Marco Camenisch - Jonatan Strandberg
Solidarietà e partecipazione del compagno anarchico prigioniero Jonatan
della Svezia allo sciopero della fame collettivo
Seppur posteriormente, d'accordo con Jonatan, comunico la sua sostanziale
adesione all'iniziativa. In un sua lettera in inglese di fine dicembre
2009 che ho ricevuto solo in gennaio 2010 inoltrato, mi ha contattato.
Jonatan (vedi anche ultimo numero di Terra Selvaggia) è un giovane
compagno che si rivendica anarchico anticivilizzazione ed un anno fa è
stato condannato a 15 mesi ("soli", causa giovanissima età) per sabotaggio
di un traliccio delle telecomunicazioni, di una gru edile, di un camion
per il trasporto di legname, "cospirazione" per sabotare alcuni "obiettivi
cruciali per la continuazione e la sicurezza dello Stato e della società
Svedese" (la nostra "pubblica utilità", cioè nocività... ) e per l'attacco
ed il "ricatto" contro un'agenzia interinale. Dopo 1 mese e mezzo agli
arresti domiciliari è stato liberato per 10 mesi sotto cauzione
nell'attesa dell'appello, dieci mesi spesi bene portando avanti iniziative
di discussione e workshop, sulla polizia segreta in Svezia. Per espiare i
due terzi della pena, per motivi della giovane età viene dapprima
rinchiuso in un "carcere aperto". Poi però viene deportato lontano dalla
gente cara nella "prigione più burocratica e fascista di Svezia", un
manicomio criminale ristrutturato in carcere duro dove ora espia la sua
condanna in mezzo a degli psicotici, infami, ecc. Tanto per rendere
l'idea... le celle sono aperte di giorno perché senza bagno e per la notte
i detenuti hanno una bottiglia di plastica per pisciarci dentro.
Perlomeno non hanno l'obbligo dei lavori forzati.
Ha avuto notizia (dall'ABC Orkan) della nostra iniziativa purtroppo solo
ad iniziativa già partita e mi comunica che questa volta non ha
partecipato perché diabetico con esperienza di shock ipoglicemico e
conseguente necessità giornaliera di iniezioni d'insulina e perché non
saprebbe come gestirsi la glicemia scioperando e ci chiede se e cosa ne
sappiamo.
Io gli ho risposto che non ne sapevo nulla e che fino a consiglio medico
("di parte" nostra, naturalmente) positivo ritengo assolutamente
sconsigliabile il digiuno prolungato. Ma che ritengo il suo interesse e la
posizione solidale e volontà di partecipazione equivalente a una
sostanziane partecipazione all'iniziativa, da comunicare in tal senso. Per
questioni linguistiche mi sono offerto d'incaricarmene dopo, naturalmente,
il suo consenso, che ho ricevuto alcuni giorni fa con sua lettera dell'11
gennaio 2010.
Dove puntualizza che causa pancreas "morto" e dieta "offerta" dalla
prigione ha bisogno di 4 o 5 iniezioni d'insulina al giorno e che, senza
cibo, troppa insulina potrebbe portarlo fino agli attacchi epilettici e
persino al coma. E gli aguzzini lo hanno minacciato di TSO/iniezioni
d'insulina legato al letto in caso di rifiuto.
Ritengo importante e bello il contributo di questo guerriero che, ripeto,
ritengo partecipazione a pieno titolo. Importante e bello tra l'altro
perché supera grandi barriere linguistiche, geografiche, repressive e tra
ambiti guerrieri per questo relativamente isolati ma non affatto distanti
tra loro, e ci porta ad informarci, scambiarci e riflettere ancora sulla
questione salute/sciopero della fame.
Saluti fraterni e solidali,
marco
lager di Regensdorf, Svizzera, 26.01.10



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