Grecia - Concluso sciopero della fame dei prigionieri, mobilitazione continua | CORRETTO e AGGIORNATO
Dopo 18 giorni di lotta, circa 7000 prigionieri greci hanno interrotto lo sciopero della fame. Il ministro della giustizia ha accolto molte delle loro richieste e promesso di rilasciare metà della popolazione carceraria entro aprile 2009. Dopo massicce adesioni della popolazione carceraria, nonostante minacce e incursioni delle autorità, supportati da cortei e azioni solidali che hanno riempito le strade con la rabbia dei detenuti, la lotta ha ottenuto la risposta del ministro a numerose richieste. Nonostante l'interruzione dello sciopero della fame, la mobilitazione continua con altri strumenti.
Questa lotta è stata contraddistinta dalla volontà dei prigionieri di essere gli unici in grado di rappresentare le proprie rivendicazioni, dalla necessità di esautorare ogni "associazione" o gruppo interessato a mediare e governare l'ondata di rivolta, supportata dalla multiforme e "accesa" solidarietà con chi ha deciso, dalle infernali segrete dello stato greco, di autorganizzarsi e agire in prima persona.
Questi uomini e queste donne hanno interrotto lo sciopero della fame perchè hanno ottenuto dei risultati: sono riusciti a generare con le proprie forze una riforma del sistema penale e giudiziario e a conquistare la liberazione di molti detenuti.
Non hanno abbattuto l'istituzione carceraria, ma dimostrato la fragilità dell'autorità, la sua vulnerabilità contrapposta alla volontà da parte degli individui di riprendere in mano le proprie vite.
Un saluto ai lottatori e alle lottatrici dentro e fuori le gabbie della Grecia, con un pensiero a chi in Italia si appresta a iniziare una nuova stagione di mobilitazioni contro i magazzini di carne umana dello stato italiano.
informa-azione
Di seguito pubblichiamo la lista di modifiche attuate dal ministero della giustizia greco, i punti non ancora ottenuti e un comunicato del Comitato dei Prigionieri.
1) Tutte le persone detenute con una sentenza fino a 5 anni, per qualunque tipo di reato inclusi quelli legati agli stupefacenti, potrà convertire la propria sentenza in pena pecuniaria. Questo non sarà possibile qualora la giuria consideri la multa non sufficiente come deterrente per la possibilità di commettere in futuro il reato.
2) La somma minima per trasformare un giorno di prigionia in multa viene ridotta da 10 a 3 euro, con la possibilità di essere ridotta a 1 euro dalla giuria.
3) Tutte le persone che hanno scontato 1/5 della pena, per sentenze fino a 2 anni, o 1/3 per sentenze più lunghe, devono essere scarcerate senza eccezioni.
4) Il limite minimo di sentenza scontata per accedere alla libertà vigilata è di 3/5 della pena. Anche per condannati per reati di droga con l’eccezione della specificità della legge 3459/2006.
5) Il limite massimo di permanenza in carcere in attesa di processo viene ridotta da 18 a 12 mesi, con l’esclusione dei reati punibili con 20 anni o ergastolo.
6) Il numero di uscite per permesso viene aumentato di un giorno all’anno. Condizioni più difficili per accedere ai permessi rimangono per i condannati per legge 3459/2006.
7) Le misure disciplinari devono essere incluse(?).
8) Inclusione della legge nazionale entro 4 anni della decisione del Consiglio Europeo in merito al traffico di stupefacenti
9) Espansione dell’aumento di liberazioni vigilate per detenuti affetti da AIDS, insufficienza renale, tubercolosi cronica e tetraplegici.
Le richieste a cui il ministero deve ancora rispondere riguardano:
1) Trasmutazione in multa delle condanne superiori a 5 anni, specialmente per i 6.700 prigionieri reclusi per reati non penali.
2) Abolizione delle carceri minorili.
3) Accumulazione delle misure disciplinari.
4) Abolizione dei 18 mesi di carcerazione in attesa di processo gli altri reati.
5) Espansione soddisfacente dei permessi di uscita, visti i successi negli ultimi 18 anni di applicazione di questi benefici.
6) Miglioramento immediato delle condizioni di re-locazione dei detenuti.
7) Tenere un incontro tra ministero della giustizia e comitato dei prigionieri.
In un comunicato stampa il comitato dei prigionieri ha dichiarato:
“L’emendamento sottoposto dal ministro della giustizia al parlamento accetta solo alcune delle nostre richieste. Il ministro dovrebbe materializzare le proprie promesse di immediata liberazione del numero suggerito di prigionieri suggerito, e allo stesso tempo incrementare le risposte inerenti la totalità delle nostre richieste. Noi, i prigionieri, trattiamo questo emendamento come un primo passo, un risultato della nostra lotta e della solidarietà dimostrataci dalla società. Ancora non riesce a coprire le nostre richieste, non riesce a risolvere i nostri problemi. Con la nostra lotta abbiamo combattuto prima di tutto per la nostra dignità. E non possiamo offrire questa dignità a nessun ministro. Non possiamo tollerare nessun atto arbitrario, nessun trasferimento vendicativo, nessun atto disciplinare volto a intimorirci. Siamo in piedi e dobbiamo restarci. Chiediamo al parlamento di muoversi verso la completa abolizione del limite dei 4/5 della pena (per accedere alla libertà vigilata). L’abolizione dei cumuli delle sanzioni disciplinari, e l’aumento dei benefici per i permessi di uscita, la libertà condizionale per tutte le categorie di detenuti. In oltre richiediamo la legiferazione immediata su alcune vaghe promesse del ministro della giustizia riguardanti le condizioni delle prigioni: abolizione dei carceri minorili, creazione di centri terapeutici per i tossicodipendenti, aumento dei lavori sociali sostitutivi della pena, miglioramento delle cure ospedaliere per i prigionieri, incorporamento delle leggi europee favorevoli verso i detenuti nello statuto greco, ecc. In fine, vogliamo ringraziare i movimenti solidali, a ogni componente, partito, medium, militante, che è stato con noi attraverso tutti e ogni mezzo abbia scelto, e dichiariamo che la nostra lotta contro queste discariche di rifiuti umani e per la vittoria delle nostre richieste continua.
Comitato dei Prigionieri 20/11/08”



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