Digiuni di solidarietà e lotta di Marco Camenisch

Digiuni di solidarietà e di lotta dal 9 al 16 novembre e dal 16 al 23 dicembre 2009

Visto che sono stanco di parole e stanco d’abbaiare al vento invece di agire nella carovana di guerra all’esistente fatto di guerra totale contro tutto e tutti/e, questa dichiarazione forse dovrà bastare anche per la prossima iniziativa anarchica collettiva ed internazionale di solidarietà che probabilmente attueremo nell’ultimo terzo del dicembre 2009.
Il 9 novembre, il combattente per la giustizia e libertà Mumia Abu-Jamal è da 28 anni nel braccio della morte nello Stato USA dell’impero coloniale, ed è attualmente più che mai minacciato d’assassinio di Stato.
Dal 16 al 23 novembre, proposta dal Cile per una settimana d’agitazione e di pressione internazionale solidale con i compagni, le compagne, le guerriere ed i guerrieri Mapuche sotto sequestro dello Stato cileno.
Solidarietà e per l’asilo politico in Argentina dei compagni Freddy e Marcelo.
In ricordo al compagno e fratello guerriero Mauri caduto in combattimento nello Stato di Cile, alla compagna e sorella guerriera Zoe caduta nello Stato di Francia, a Edo e Sole e Diana assassinate nel carcere dallo Stato italiano, a tutte le guerriere e a tutti i guerrieri in tutto il mondo cadute nella lotta per un futuro di libertà e giustizia dell’umanità, dei popoli, del mondo e delle specie.
Solidarietà con tutte e tutti che, come in Grecia, in Cile, in Messico e dappertutto nel mondo, con cammini e modi diversi, fuori e dentro le galere AGISCONO nell’autentica lotta per un cambio radicale e rivoluzionario dell’esistente distruttivo fatto di guerra totale, d’oppressione e di sfruttamento.
Il digiuno, dalla galera, significa possibilità e volontà solidale, individuale e collettiva di agire, R/esistere, rafforzare e partecipare alla lotta, unire le nostre voci da dentro alle vostre fuori.
I digiuni limitati di lotta in determinati contesti da dentro, significano rafforzare i nostri corpi e spiriti. Per meglio continuare ad essere guerriere e guerrieri, rafforzandoci con una tregua di purificazione dalle tossicità dei cibi, delle quotidiane vessazioni ed umiliazioni, dai lutti e dolori che ci propinano i nostri ed i vostri secondini.
Significa avvisare i secondini che in fondo non dipendiamo dai loro tossici “aiuti” di cibo, di “concessioni” per sopravvivere, di vessazioni ed umiliazioni che ci propinano giorno per giorno, mese per mese, anno per anno.
Significa avvisarli che, come non temevamo la morte dei nostri corpi lottando, tuttora e ancora meno temiamo una morte lottando, che in fondo e nel caso estremo abbiamo mantenuto la determinazione di decidere noi, e non loro, come e quando vivere e morire: lottando!
Con amore e rabbia, non per ultimo a te compagno Diego!

marco camenisch,

lager d’annientamento “democratico” Pöschwies, Regensdorf, Svizzera,

1 novembre 2009.

Lun, 09/11/2009 – 16:33
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