In risposta a "Ferro, Fuoco e Catene"

Riceviamo e pubblichiamo questo scritto di Vittoria dell'Avamposto degli Incompatibili in risposta a "Ferro, Fuoco e Catene" di Michele Pontolillo

Una breve introduzione di carattere generale, prima di passare ad analizzare dal mio punto di vista cosa è la mafia e le varie organizzazioni che si riassumono con questo termine.

Dico subito che non condivido l'impostazione di Pontolillo, sopratutto non condivido tutta quella parte, roboantemente retorica che inneggia alle qualità VIRILI di mafia,'ndrangheta, camorra, sacra corona unita e così via.

Non le condivido non solo perché come donna trovo che queste presunte qualità VIRILI sono state e continuano ad essere la rovina del mondo, e il motivo per cui poi etnie e nazioni si scannano; non le condivido perché sono categorie reazionarie e tutte facenti parti di una logica militare e gerarchica che è appunto l'essenza del potere mafioso.
Quanto Pontolillo fa il peana della qualità morali dei mafiosi dicendo che costoro hanno

"un articolato codice etico che si mostra inflessibile nel ripudiare comportamenti quali la viltà, gli abusi contro i deboli, l'usura, il prossenetismo, la violenza sessuale per citarne alcuni. Chi sceglie di vivere nell'illegalità sa che non deve farsi trovare impreparato quando giunge 1'ora di sfuggire alla cattura della polizia e sa farsi la galera dignitosamente quando viene braccato dalle forze repressive dello stato."
Fa chiaramente della mitologia.
In quanto le organizzazioni di cui parla non sono affiliati di Robin Hood, non proteggono i deboli, semmai li sfruttano, basta pensare al mercato della droga, praticano l'usura, l'usura è un fatturato importante quanto quello della mondezza, il mercato della prostituzione non è forse violenza contro le donne?, in sostanza l'estensore del pezzo prende per buono il "codice d'onore" degli uomini di panza, degli uomini d'onore. Facciamo piazza pulita subito di questa mitologia che era una peculiarità di organizzazioni di vecchio stampo legate ad una economia prevalentemente contadina, e nel contempo ribadiamo che questi valori sono valori reazionari come reazionaria è la civiltà contadina e quella contadina feudale in particolare..
Del resto non è nemmeno vero che i mafiosi che contano, i veri CAPI MAFIA affrontano la galera con dignità, non ci stanno in verità, ci mandano solo uomini di paglia a fare la galera per loro: così stanno le cose! Ci mandano sopratutto manovali di basso rango e sopratutto mandano un sacco di giovanissimi a uccidere e farsi uccidere dopo il servizio di aver ucciso per conto del CAPO che da l'ordine.
Ci tenevo subito a dire queste cose perché è quella è la parte che mi ha infastidito di più, anzi più che infastidito.
Siccome qui si parla del sangue e delle morti e della vita di merda delle popolazioni del Sud, sopratutto, giacché la mafia poi in effetti è ramificata a livello nazionale e mondiale,voglio subito sgombrare il campo da questa mitologia d'accatto,veramente. d'accatto.
Pontolillo non sa di quello che parla, sarà Pontolillo, ma non sa di quello che parla.

La realtà è fatta di bambini sfruttati a fare i pusher e ad essere adoperati come mano d'opera in condizioni di nocività estrema, di donne bambini e migranti sfruttati nelle condizioni più inumane dai bordelli ai campi di pomodori.
Quale codice d'onore?
Se di codice d'onore si tratta si tratta di un codice d'onore reazionario e gerarchico, militare ,VIRILE e piramidale: non a caso le organizzazione mafiose si chiamano "famiglie" e sulle famiglie sono basate.

Quale è la matrice di questo equivoco in cui cade Pontolillo? Quello di aver accettato il luogo comune che il banditismo e il brigantaggio siano una discendenza diretta, una mutazione del banditismo e del brigantaggio in Mafia.
Ebbene si tratta di fenomeni diversi, di epoche diverse, di conflitti fra potenze diverse e conflitti sociali diversi da quelli attuali.
Comunque pure da questa mistica del brigantaggio bisogna uscire, perché anche i briganti, per quante belle azioni militari abbiamo fatto, le hanno fatte sempre per conto dei Borboni, per gli interessi dei Borboni, per gli interessi del Papato, per gli interessi di una aristocrazia feudataria, sono stati degli utili idioti, cosa che accade sempre nella Storia quando il proletariato o le classi subalterne vanno allo scannatoio per sostituire un potente all'altro; si possono bruciare tutti i comuni e gli archivi di questo mondo, ma quando le cose non si fanno per un interesse di riscatto di classe autonomo, si è solo degli utili idioti: questo nella Storia resta! Né i Borboni né i Piemontesi volevano fare una riforma agraria che abolisse la proprietà terriera, questa è la verità e l'aristocrazia del Sud sul sangue dei briganti e delle popolazioni meridionali trovò poi il modo di accordarsi con la borghesia di Cavour; i briganti erano troppo ignoranti per capirlo, ma noi abbiamo gli strumenti per capirlo, abbiamo tra l'altro l'esperienza storica di tante rivoluzioni più "nobili" del brigantaggio che ci hanno insegnato come sovente si sia proceduto "perché tutto cambi affinché tutto resti uguale".

