Cie - Aggiornamenti da Macerie su resistenza e repressione migranti e antirazzisti [2/10/09]

La vendetta

È arrivata la vendetta della polizia e della Croce Rossa per il duro sciopero della fame messo in campo dai reclusi di Ponte Galeria da lunedì scorso fino a ieri sera. In dodici tra i presunti animatori della protesta sono stati chiamati questa mattina con la scusa della scarcerazione. Al contrario, invece, sono stati immobilizzati con violenza e preparati per il trasferimanto in altri Centri. Chi li ha visti passare ha testimoniato che avevano i polsi legati con del nastro isolante. Un trasferimento violento e punitivo, dopo quattro giorni di lotta. Non sappiamo i dodici dove verranno portati.
Anche questa notte, a sciopero oramai finito, ci sono state un paio d’ore di protesta, con una battitura sulle sbarre.

Rimane immutata, invece, la situazione del recluso che l’altroieri sera si era tagliato le vene per protesta.

Aggiornamento ore 16.00. Non ci sono note, ancora, le destinazioni dei reclusi trasferiti questa mattina. La confusione di questa notte, invece, non era una battitura: erano semplici urla. E già, perché un gruppo di reclusi ha dovuto urlare dalle due della mattina fino alle cinque e mezza perché uno di loro stava male e la Croce Rossa faceva finta di non sentire: ma queste sono storie quotidiane, dentro ad un Cie.

Aggiornamento ore 22.00. Nel pomeriggio un altro dei protagonisti dello sciopero viene trasferito da Ponte Galeria verso una destinazione ancora ignota, mentre invece arriva a Roma un gruppone - forse addirittura 30 - di reclusi algerini proveniente da Bari-Palese. Dopo una mezz’ora si scoprirà che almeno due dei reclusi trasferiti questa mattina sono finiti proprio a Bari. Come quest’estate dopo le sommosse di Gradisca e poi di Milano la pratica del trasferimento punitivo denuncia la natura para-carceraria dei Centri. Intanto, il reclusoche si era tagliato le vene l’altroieri avrebbe ricominciato a camminare più o meno autonomamente.

Aggiornamente ore 23.00. Quattro prigionieri riescono a montare sui tetti e provano a scavalcare le reti del Centro. Tre vengono bloccati subito dalle guardie, del quarto non si sa ancora nulla: incrociamo le dita, probabilmente è libero.

Sciopero a Brindisi

Sono almeno sei giorni che otto reclusi del Cie di Restinco, a Brindisi, sono in sciopero della fame e della sete. Arrivati più di un mese fa a Lampedusa, trasferiti a Porto Empedocle e da lì a Brindisi non sanno ancora nulla della sorte che li attende: nesuno li informa, si sentono abbandonati e vivono la prospettiva di rimanere ancora cinque mesi prigionieri in questo piccolo Centro, appena riaperto e già completamente disastrato. A presto maggiori dettagli ed aggiornamenti.

 

Una tavolata

Al Cie di Gradisca d’Isonzo un’infermiera sarebbe stata colpita da un tavolo lanciato da un recluso e un operatore si sarebbe beccato un pugno. Lo dice la Fisascat Cisl di Gorizia, e non sappiamo se sia vero né quando questo sia successo. Se da una parte siamo abituati ai comunicati sindacali in solidarietà con gli aguzzini, dall’altra vorremmo segnalarvi come nel video sul pestaggio di Gradisca si veda chiaramente del personale in camice bianco accanto ai soldati schierati, e non ci sembravano affatto poliziotti in borghese. A gente come questa un pugno o una tavolata gliela tireremmo volentieri pure noi, anche subito.

Sorvegliàti di ieri e di oggi

Non è la prima volta che una Questura cerca di appioppare la misura della sorveglianza speciale a dei compagni. È già successo in passato e sta succedendo anche altrove, non solo a Torino. Abbiamo sentito tre “sorvegliati speciali”, le motivazioni - sempre pretestuose - addotte dalla polizia, le restrizioni cui sono, o sono stati o potrebbero essere sottoposti. E tutti e tre concordano su un punto: la sorveglianza speciale colpisce essenzialmente la vita che ognuno di loro ha scelto di vivere, gli amici e i luoghi che ognuno sceglie di frequentare. Per cercare, invano, di fermare il subbuglio sociale che ovunque ribolle, nonostante tutto.

Ascolta l’intervista con Mike di Rovereto, che ha passato due anni da sorvegliato speciale

Ascolta l’intervista con Gianluigi di Teramo, sottoposto da un anno alla sorveglianza speciale

Ascolta l’intervista con Sid di Milano, che il 7 ottobre avrà l’udienza per la sorveglianza.

su http://www.autistici.org/macerie/?p=20513

Infine, proprio ieri l’udienza per l’applicazione della sorveglianza speciale ai due compagni di Torino è stata fissata per giovedì 8 ottobre, alle ore 9 del mattino.

Sab, 03/10/2009 – 20:06
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