Carcere - Il Ministero del Contagio

da Bello come una prigione che brucia - Trasmissione su Radio Blackout

Andiamo a parlare di carcere e AIDS. Nelle discariche sociali dello stato italiano ci sono circa 4600 persone sieropositive. Il 7% della popolazione detenuta (secondo fonti della Anlaids). E' difficile sapere quante di esse lo abbiano contratto dopo l'arresto e quante prima, in ogni caso è una percentuale infinitamente più elevata rispetto alla popolazione cosiddetta libera. Come del resto lo sono notoriamente anche le percentuali di epatiti, tubercolosi e via dicendo.
Nei giorni scorsi c'è stato un dibattito abbastanza surreale tra il ministero della Sanità (a cui è passata dal 2008 in delega dal ministero della giustizia anche la sanità carceraria), incarnato dal ministro Ferruccio Fazio, e alcune associazioni per la lotta all'AIDS come Lila e Anlaids. L'argomento trattato non consisteva ovviamente in misure alternative alla detenzione per persone affette da malattie croniche e possibilmente contagiose, ma concerneva semplicemente la distribuzione di siringhe e preservativi nei luoghi di detenzione come valido strumento di prevenzione.
Sembrerebbero banalità, ma abbracciando posizioni di moralismo da beghina, e posizioni anti-igeniste a tal punto da negare ogni linea guida in materia, il ministro della Sanità (e non del Culto) è arrivato a sostenere che “non esistono evidenze di efficacia di tali interventi nel ridurre la trasmissione dell'infezione da hiv”, aggiungendo che la disponibilità di preservativi per i detenuti «può apparire come una legittimazione dell’omosessualità coatta».
Un ministro della sanità che si è reso responsabile dell'acquisto di milioni e milioni di inutili e costosi vaccini antinfluenzali dalla Glaxo Smith, sostiene che l'uso di siringhe sterili e preservativi in carcere non serve a prevenire la trasmissione di virus come l'HIV, e che anzi i preservativi legittimano l'omosessualità. Insomma, per il minsitro della salute italiano, l'omosessualità è un male più preoccupante di molti virus ematicamente e sessualmente trasmissibili.
Magari arriveranno a dire che la tubercolosi in carcere è causata dalle pratiche di masturbazione.

Ven, 19/02/2010 – 14:09
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