Non si può far passare le azioni del brigantaggio per la Comune di Parigi,compagni!!!

Se abbiamo capito che nella presa della Bastiglia il Quarto Stato fu mera carne da macello per il trionfo della borghesia, credo che sia altrettanto facile capire che i Briganti furono pedine di un gioco fra lo Stato Sabaudo, quello Vaticano e quello Borbone: tutto qui, mi dispiace per loro, come mi dispiace per tutti quelli che ancora continuano a morire per una terra, un paese, un confine uno Stato oggi; mi dispiace per i briganti come mi dispiace per il Kamikaze che crepa per il volere del suo prete o del suo Dio e del suo fantomatico Bin, leggi capitale arabo: ma questa è la realtà.

Sgombrato il campo da questo equivoco, visto che il guappo romantico, il Sindaco del Rione Sanità, non esiste più, mi preme sottolineare un altra cosa, non si può, compagni, confondere le organizzazioni mafiose con una generica "malavita", qui si tratta di una BUONISSIMA VITA che alcuni fanno a spese della vita mala delle popolazioni del Sud.
Qui non stiamo a parlare delle "batterie" del Milanese della fine degli anni sessanta, della banda Cavallero o di alcune organizzazioni politico-malavitose del napoletano degli anni settanta.
Qui stiamo parlando di ben altro, stiamo parlano di un anello fondamentale della catena di comando del Sistema Capitale, perché, allora, a questo punto si dovrebbero annoverare anche gli adepti della "uno bianca" fra gli aderenti alla malavita e magari riconoscergli l'onore di aver avuto la paraculaggine di fare gli sbirri e i malavitosi contemporaneamente! Cosa tra l'altro non inusuale.

Parliamo dell'oggi compagni, e parliamone seriamente.
Io ci provo.

Credo che il compagno Pontolillo, senza volerlo, sia caduto nell'equivoco diffuso ad arte per cui le viarie organizzazioni mafiose sono "Antistato" contrapposte allo Stato: in effetti non è così, come ho detto si tratta di un anello della catena importante, anzi fondamentale, dell'organizzazione statuale capitalista in cui confluiscono organizzazioni mafiose, poteri occulti della massoneria, anche quella vaticana, fascisti e "servizi deviati": una dura e tragica realtà, nulla di romantico e di brigantesco: una realtà di cui non sappiamo nulla in realtà: come diceva PPP "io so ma non ho le prove per dimostrare quello che so"ed anche per questo fu ucciso a bastonate come un cane. Perché qui bisogna anche dire che a parlare di mafia come ne parla Pontolillo non si rischia nulla a parlarne in un certo modo si rischia di essere accoppati a bastonate come cani, a parlarne soltanto? anche se ti capita di vedere qualcosa che non dovevi vedere o di stare in un posto, per caso, in cui non dovevi stare si rischia di essere accoppati a bastonate come un cane o di desparesire o di essere bruciato nell'acido, pure se sei un minorenne.
O ti fanno crepare o ti rendono la vita invivibile, giungendo persino a forme di tortura raffinata.
Credo, quindi, che il" codice di Onore" di chi ha il coraggio di denunciare certe commistioni politiche mafiose e le attività delle mafie vada rispettato più del cazzo del codice di onore VIRILE e MILITARE degli affiliati alla catena di comando del capitale chiamata Mafia!

Per parlare seriamente delle organizzazioni mafiose non bisogna risalire al mito del brigantaggio ma alla fine della seconda guerra mondiale, quando capi mafia furono estradati in Italia con l'accordo degli USA e la DC, per precisi motivi geopolitici di equilibrio fra i blocchi allora presenti e sopratutto, per quel che riguarda a noi, per fare da argine repressivo alle lotte contadine del Sud in prima battuta e poi alle lotte operaie quando si procedette alla delocalizzazione
di alcune fabbriche al Sud, su questo si innestarono col tempo vari interessi da quello edilizio, c'era tanta terra da cementificare al Sud!
e via via, interessi di vario genere dal traffico di droga, all'usura, all'industria della prostituzione, delle bische, e sopratutto allo sfruttamento della mano d'opera autoctona e poi migrante.
Forse Pontolillo non sa che nella fabbriche della Filanto, per esempio, si adoperava mano d'opera infantile del sud prima che si aprisse il mercato dell'Albania, in condizioni che ora sono adottate dalla mafia cinese; Pontolillo non avrà mai visto le donne all'alba partire per la raccolta del tabacco sulle macchine dei caporali, ma allora perché parlare? non solo la realtà va rispettata, ma anche e sopratutto va rispettata la sofferenza umana.
Perché poi la logica della mafia è quella dello Stato, il codice d'onore è lo stesso: lo sfruttamento della mando d'opera e la riduzione degli esseri umani alla schiavitù del lavoro salariato.
Cosa si dice al Sud?
"meno male che c'è la mafia che ci da lavoro!" crepiamo di fatica,. buttiamo il sangue, ma meno male che c'è!

