Nigeria - Il MEND torna a colpire le compagnie petrolifere
Nigeria, Mend minaccia attacchi
Contro compagnie petrolifere, revocato cessate il fuoco
(ANSA) - ABUJA, 30 GEN - Il Mend minaccia nuovi attacchi contro le compagnie petrolifere che operano nella regione meridionale della Nigeria. Il Movimento per l'emancipazione del delta del Niger ha di fatto revocato il cessate il fuoco che si era imposto. In un comunicato, 'il Movimento per l'emancipazione del delta del Niger chiede alle le compagnie petrolifere di sospendere le loro operazioni, gli impianti verranno infatti attaccati e dati alle fiamme'.
“Il 25 Ottobre scorso avevamo deciso una sospensione delle ostilità nella speranza che il governo aprisse a un dialogo sincero per portare giustizia agli abitanti del Delta del Niger e la pace in Nigeria, ma nulla è accaduto. Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger non si arrenderà fino alla realizzazione del nostro sogno, l’emancipazione del Delta del Niger dalle grinfie del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere.”
La crisi lungamente covata è nuovamente in procinto di esplodere, e ancora una volta le speranze delle popolazioni del delta di uno sviluppo della regione sembrano allontanarsi. Per l’ennesima volta i militanti del delta si sentono ingannati e delusi da un governo ondivago e debole che non mantiene le sue promesse. Promesse fatte dal Presidente della Nigeria, Yar’Adua, che a seguito dell’amnistia aveva accettato molte delle condizioni poste dal Movimento. La malattia di Yar’Adua, ricoverato in Arabia Saudita dal 23 Novembre e praticamente scomparso dalla scena politica, ha creato una vera e propria crisi istituzionale e il blocco delle trattative con il movimento guerrigliero, mentre le compagnie petrolifere, riparati gli impianti hanno ripreso ad estrarre a pieno regime. L’insoddisfazione della popolazione e dei militanti del Mend è cresciuta in questi mesi e anche quei gruppi che hanno accettato di deporre le armi si lamentano perché non c’è nessun piano di reinserimento per coloro che hanno deposto le armi. Dopo l’attacco di “avvertimento” del 19 dicembre, rimasto inascoltato, il Mend decide di sospendere la tregua e di riprendere gli attacchi agli impianti petroliferi, invitando le compagnie petrolifere ad evacuare il personale.
“ Il Mend dice che dopo una attenta valutazione e ampie consultazioni, il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend) oggi, Sabato 30 Gennaio 2010, ha deciso di revocare il cessate il fuoco unilaterale ordinato Domenica, 25 Ottobre 2009. Questo cessate il fuoco era stato deciso nella speranza che il governo della Nigeria avrebbe preso in considerazione un vero dialogo fondato su un sincero desiderio di rendere giustizia al popolo del Delta del Niger, e una vera pace in Nigeria.
Agendo come il vincitore di un popolo conquistato- dice il Mend-, il governo ha tirato fuori un elenco dei suoi piani per il Delta, che avrebbero dovuto mettere fine a decenni di agitazione, promettendo al tempo stesso un accordo per tutti coloro che sono rimasti insoddisfatti nel suo zoppicante sforzo di riparare all’ingiustizia nel Delta del Niger.
E ’sufficientemente chiaro – prosegue il comunicato del portavoce Jomo Gbomo- che il governo della Nigeria non ha nessuna intenzione di prendere in considerazione le richieste avanzate dal nostro gruppo che il controllo delle risorse e dei terreni del Delta del Niger devono essere restituiti ai legittimi proprietari, i popoli del Niger Delta.”
Questo governo spera di poter dividere il popolo del Delta, al fine di governare il saccheggio del Delta del Niger. Il governo e le compagnie petrolifere sperano che le comunità con le installazioni petrolifere, designate “comunità che producono petrolio” e premiate per avere questi impianti sul loro territorio, proteggano tali impianti. Fortunatamente per il popolo del Delta del Niger, nessuno sarà in grado di proteggere gli impianti da un attacco dai nostri combattenti. “
Tutte le società collegate all’industria del petrolio nel Delta del Niger devono prepararsi per una vera e propria offensiva contro i loro impianti e il loro personale. Nulla sarà risparmiato. In questa fase, si estenderanno gli attacchi alle società di servizi del petrolio che hanno vissuto un boom a causa dei problemi avuti dalle aziende che producono petrolio, riparando gli oleodotti distrutti negli attacchi.
Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger avverte tutte le compagnie petrolifere di fermare le operazioni, ogni installazione operativa sarà attaccata e rasa al suolo. Le compagnie petrolifere sono responsabili per la sicurezza e il benessere dei loro dipendenti e saranno colpevoli per qualsiasi danno subirà il loro personale in caso di un attacco. Ormai dovrebbero sapere che i militari della Joint Task Force (JTF) non possono proteggere i loro impianti o il personale in caso di un attacco.
Ringraziamo tutti i patrioti e i cittadini che amano la giustizia, nel Delta del Niger e nella Nigeria, per il loro incondizionato appoggio, apertamente e segretamente. Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger non si arrenderà fino alla realizzazione del nostro sogno, l’emancipazione del Delta del Niger dalle grinfie del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere.”
