Ferrara - Contestata la Lega Nord

Venerdì 11 e sabato 12 settembre (2009) la festa della Lega Nord, prima di arrivare domenica a Venezia per la festa nazionale dei "popoli padani", ha fatto per la prima volta tappa nella città di Ferrara (intitolata "Mezz setémbar frarés", la prima di questo tipo in città!), con ubicazione a lato al Castello Estense e con la presenza dei vari big del partito (da Calderoli a Castelli, da Cota e Bricolo, dal segretario provinciale e consigliere comunale ferrarese Giovanni Cavicchi fino al culmine della giornata di sabato, che ha visto un comizio del mai troppo malmesso Umberto Bossi).

Chi credeva che nulla e nessuno, nel torpore del dopo-vacanze, ne avrebbe turbato lo svolgimento si è dovuto ricredere.

Nella giornata di sabato la festa della Lega ha visto un gruppo di persone contestarla rumorosamente, dando prova che non tutti sono ancora rincoglioniti e quindi disposti a restare in silenzio ed inermi di fronte alla presenza di questi personaggi e alle loro sparate improntate al razzismo e alla retorica securitaria.

Rapida la reazione del servizio d’ordine delle guardie padane e degli agenti della locale Digos, che hanno trattenuto alcuni contestatori sino a fine orazione del Bossi (a sera ormai fatta), tra il plauso e gli insulti dei vecchietti in camicia verde e dei giovani padani, arrivati da fuori città.

Da registrare comunque la solidarietà di alcune persone verso i fermati, solidarietà che è stata punita con l’identificazione da parte della Digos.

Nel pomeriggio si era svolto anche un volantinaggio nel centro cittadino: anche in questo caso gradimento e solidarietà dimostrati da parte della gente. Di seguito il contenuto del volantino.

SENTI CHE PUZZA, SCAPPANO ANCHE I CANI…STANNO ARRIVANDO I LEGHISTI PADANI!

 

Se sentite puzza di merda non preoccupatevi. Non sono gli scarichi tossici industriali del petrolchimico, non è lo smog o altre esalazioni tossiche, non è la famigerata Turbogas… è molto peggio!

Oggi quattro topi di fogna hanno preso possesso di Ferrara riempiendola della loro retorica razzista, xenofoba e del loro fetore non gradito. I loro volti li conosciamo bene, abbiamo imparato a disprezzarli, cosiccome il loro nome: Lega Nord.

La Lega Nord è un partito politico che ha fatto del populismo il suo marchio di fabbrica, giovandosi dei bassi istinti popolari per dirigerli contro i supposti nemici di una fantomatica "padania nazione": ieri i "terroni", oggi gli immigrati. Ciò che fa è alimentare ad arte una situazione di scontro fra poveri, sapendo che questo gioverà in termini di gradimento e voti.

Da quando la Lega è nata si è resa responsabile di plurimi attacchi ad immigrati, non solo verbali (come la proposta di mezzi pubblici separati per i non italiani avanzata dall’ex direttore de La Padania) ma pure fisici. Come dimenticare, infatti, l’europarlamentare Mario Borghezio che alla fraseologia razzista ha fatto seguire i fatti: condannato per l’incendio di un accampamento nomade e per l’aggressione ad un ragazzo magrebino, senza dimenticare i suoi trascorsi in gruppi dell’estrema destra neo-nazista (Ordine Nuovo di Pino Rauti), implicati in numerose stragi durante gli anni ‘60 e ‘70, tra le altre la bomba a Piazza Fontana a Milano.

I legami con l’ultra-destra però non sono solo vestigia di un passato sepolto ma continuano ancora oggi. Non sono poche le iniziative in cui la Lega Nord si affianca a partiti come Forza Nuova e affini o partecipa agli incontri europei di organizzazioni che come lei mascherano, non sforzandosi neanche troppo, il vecchio fascismo con retoriche localiste e regionaliste attirando a sé la protezione della legittimazione democratica. Forti sono anche i legami con il Fronte Nazionale di Jean Marie Le Pen, di cui condivide i forti accenti anti-immigrazione nonché la logorrea sessista ed omofoba.

Di recente il nuovo pallino della Lega è la "sicurezza" coniugata in mille differenti maniere e che ha trovato la sua applicazione pratica nel cosiddetto Pacchetto Sicurezza, proposto e portato ad approvazione dal Ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni.

Il DDL sicurezza sembra, anzi è, la messa in pratica di tutte le logiche razziste e fasciste della Lega che incontrano sulla loro strada l’immigrato, relegandolo in una condizione invivibile. Basti citare le mappature etniche e dei senza tetto, i respingimenti in mare, il prolungamento della durata di detenzione all’interno dei C.I.E. (ex CPT) da due a sei mesi per gli irregolari nonché l’introduzione del reato di clandestinità e l’obbligo di denuncia da parte dei medici ed altri funzionari di servizi pubblici.

Ma non è solo l’immigrato il bersaglio delle leggi fasciste della Lega; lo siamo tutti!

Siamo obiettivi della Lega quando giriamo in piazza o nelle strade delle nostre città ormai presidiate dall’esercito, da ronde (che spesso vedono al proprio interno elementi neo-fascisti e picchiatori vari) e dal sempre maggiore numero di forze dell’ordine che della loro impunibilità fanno arma quando si macchiano di efferati omicidi (non dimentichiamo Federico Aldrovandi).

Pensiamo non serva dilungarci oltre sui motivi che dovrebbero potare ogni antirazzista, ogni antifascista, ogni antiautoritario a combattere coloro che si fanno alfieri di questi (dis)valori e di queste carognate.

Perché a pagare non siano sempre e solo i più attaccabili e cioè gli immigrati e chi si ribella ma anche coloro che portano il peso della responsabilità del clima razzista e autoritario che ormai dilaga.

Che attaccabili comincino a sentirsi pure loro!

Contro il razzismo!
Contro il fascismo!
Combatti la Lega nord!

(auguriamo etti ed etti di cellulite alle aspiranti Miss Padania!)

Anarchici ed antirazzisti.

Gio, 17/09/2009 – 16:59
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