Genova - Moschee, Chiese ed altre Stronzate
“Alla fine la Verità è una, Dio è uno. L'uomo non può fare o non fare ciò che vuole. Egli sarà giudicato Egli deve rendere conto. Dio fa giustizia, e solo lui può farla.”
Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI
“Se Dio esistesse davvero, bisognerebbe fucilarlo!”
insorti della Comune di Parigi, 1871
L'ultima decisione delle autorità locali sull'annosa questione della moschea a Genova torna a destare scalpore. La Curia oscilla timidamente tra la difesa del suo primato e il riconoscimento della necessità di un luogo di preghiera per i loro concorrenti. I leghisti e le varie anime della destra sbraitano da giorni. Delirano sui giornali, organizzano petizioni: loro, la moschea, non la vogliono. Per loro non potrà che portare nel quartiere di Oregina-Lagaccio orde di immigrati, quindi degrado, sporcizia, spaccio di droghe, criminalità, terrorismo. Fascisti ed altri coglioni ne approfittano per rispolverare i loro moderni argomenti razzisti, non più basati sulle “differenze etniche” ma su quelle culturali: la tradizione, i valori cristiani e altre amenità sarebbero in pericolo. I ragazzi del centro sociale Terra di Nessuno, invece, hanno chiarito con un comunicato stampa il loro pieno favore al progetto. Per loro, come per ogni buon democratico, professare la propria religione dovrebbe essere un “diritto sancito” dalla legge e al contempo un “diritto naturale” (i diritti e i doveri, si sa, per natura non esistono, sono un'invenzione di liberali e giusnaturalisti, ma pazienza...). Del resto, come biasimarli? Dopo anni passati a supplicare allo Stato ogni sorta di diritto (alla casa, al lavoro sicuro, alla cultura...), dove possono trovare oggi il coraggio di negare il sacrosanto diritto di culto? Ma l'opposizione a fascisti e razzisti non può portarci dalla parte dei predicatori religiosi. Noi lo vogliamo dire altrettanto chiaramente: moschee non ne vogliamo, né nei nostri quartieri, né altrove. E non perché temiamo il presunto degrado o l'improbabile terrorismo. Dobbiamo già confrontarci tutti i giorni, nella solitudine e nell'isolamento, con l'incalzante degrado umano della nostra società, delle nostre relazioni, delle nostre vite; dobbiamo già affrontare tutti i giorni il terrorismo degli uomini in divisa, sempre pronti ad eseguire le peggiori infamie legali. Noi non vogliamo moschee e non vogliamo nemmeno chiese, perché la parola di Dio, sia quello della Bibbia, del Corano o del Talmud, ci disgusta. Ci disgusta un Dio che pretende di giudicare gli uomini (decidendo per noi cosa è giusto e cosa è sbagliato), e uomini che pretendono di poter assolvere i peccati altrui. Siamo stanchi di subire le vostre intromissioni nelle nostre vite, il vostro cianciare sulla morale, sul pudore, sul dovere. I vostri versetti, i vostri comandamenti, diversi in linguaggio e forma, a noi comunicano la stessa aberrazione, perché la parola di Dio è sempre un insulto alla libertà, alla vita, è sempre pronta a ricordarci che la nostra esistenza, le nostre passioni, il nostro corpo, non ci appartengono e che non possiamo disporne a nostro piacimento né nella vita, né nella morte. Dio, con un nome o un altro, resta un poliziotto, che ci vuole sottomessi, in ginocchio, a chiedere perdono per la colpa di volere la felicità, di desiderare. Preti, Imam, non possiamo tollerarvi. Non possiamo dimenticare la vostra storia, fatta di ingiustizie e soprusi, crociate e jihad, Inquisizione, roghi e lapidazioni. Conosciamo fin troppo bene l'appoggio silenzioso del Vaticano al nazifascismo e alle dittature sudamericane; così come abbiamo imparato a conoscere le repubbliche teocratiche islamiche nel Medio e Vicino Oriente, con le loro brutali repressioni, con i loro burqa e la loro Sharia. Ecco di cosa è fatta la Legge di Dio, in qualunque latitudine si trovi: eterna guerra all'omosessualità, alla contraccezione, all'aborto, all'eutanasia, alle dissidenze, al "diverso", all'infedele. In breve, alla libertà di ciascuno. Dovremmo dimenticare che perdono - voi che lo predicate - non l'avete mai domandato? O che quando l'avete fatto l'avete chiesto al vostro Dio, invece che alle vostre vittime? (Karol Wojtyla nel Mea Culpa pronunciato durante il Giubileo, 2000). Non possiamo dimenticare, non riusciamo a farlo, perché ogni volta che aprite bocca il vostro alito ammorba il mondo. Fascisti, democratici, sacerdoti vari, siamo stanchi dei vostri proclami e dei vostri sermoni. Questo mondo fatto di guerre umanitarie, morti sul lavoro, campi di detenzione per stranieri, disastri ambientali... quest'ordine costruito con le nostre vite, vendute tutti i giorni per pochi denari, quest'ordine, è tracciato sul solco del Diritto e della sua inattaccabile Sacralità. Ma quest'ordine gronda sangue. Non sappiamo se l'uomo riuscirà mai a conquistare la libertà (quella vera, quella che nessuna Costituzione potrà mai insultare), ma non abbiamo alcuna intenzione di sottometterci alla vostra Legge, ne al vostro Dio. Non ci rassegneremo a vivere come pecore dietro ad un pastore.
i soliti polemici, i soliti anarchici
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