Mauro Rossetti Busa - Risvolti giudiziari

Tribunale di Lucca, in data 26 Febbraio 2009, mi ha condannato a 14 mesi solo per aver imbrattato dei muri del carcere con vernice rossa al fine diesprimere solidarietà ai detenuti in regime di 41bis e a Marco Camenisch. Restano ancora cinque anni, in cassazione, per attentati incendiari a danno di mezzi industriali della società Pontello, la stessa che ha avutol’appalto per la costruzione del carcere di Sollicciano, il tutto con l’aggravante di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. I fatti sono databili tra l’89 e il 90.

Il 9 Aprile 2009 sono andato a Firenze per l’udienza del processo in merito alle accuse rivoltemi da un infame pentito. Nel 2004, mente era recluso a Livorno, mi indicò come appartenente alle nuove brigate rosse inToscana. Tra l’altro, durante l’udienza, dichiarò di non voler incontrarmi e di non aver mai fatto quelle dichiarazioni alla digos di Firenze, nonostante il PM gli facesse vedere che lui aveva firmato il verbale. Nacque dunque un diverbio tra me e il PM in quanto chiedeva che io confermassi di aver inviato una lettera ad un mio ex compagno di cella, il cui contenuto comunque non aveva attinenza col capo d’imputazione. Allora si attaccò a due disegni, sequestratimi durante una perquisizione, che raffiguravano un impianto elettrico e uno scaldabagno, lui era convinto si trattasse di una bomba ad orologeria. L’infame dichiarò che il mio intento era quello di colpire il tribunale di Firenze e una caserma dei carabinieri. Fortunatamente la corte s’è trovata d’accordo nel riconoscere i disegni come raffiguranti esclusivamente un impianto elettrico.
Detto ciò, il PM ha dovuto chiedere, a malincuore, la mia assoluzione. Ma su che base avrebbero dovuto condannarmi? Non mi vennero sequestrate armi, né tanto meno giubbini antiproiettile o bossoli, nonostante il pentito dicesse il contrario a riguardo.

Il 27 Aprile 2009 il tribunale di sorveglianza di Napoli mi ha applicato la misura cautelativa riguardo la delinquenza abituale, ovvero la casa di lavoro. L’avvocato però mi ha detto che questa non mi verrà concessa ma sarà trasformata in libertà vigilata per la durata di due anni. Di questo vi terrò informati quando mi verranno comunicate le motivazioni.

La detenzione domiciliare, a causa delle gravi condizioni della mia salute, non mi è stata concessa a causa della pericolosità sociale, questo grazie a quegli infami dei giornalisti e del reparto anticrimine toscano che mi reputano il più pericoloso in Toscana. Tutto questo solo per alcune rapine con sequestro o per qualche bomba incendiaria e per aver sempre manifestato le mie idee senza pentirmene. Solo così, questi infami autoritari, possono privarti della libertà di movimento ma non quella di pensiero, comunista libertario e anarchico, che mi appartiene.

La mia libertà è stata posticipata, dal 2 settembre 2009 al 1 Febbraio 2010

Colgo l’occasione per salutare ed esprimere la mia solidarietà ai compagni prigionieri Giuseppe Sciacca, Francesco Gioia, Marco Camenisch, Matteo Greco, Carlo Garavaglia e i compagni imputati nell’operazione Tramonto.

Napoli, 1/5/09

Mauro Rossetti Busa
Via Nuova Poggioreale 177
80143 Napoli

Gio, 07/05/2009 – 11:22
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