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«Martedì Giugno 24, 2008»
Start: 17:00
End: 20:00

QUANTO VALE LA VITA DI UN LAVORATORE?

A Gerenzano (VA), martedì 17 giugno,un lavoratore egiziano, accompagnato dal fratello e da un amico si è recato presso la ditta Katon per cui da poco aveva smesso di lavorare, per chiedere il pagamento delle sue retribuzioni arretrate. Il figlio del titolare, ha ritenuto opportuno anziché pagare il dovuto risolvere la questione sparando e uccidendo Said, fratello dell'ex-dipendente.
Spaventato o arrabbiato che fosse, egli ha preferito tirare fuori una pistola piuttosto che i soldi.
Ma allora quanto vale la vita di un lavoratore, magari immigrato, costretto alla precarietà o al ricatto del permesso di soggiorno? Ci fanno credere che il lavoro sia un privilegio che ci concedono i padroni. Ci costringono a lavori precari, senza diritti, con pocasicurezza, spesso in nero. E magari qualcuno è disposto anche ad uccidere,piuttosto che pagarci il dovuto, come è successo a Said, o a Ion Cazacu, operaio rumeno, ucciso a Gallarate nel 2000, perché non voleva più lavorare in nero e chiedeva di essere assunto. Un clima aggravato da una campagna di odio che trova sostegno nelpacchetto sicurezza, i cui obiettivi sono:

Start: 19:00

Torino - martedi 24 giugno dalle 19.00 piazza Vittorio Veneto lato via Po

Un mese fa, il 24 maggio, moriva Hassan, clandestino, recluso nel CPT di Torino e lasciato senza cure dal personale della Croce Rossa.

Da allora centinaia, forse migliaia di suoi fratelli hanno raggiunto il suolo italiano, spinti dalla necessità e dal desiderio di una vita migliore; molti di loro sono annegati nel Mediterraneo, altri verranno forse catturati, ma continueranno inevitabilmente a percorrere la stessa strada, sfidando la macchina incivile dei controlli di polizia, della reclusione, delle espulsioni, alla ricerca della libertà.

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