Bergamo - resoconto iniziativa del 12 aprile in solidarietà agli squat e alle TAZ

In occasione della due giorni internazionale di dimostrazioni, azione diretta in difesa degli spazi occupati, si è svolta a Bergamo il 12 aprile 2008, un'iniziativa itinerante contro la cementificazione e per la riqualificazione “verde” dello spazio urbano.
Con inizio alle ore 16,00 dietro Porta Nuova un gruppo di Zappatori senza padrone, prende d'assalto le aiuole del centro cittadino con vanghe, falcetti, zappette e biciclette, pianta gerani, lamponi, menta, rosmarino e altri fiori colorati , sotto gli occhi delle persone che passeggiano nel centro cittadino, “protette” dall'immancabile Digos, polizia e dai vigili.
Dopo circa tre ore di giardinaggio e volantinaggio il gruppo lascia nelle aiuole dei cartelli con le seguenti scritte: “Stop al degrado del cemento” “Che la piccola Bergamo germogli” “Pianta i semi della resistenza”.
Attraverso questa azione dimostrativa si è voluto richiamare l'attenzione sulla condizione del territorio bergamasco, da anni vittima di un saccheggio da parte delle lobbies di potere che lasciano dietro il loro passaggio un deserto di cemento e un mare di nocività che le future generazioni erediteranno. Ogni anno cinquemila ettari di boschi e prati pari a circa centoquaranta mila metri cubi di verde lombardo lasciano per sempre il posto a capannoni, centri commerciali, palazzi e strade asfaltate. Con i ritmi attuali si può prevedere che tra pochi decenni intere regioni saranno in pratica desertificate a causa dell'asfalto e del cemento.
Anziché assistere come promesso in campagna elettorale ad un riassetto territoriale e ambientale, al rimboschimento, si assiste invece all'incremento della produzione industriale e al saccheggio della natura. Parte delle migliaia di ettari di terreno che ogni anno vengono sottratti ai boschi, alle colture,con conseguenze deleterie, viene destinato alla costruzione delle infrastrutture, una delle conseguenze più evidenti è la mancanza di assorbimento-evaporazione dell'acqua, ciò influisce sulla regolarità degli scambi termici delle superfici terrestri, sulle traspirazione del sottosuolo con inevitabili ricadute sul clima, sulla temperatura media dell'atmosfera e sulle capacità filtranti e disinquinanti del suolo.
Il comune di Bergamo, con il mega progetto infrastrutturale in via di realizzazione andrà a depauperare una porzione di territorio pari a 2 milioni e mezzo di m3, vince (ironia della sorte) il premio klima day 2008 patrocinato dal ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, dal ministero dell'università e della ricerca e dalle associazioni Lega ambiente e Mare vivo. La città di Bergamo selezionata tra una rosa di 5 città finaliste è stata premiata dal network nazionale , per l'impegno dimostrato nell'aumentare la vivibilità dell'ambiente e la qualità della vita dei propri cittadini.(sic!). Il riferimento principale utilizzato per assegnare il riconoscimento è stato il parere di Lega Ambiente Ecosistema Urbano. Il premio, una campagna pubblicitaria radiofonica di 100 spot per un valore complessivo di 45 mila euro, viene assegnato al Sindaco Roberto Bruni. Bergamo da anni vive un espansione edilizia incontrollata che ha deturpato luoghi e valori paesaggistici rilevanti, ha il primato in Italia della produzione di nuove quote di edificati e per l'uso di cemento. Il consumo enorme di terreno porterà alla scomparsa delle attività agricole, al peggioramento dei rapporti sociali e ad un abbassamento della qualità della vita. Un territorio troppo cementificato, asfaltato provocherà calore , ristagno delle polveri sottili e inquinamento. Nonostante le promesse elettorali del Sindaco Bruni di salvaguardare quel che rimane di una cintura verde intorno alla città, fatta di boschi , parchi , zone agricole, corsi d'acqua e siepi secolari, l'amministrazione comunale a colpi di varianti urbanistiche sta facendo l'esatto contrario. La sua maggiore preoccupazione pare infatti quello di fare cassa attraverso le clientele e grazie agli oneri di urbanizzazione. In questo modo liberalizza le lottizzazioni e mette in moto le ruspe e le gru, dando libero sfogo ad una cementificazione selvaggia.

ECO DELLE FORESTE

Gio, 15/05/2008 – 16:50
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