NIGERIA: PRESIDENTE MALATO CEDERA' POTERI AL VICE JONATHAN
La Nigeria si appresta al formale passaggio di potere dal presidente Umaru Yar'Adua, al vice Goodluck Jonathan mettendo fine ad un lungo vuoto di potere. Yar'Adua, ammalato da tempo e ricoverato in Arabia Saudita dal 23 novembre per una pericardite e problemi ai reni scrivera' nei prossimi giorni una lettera in cui informera' il Senato che "e' assente per motivi di salute". In questo modo il controllo del Paese passera' automaticamente a Jonathan. Lo ha reso noto il consigliere presidenziale, Mohammed Abba-Aji, citato dalla Bbc
(05 febbraio 2010)
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Il Mend attacca oleodotti Shell e Chevron “Si tratta di un avvertimento”.
mercoledì 6 gennaio 2010
21 dicembre il Movimento per l’Emancipazione del Niger Delta (Mend) ha interrotto la tregua con il governo nigeriano ed ha ripreso i suoi attacchi contro gli impianti petroliferi nella regione del Delta. Torna a salire la tensione in Nigeria orfana del Presidente Yar’Adua, gravemente malato e ricoverato dal 23 Novembre in Arabia Saudita.
La tregua durava da due mesi, dopo che il governo federale nigeriano del presidente Umaru Yar’Adua aveva avviato un processo di negoziato diretto con i rappresentanti del più temuto movimento di militanti.
Il 19 e il 21 dicembre il Mend ha sferrato due attacchi agli oleodotti della Shell e della Chevron nel Rivers State. L’oleodotto di Abonemma, a circa 50 km da Port Harcourt è stato gravemente danneggiato dalle esplosioni. “ Si tratta di un avvertimento – dice, nel solito comunicato, il Mend – contro la ingiustificata sospensione dei colloqui di pace da parte del governo con il pretesto della malattia del presidente Yar’Adua”. Il Mend ha dichiarato che «L’operazione si è svolta nel Rivers State con l’aiuto di cinque imbarcazioni. I 35 membri dell’equipaggio hanno usato armi pesanti e lancia-razzi».
Il presidente nigeriano Yar’Adua, gravemente malato da tempo, è ricoverato in Arabia Saudita dal 23 novembre scorso, dove ufficialmente viene curato per problemi cardiaci e non ha demandato al vice-presidente i suoi “poteri”. Ricordiamo che il vice- Presidente è Goodluck Johnatan, un uomo del Delta, della minoranza Ijaw (la stessa, della maggioranza dei militanti del Mend), che probabilmente non sarebbe accettato dai militari e dalla maggioranza musulmana del Nord del paese.
Dell’assoluto vuoto di questi mesi i falchi del governo di Abuja ed i militari hanno approfittato per rallentare i colloqui sull’amnistia e sulla risoluzione dei problemi sociali e di sviluppo della regione del Delta, ricca di petrolio ma con una popolazione poverissima.
Il Mend aveva accettato l’amnistia e il 25 ottobre aveva decretato il cessate il fuoco a tempo indeterminato per incoraggiare il dialogo con il governo federale. I ribelli chiedono la liberazione di tutti i dirigenti del Mend e degli altri movimenti autonomisti, molti dei quali pacifisti, ancora in carcere e ricordano di essere stati costretti a prendere le armi a causa della sanguinosa repressione scatenata nel Delta del Niger negli anni ‘90 dalla dittatura militare dell’ex presidente Sani Abacha.
Purtroppo sembra che il presidente Yar’Adua era di fatto l’unico garante della pace, ma dopo due mesi di assenza per la sua malattia, tutto viene rimesso in discussione e si rischia di riavviare la Guerra del petrolio.
Il Mend nel comunicato siglato da Jomo Gbomo chiarisce “Desideriamo e auguriamo al presidente una pronta guarigione, ma una situazione in cui il futuro del Delta del Niger è legato alla salute e al benessere di un solo uomo è inaccettabile.”
I colloqui di pace sono stati sospesi quando il presidente Yar’Adua è stato ricoverato il 23 novembre dello scorso anno.
“Il governo attraverso il Governatore dello Stato di Bayelsa, Chief Timipre Sylva, il ministro della Difesa, Gen. Maggiore. Godwin Abbe e Ministro dell’Informazione e della Comunicazione, Prof. Dora Akunyili, continuano a fare propaganda, sostenendo che la situazione in Delta del Niger è sotto controllo. Questa affermazione è lontana dalla verità ” – prosegue il Mend.
Il gruppo ha inoltre osservato che “Il governo nigeriano ha convenientemente legato la trattativa e i colloqui sulle richieste di sviluppo del gruppo alla malattia del presidente ma non ha legato la riparazione delle condutture, lo sfruttamento del petrolio e del gas, nonché la distribuzione e il riarmo di truppe nella regione alla salute del presidente. ”
“Il Mend rimane aperto al dialogo, ma il cessate il fuoco a tempo indeterminato deciso dal gruppo Domenica 25 Ottobre 2009 sarà riesaminato entro 30 giorni dal 19 dicembre 2009.”
Nel frattempo, vi sono stati alcuni segnali inquietanti sulla sorte di Yar’Adua che hanno già innescato il dibattito sui piani di successione e sullo svolgimento delle attività di governo.
Jomo Gbomo aveva detto in una recente intervista che “a questo punto, il fragile processo di pace è appeso al filo sottile del cessate il fuoco. Le nostre richieste non sono state affrontate perché non c’è alcun dialogo in corso. Ci aspettiamo che, quando la salute del presidente o se vogliamo ci troviamo con un altro presidente, il processo avanzi con un altro ritmo e entusiasmo, oppure i colloqui di pace possono fermarsi e allora le agitazioni riprenderanno “.



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