E questo,compagni,è l'accordo fra Stato e Mafia.

Questo è il loro patto non segreto, mentre segreto resta tutto il resto e sopratutto segreti restano I VERI CAPI, solo sappiamo che coincidono con i potenti potentati dei governi e dei consigli di amministrazione delle multinazionali.

Il dato reale di fatto è che le organizzazioni mafiose sono necessarie ed indispensabili al mantenimento del sistema e che il fatturato delle loro imprese alimenta e sostenta quella che viene definita economia legale attraverso il riciclaggio del denaro fatto con la compartecipazione delle più prestigiose banche di tutto il mondo.
Oltre tutto con la globalizzazione del processo produttivo le mafie non sono più locali, ma transnazionali: non si tratta solo di mafia, 'ndrangheta,camorra ,sacra corona unita,e così via e sinceramente dell'etimologia romantica dei nomi di queste organizzazioni me ne fotto! me ne fotto altamente! Qui si tratta di mafie albanesi, rumene, bulgare, russe, cinesi, arabe, nord africane, sud americane, .....

IL CAPITALE E' GLOBALE GLOBALE E' LA MAFIA, PERCHE' SONO LA STESSA COSA.

Le attività sono molteplici: dai Call Center ai cantieri ai campi diciamo di fragole, questa volta, per non citare sempre pomodori e carciofi e agrumi: traffico di stupefacenti, usura ed estorsione, pubblici appalti, TAV compresa, smaltimento dei rifiuti più o meno tossici, gestione Cpt, galere, ed Enti "umanitari", traffico di materie prime:dai diamanti al coltan, prostituzione, pedofilia e traffico di essere umani, voi forse non avete mai visto i contrabbandieri che trasportano i migranti gettarli in mare per scappare, farli affogare, io si, e ho visto i compagni che si buttavano in acqua per cercare di salvarli, tanto per parlate di Codici d'Onore! merda su merda che poi viene "nobilitata" nei flussi di capitali delle Borse.
Sui rifiuti campani, per esempio si è saputo, grazie a qualcuno che forse viene bollato da "INFAME" che c'era il posto dove mettere i rifiuti, non sono stati messi perché la situazione doveva arrivare all'emergenza.
No,Pontolillo non sono due facce della stessa medaglia è una faccia sola: quella del Sistema capitale attualmente.

E a questo punto compagni si pone un problema che, penso dobbiamo affrontare:
quello del giustizialismo da una parte e dell'antigiustizialismo dall'altro, beh io vi dico che queste si sono le due facce della stessa medaglia!
E come Sciascia disse "la vera mafia è l'antimafia" io a questo punto posso benissimo dirvi che "il vero giustizialismo è l'antigiustizialismo"!
In effetti si alimentano a vicenda e tolgono la lucidità per vedere i problemi nella giusta dimensione.
E' necessario non cadere in questa trappola e il non caderci poi non è così difficile, basta che teniamo presente quale è la nostra rotta reale, quali sono gli interessi reali delle classi subalterne, del proletariato, degli sfruttati o di come cazzo vi piace chiamarli.

NOI LOTTIAMO PER LA LIBERAZIONE, PER LA LIBERAZIONE REALE DEGLI SFRUTTATI e non crediamo né nel giustizialismo né nell'antigiustizialismo.
Noi siamo per una GIUSTIZIA ALTRA che NON VEDA PIU' SFRUTTATI E SFRUTTATORI.
La logica del nemico del mio nemico è amico mio non è mai valsa, lo abbiamo visto è stata fallimentare, tanto più in questo caso che:DOVE STANNO I NEMICI? Se si tratta di una consorteria che per pudore, per non sputtanare troppo il sistema chiamano CASTA quando invece è MAFIA.TOTALE.
E' SISTEMA CAPITALE.

NOI SAPPIAMO CHE l'UNICA GIUSTIZIA SARA' LA GIUSTIZIA PROLETARIA.

Non ci illudiamo di ottenere in questo sistema la "giustizia giusta" ma sappiamo anche che l'antigiustizialismo è un alibi per accomodarci la coscienza.Per dire qualche frase ad effetto senza affrontare con la lotta i problemi.

Questo mi premeva dire perché dallo scritto di Pontolillo non ho visto emergere nessuna possibilità di riscatto. E io sono stata 20 anni al Sud e non per gli "eroi" dell'antimafia, ma per tutti i bambini privati dello loro fanciullezza, per le donne e i migranti trattati peggio delle bestie, per i giovani ragazzi mandati ad uccidere e poi, dopo fatto il servizio al CAPO uccisi pure loro nelle strade, per
le madri e i padri disperati per un futuro che non c'è per i loro figli, per la vergogna di mendicare il lavoro, per le mignotte tenute in schiavitù ho parlato.
Ho parlato per i senza voce, perché solo la voce e un pò di testa e di cuore mi è rimasta. Ho parlato perché conosco la disperazione e proprio per questo voglio testardamente ANCORA SPERARE E ANCORA LOTTARE

vittoria
L'avamposto degli Incompatibili
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Mer, 09/07/2008 – 12:20
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