Firenze - Negli ultimi giorni
A Firenze continua il presidio permanente delle occupazioni.
Sabato 18 luglio il presidio si è spostato in piazza S.Spirito.
Intorno alle 22 una trentina di compagni e amici si sono trovati nella piazza semideserta, assistendo a provocazioni sbirresche di infimo livello. Dopo un pò, mentre la piazza si vivacizzava, il presidio si è spostato sul sagrato della chiesa.
La mostra antimilitarista e gli interventi richiamano subito l'attenzione di diversi presenti, mentre lo striscione
(BENTORNATE DA L'AQUILA CAROGNE) mette subito in fuga i vigili urbani appena rientrati dal G8.
Sotto lo sguardo inerte di quattro carabinieri e alcuni digossini, comincia il concerto dei NO CHAPPI BOURGEOIS, che come sempre spiazzano una piazza curiosa di sapere cosa era veramente successo(i giornali continuano a dare
Panico e Riottosa per sgomberati..).
Lunedì 20 una ventina di compagni si sono spostati davanti Palazzo Vecchio (sede del Comune)per restituire al neo sindaco le macerie dei suoi mattoni usati per murare i due posti;dopo aver gettato tutto sulle scale del palazzone al grido di "Contro le città dei padroni 10, 100, 1000 occupazioni" e "Renzi merda" se ne sono andati lanciando dei volantini e
attaccando lo striscione" CHI SEMINA SGOMBERI RACCOGLIE MACERIE".
In serata, finalmente un pò più rilassati, tutti alla Riottosa per la pizzata autoprodotta; il mercoledì sera di nuovo in piazza del Galluzzo con distro e mostra antimilitarista.
Nel frattempo, i giornalisti imboccati da politici e questurini, si affannano a nascondere ciò che non si può; dopo aver fatto passare gli sgomberi come riusciti, adesso tacciono la serata in S.Spirito e, quando ne parlano, attribuiscono le macerie del lunedì al Movimento di lotta per la casa, che chiede la moratoria di sfratti e sgomberi.
Nella vita reale, al contrario, la gioia e la rabbia sono nelle strade, a portare aria in questa afosa estate fiorentina.
Stiamo già preparando delle nuove giornate di mobilitazione per la prossima settimana.
Tenetevi liberi da mercoledì.
La repressione non fa altro che offrirci nuove occasioni di lotta e convivialità, in cui sperimentare intese, complicità, affetti.
Per ora un abbraccio caloroso atutti i compagni e amici che hanno animato queste prime giornate e presidiato gli spazi.
A seguire



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