna chiarimento, mi fecero dichiarare cose che non favoriscono il mio processo...però voi siete quelli di cui mi importa.

Mi rivendico anarchico, nemico di qualunque tipo di Stato e del capitale, i modi e mezzi ognuno li sceglie a proprio criterio però la lotta è quotidiana, dentro e fuori le prigioni.

Ai compas solidali e alla CNA (Cruz Negra Anarquista), un forte abbraccio combattivo e grazie per stare al fianco di mia madre, che poi lei si abitua.

¡Un saludo a Luciano Pitronello!
¡Solidaridad con tod@s l@s pres@s en guerra y polític@s en lucha!
¡Solidaridad con l@s compas pres@s en Italia!
¡Por la destrucción de las cárceles!
¡Guerra socialen todos los frentes!
¡Viva la anarquía!
¡Comienze la reivindicación!

Mario, Tripa
Junio 2012

Sab, 07/07/2012 – 22:39
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