Lettera aperta ad amici e complici. 23/10/07 "la Dozza", Bologna

Lettera aperta ad amici e complici. 23/10/07 "la Dozza", Bologna

Un caloroso abbraccio pieno di amore e rabbia da uno dei tanti lager di questo insopportabile Stato!

Noi stiamo più che bene, con la speranza che stiate bene anche voi!

In questo momento la cosa che più ci turba è non aver notizie dei nostri coimputati (sabato 20 texino veniva trasferito in un'altra città, fateci sapere dove) e di Juan e Bogu. Per il resto l'animo è alto coscienti che gli esseri liberi sono da sempre sottoposti alle interperie di questa società, costruita ad hoc, per far sì che il posto dei ribelli sia il carcere. Arde più che mai dentro di noi la fiaccola della passione.
Romanticismi a parte, rispetto al nostro arresto poche cose abbiamo da dire perchè conseguenza del sopra citato malessere generalizzato, anche se nel caso specifico non possiamo rimanere con le mani in mano, di fronte alle migliaia e migliaia di soprusi che quotidianamente passano inosservati davanti all'indifferenza delle persone eticamente insensibili. La psichiatria la si conosce, soprattutto quella convenzionale, e forse il nostro gesto ha riacceso il galoppo di uno dei cavalli di battaglia che il movimento anarchico negl'ultimi tempi ha un po' dimenticato. L'invito è quindi quello di attivarvi per far conoscere ancor di più quale sia il vero volto di coloro che si approfittano (per profitto in primis) delle persone più deboli invece di capirne le reali esigenze. Abbiamo saputo delle numerose iniziative di solidarietà che in questi giorni si sono sviluppate un po' in tutta italia e non. La cosa ci dà ancora più forza!
Ci teniamo però a dire che nelle carceri, nei cpt, nelle gabbie o in qualsiasi forma di reclusione sono in molti e in molte a soffrire; in questo senso l'invito è quello di cercare di fare un discorso più ampio e generale. Sappiamo che la nostra istanza in carcere non sarà poi così lunga, siamo ovviamente ansiosi di poter essere al più presto possibile al vostro fianco nella lotta.
Il carcere di Bologna ci sta permettendo di vedere come il sistema penitanziario sperimenti il ricatto come atto di disgregazione fra i detenuti. Noi nel nostro piccolo cerchaimo di far sì che la dignità trapassi queste gelide mura, convianti che la trasparenza sia l'arma giusta per abbattere l'esistente, che il calore e la complicità fra i detenuti/e è l'espressione per la solidarietà più genuina.
Per tanto in queste quattro pareti di deprivazione sensoria il nostro contributo si condisce d'umiltà e uno spiraglio ci dice di non arrenderci perchè questo è il meschino desiderio dei potenti.
Abbaimo appena appreso dalla TV che in territorio umbro i ROS hanno arrestato 5 anarchici e perpetuato numerose perquise. Massima solidarietà e un forte abbraccio per tutti loro.
Dimenticavamo...una battaglia in più si somma a tante altre qua dentro... il vegenesimo come scelta di vita ma non come imposizione.
Uomo natura animali...
o insieme si salvano
o insieme periscono!

Contenti di non avere potere
felici di distruggere quello degl'altri.
Libertà per i ribelli della terra!

L'ultimo pensiero è rivolta a Tombolino... niente e nessuno distruggerà colui che durante anni è stato dalla parte degli sfruttati. Ed in prima persona ha fatto fronte a questo sistema infame! Per sempre con noi grazie Marco!

Fakì e Fede
a presto meraviglie!

Sab, 27/10/2007 – 13:02
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