Ferrara - Il chiodo fisso di un questore ferrarese

Il chiodo fisso di un questore ferrarese.

Nella giornata delle celebrazioni del 158° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, durante il discorso sull'attività della Questura ferrarese, il Questore di Ferrara, Salvatore Longo, che con gli anarchici pare abbia un feeling suo particolare, ancora una volta ha voluto dare prova di quanto tiene a noi, tirandoci in ballo alla presenza del pubblico, tra cui anche studenti di alcune scuole superiori cittadine. Non prima, però, di aver elogiato il “lavoro” dei suoi nell’ultimo anno: esempio di rettitudine, secondo lui, bieco modello della società autoritaria in cui viviamo, secondo la nostra incorreggibile idea.

Cominciando dall'analisi della situazione odierna, il Questore ha voluto dapprima segnalare “le difficoltà economico-sociali e i minori livelli occupazionali che interessano sia la popolazione locale, sia la popolazione extracomunitaria regolare”, le quali “innescano meccanismi di rivalsa sociale se non di sopravvivenza, che possono portare all’incremento della delittuosità comune e ad un inasprimento dei conflitti sociali ed economici, mettendo a rischio, quindi, sia la sicurezza pubblica che l’ordine pubblico”. Subito dopo, mettendo in relazione la cosa, è passato ad encomiare il ruolo svolto dagli enti locali in seguito ai maggiori poteri che l'esecutivo ha affidato ai sindaci in materia di sicurezza urbana ed ordine pubblico e ha invitato alla delazione la cittadinanza, poiché, secondo il Questore “è essenziale che ogni singolo cittadino si senta parte attiva del sistema sicurezza” – qui riportando l'esempio del criminologo francese Jean Claude Salomon che evidenzia come un cittadino non debba porre la domanda cosa fa la polizia?, ma piuttosto cosa posso fare io per la mia sicurezza insieme alla polizia?

Lo stesso Questore, poi, si è lanciato in una meticolosa relazione sui “risultati” della polizia estense, di cui riportiamo ampi stralci. Eccoli: nel corso del 2009,  rispetto ad una diminuzione dei borseggi del 65% e delle truffe del 26%, le denunce sono aumentate del 15%; l’attività di repressione legata ai reati connessi all’uso di droghe ha comportato un progressivo aumento delle persone arrestate; 15.583 sono state le chiamate al 113 e 3.016 gli interventi delle volanti, mentre i contatti del poliziotto di quartiere sono stati 7.242; le pattuglie messe in campo sono state 130; l’attività di “prevenzione”, con l’ausilio della Squadra Mobile, ha portato ad oltre 572 denunce in stato di libertà, 266 arresti, il sequestro di circa 4 chilogrammi di droghe pesanti o leggere.

Per quanto riguarda la repressione nei confronti degli immigrati, le etnie maggiormente monitorate risultano essere i nigeriani, i cinesi e quelle provenienti dall'est europeo; l’Ufficio Immigrazione ha gestito le pratiche per il permesso di soggiorno di oltre 22.000 stranieri soggiornanti nella provincia, 366 sono state le richieste di espulsione amministrativa, 75 i trasferimenti presso i Centri di Identificazione ed Espulsione, 22 gli accompagnamenti coatti alla frontiera, 279 gli ordini del Questore a lasciare entro cinque giorni il territorio nazionale.

Una menzione speciale, infine, l’ha voluta spendere per l’Ufficio Minori, secondo suo dire “vero e proprio fiore all’occhiello della Questura di Ferrara, per la preparazione e prestigio del personale addetto, sempre più frequentemente impegnato anche in attività divulgative ed educative”; ovviamente immancabili i riferimenti entusiastici per quanto riguarda la videosorveglianza. Per ultimo ha ringraziato la Clinica Psichiatrica dell’Università e il Dipartimento di salute mentale, “per averci coadiuvato nell’individuare gli strumenti di intervento nei confronti di soggetti aggressivi o violenti”.

Ed ecco che arriva anche il nostro turno. Con ben due richiami specifici, il primo quando si parla di “criminalità politica”, secondo il Questore rappresentata da “episodi legati all’ecologismo radicale, all’animalismo, alle campagne contro le politiche securitarie e del carcerario”, e il secondo quando si elogia l’impagabile opera di tutela dell’ordine pubblico svolta dalla Digos, “orientata SOPRATTUTTO verso appartenenti al locale gruppo anarchico”.

Non c’è che dire: tanta attenzione, naturalmente non richiesta, ci lusinga. Il Questore di Ferrara evidentemente ci è affezionato, lo dimostrano denunce, arresti, intimidazioni portate avanti in quest’ultimo anno dai suoi fidi scherani della Digos, che altrimenti, poverini, senza di noi non lavorerebbero. Se è un disegno politico di stampo criminale il lottare per la difesa della Terra e contro lo sfruttamento animale, per una società libera e liberata da galere, steccati, sbarre e filo spinato nonché da carcerieri, controllori, patrioti e sbirraglia di ogni tipo – che chiamano “lavoro” il picchiare, manganellare, uccidere e stuprare altre persone –, noi non ci sottrarremo dal compimento di questi crimini, cosa che ci fa guardare allo specchio ogni giorno senza dovere provare vergogna di noi stessi.      I questori passano, si sa, la coerenza di un’idea che si fa pratica, invece, ha un piede ben piantato nel presente e l’altro già avanti.

In solidarietà con alcuni compagni ferraresi denunciati per un presidio spontaneo anticarcerario sotto il carcere dell’Arginone, il 16 maggio scorso;

In solidarietà con i reclusi nei CIE di tutta Italia, con i rivoluzionari prigionieri, i detenuti in lotta e tutti coloro che rispondono alla paura e allo sfruttamento con la rivolta.

 

Anarchici ferraresi.

Lun, 07/06/2010 – 10:00
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