Bologna - Volantino distribuito davanti al carcere minorile

Bologna 17/07/2012 - In seguito alla notizia del tentativo di evasione di un ragazzo dal carcere minorile, ieri è stato fatto un giro in via del Pratello e dintorni, distribuendo il volantino che alleghiamo sotto.
Abbiamo inoltre appreso che, dopo il banchetto che è stato fatto il 3 luglio, era stata messa in circolazione la voce che c'erano stati i 'black-block' al Pratello; questo non è mimimamente risultato un ostacolo per parlare con alcune persone che vivono e/o lavorano lì.
Tra ieri e oggi la stampa di regime pubblica l'informazione di un ODG (Ordine del Giorno) approvato in consiglio comunale a Bologna perché vengano effettuati maggiori controlli medico-sanitari sui migranti, con particolare riferimento a carcere, CIE e minorile del Pratello: 1 - 2 - 3



E’ di oggi la notizia di un tentativo di evasione da parte di uno dei ragazzi detenuti nel carcere minorile del Pratello, avvenuto ieri pomeriggio. Dopo aver ingoiato un accendino, il ragazzo è stato portato all’ospedale Maggiore da dove, riuscendo a sfuggire alle due guardie, è poi scappato; purtroppo è stato fermato poche ore dopo da alcuni agenti, nei pressi della stazione dei treni, e riportato in carcere.
I tentativi di evasione dal carcere minorile di via del Pratello sono stati diversi negli ultimi anni, almeno stando ai giornali. Già nel settembre del 2009 due ragazzi erano riusciti ad evadere, e la Procura aveva aperto un’inchiesta indagando quattro agenti di polizia penitenziaria; un altro tentativo di fuga di due ragazzi era stato sventato nel marzo 2011 dalle guardie. Anche in quel caso, come oggi, è il SAPPE (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) a darne notizia, tramite il suo segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante.

Da mesi, ovvero da quando è scoppiato lo ‘scandalo’ del Pratello, anche i sindacati di polizia penitenziaria non esitano a unire le loro voci al coro di proteste che dichiarano inique le condizioni del carcere minorile, dalla denuncia di mancanza di fondi e personale fino all’affermazione che la struttura andrebbe chiusa. Difficile tuttavia prenderli sul serio. Prima di tutto perché è evidente l’interesse che li muove, non certo il “benessere dei ragazzi” (posto che associare la parola ‘benessere’ ad un luogo di reclusione e sevizie è un paradosso degno di una malsana ipocrisia), ma una posizione più vantaggiosa per le guardie penitenziarie: le stesse guardie che sono responsabili – secondo le inchieste aperte negli ultimi mesi sul Pratello – di ignorare o incoraggiare le risse tra detenuti, di utilizzare ad ogni pié sospinto manette, manganelli e celle di isolamento (nelle quali, nelle stagioni fredde, smontavano anche le finestre per sottoporre il recluso, lasciato anche privo di coperte, al freddo intenso). Le stesse guardie penitenziarie che non si pongono problemi nel lamentarsi una volta venute a galla le torture del carcere minorile, come se loro stesse non fossero coloro che le hanno commesse e taciute fino a pochi mesi fa. Il tentativo di passare dalla parte degli ‘accusati’ e ‘responsabili’ a quella degli ‘accusanti’ e degli ‘eroi’ che sventano evasioni e scontri tra i reclusi si palesa in tutto il suo schifo nel gennaio di quest’anno: il 19 viene annunciato il trasferimento di 27 agenti, che Durante definisce ‘una deportazione’, ma il 25 il SAPPE rende noto che all’interno del carcere le guardie avrebbero sventato il tentativo di suicidio di un ragazzo. Il trasferimento – che faceva seguito al ‘cambio dei vertici’ della struttura in seguito allo scandalo e all’indagine ancora aperta sulle numerose violenze che avverrebbero da anni entro le mura di via del Pratello – viene annullato.

Oggi Durante afferma che il ragazzo che ieri ha tentato la fuga aveva provato più volte a ingoiare l’accendino, lamenta che sia stato portato all’Ospedale Maggiore (perché privo di un reparto detentivo, a differenza del Sant’Orsola), e si crogiola nel lodare la presunta professionalità delle guardie che lo hanno ritrovato e reso di nuovo da libero a prigioniero.

A noi appare evidente:
che i veri ‘delinquenti’ sono coloro che fanno i carcerieri e che ne approfittano di ogni per avere più fondi e più libertà di commettere soprusi e violenze a loro piacimento sui loro prigionieri, tanto più quando tentano di nascondere quello che considerano un ‘lavoro’ dietro a false presunzioni e a concetti di sicurezza;
che tutti coloro che credono che sia un crimine o una colpa tentare di recuperare la propria libertà, magari usando come stratagemma un accendino ingoiato, si rendono complici di un mondo che rinchiude per allontanare da sé i “rifiutati” di ogni età, considerandoli pericolosi, rinnegandoli o trattandoli come ‘pezzi difettosi, sfortunati, storti’, da ‘raddrizzare e recuperare’.  Non c’è nulla ‘da correggere’ in questo tentativo di evasione, né da ‘comprendere’ o da ‘analizzare’: ci dispiace che sia fallito.

A FIANCO DI CHI CERCA UNA VIA DI FUGA DALLA RECLUSIONE
IN UN MONDO SENZA GABBIE, DEI CARCERIERI NON SI SAPRA’ CHE FARSENE
CHE DI CARCERI E C.I.E. RIMANGANO SOLO MACERIE


alcuni anarchici e anarchiche





Sab, 21/07/2012 – 13:02
tutti i contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione