Archive - Gen 2010

Bologna - Resoconto del presisidio al Cie di Via Mattei del 30/01/2010

Nel pomeriggio circa una quarantina di solidali si è ritrovata di fronte alle mura del Cie di via Mattei. Il presidio, controllato a vista da una trentina tra digos, carabinieri e celerini, si proponeva di riprendere il cammino di lotta contro l’esistenza di questi lager di stato.

Dom, 31/01/2010 – 17:36

[Na] concerto benefit

05/02/2010 - 19:00

presso lo spazio anarchico 76 (A)

Scarica il flyer della serata

Sab, 30/01/2010 – 19:18

Santiago del Cile - Attacco a Telepizza

fonte: Archivo Paulino Scarfò

L'insurrezione è nelle strade, non nella bocca marcia di teorici ipocriti!
Il 27 gennaio, verso le 22.00, abbiamo attaccato una delle fonti di
sfruttamento nel centro di Santiago del Cile.
Siamo usciti dai punti di vigilanza, abbiamo osservato ed analizzato la
polizia ed il locale di Telepizza, i loro movimenti ripetuti e la monotona
routine di morte e di miseria.
Con il volto coperto ci siamo apprestati a bloccare la strada più
importante della città. In piena Alameda, 4 delle moto di Telepizza sono
state date alle fiamme ed utilizzate per interrompere il transito.
Nostro obiettivo, quello di spezzare la routine che rinchiude tutto un
universo di sfruttamento, gerarchie ed umiliazione. Abbiamo deciso di
finirla con qualsiasi autorità.
Sappiamo che quest'attività commerciale dai capitali spagnoli è un
dimostrazione dell'internazionalismo capitalista, per gli imprenditori non
ci sono barriere.
La nostra dimostrazione d'affetto ci fa spezzare con le barriere e le
frontiere disposte dal potere. Inviamo un forte abbraccio, che spezzi la
separazione, ai compagni Juan Carlos, Francisco, Honorio, Alberto, Tamara,
Amadeus Casellas prigionieri nello stato spagnolo e Gabriel Pombo da Silva
prigioniero in Germania.
Con quest'attacco vogliamo che sappiate e sentiate che vi siamo vicini e
che ogni minuto in cui i vostri corpi muoiono lentamente dietro le sbarre
anche noi moriamo. L'esperienza ci ha detto che solo elevando la fiamma
dell'insurrezione la vita diviene veramente valorosa.
Che sappia il neo-presidente, recentemente eletto nel territorio cileno,
il pagliaccio Piñera che né lui né il suo governo di turno fermeranno
l'offensiva antiautoritaria e che affileremo sempre più il nostro pugnale
per un futuro incontro.
Che sia chiaro: sinistri o destri sarete sempre nostri nemici, la guerra è
dichiarata e non ci fermeremo fino alla distruzione di tutta la società
carcere.
“Per la nostra liberazione e quella di tutti gli abitanti della terra, per
la nostra terra, continueremo ad acutizzare la lotta fino ad esser
liberi".
Ricordiamo con profondo orgoglio il compagno Mauricio Morales e la
compagna Zoe morti in combattimento.
Inviamo tutte le forze e le energie al compagno Diego Ríos in
clandestinità, che la sua fuga sia eterna come il fuoco vendicatore che ci
libera.
Banda Internacionalista Paco Ortiz

Sab, 30/01/2010 – 19:00

Messico - Nuova azione diretta contro la banca BBVA

fonte: Fondazione Roscigna

24 gennaio - ore 23.00
Durante la notte complice delle nostre azioni, di nuovo siamo andati a
colpire il nemico, il distruttivo sistema tecno-industriale coperto dalle
tecniche dello stato e del capitale.
La nostra azione insorgente è stata rivolta contro un obiettivo già
attaccato da diverse cellule negli ultimi tempi, in diversi stati della
repubblica messicana: una filiale della banca BBVA, stavolta nel municipio
di Ecatepec nel Estado de México.
Abbiamo preparato una bomba composta da gas butano e con un detonatore
costituito da cartucce di dinamite ed un ritardante artigianale. Siamo
entrati nell'aera dei bancomat e abbiamo lasciato l'ordigno pronto per
avviare la festa del Caos.
Dopo alcuni minuti la bomba è scoppiata, l'onda d'urto ha distrutto le
vetrate e danneggiato un bancomat, mentre s'è riempita di gas l'area
destinata al cambio di valute, luogo ripieno di denaro frutto dello
sfruttamento animale, umano e della terra. Dopo lo stridente attentato la
guardia di sicurezza ha avvisato la polizia municipale. Sono state chiuse
le porte della banca ed è stata chiamata la polizia statale. Noi già
c'eravamo burlati della loro strategia repressiva. Immediatamente sono
giunti i bastardi elementi della Agencia de Seguridad Estatal, hanno
ispezionato il luogo osservando che le nostre parole di continuare con
questi tipi di attacchi non sono solo chiacchiericci ma si trasformano in
azione.
La nostra azione è stata silenziata in maniera tassativa dagli elementi
dell'Ase, i quali non hanno avvisato la stampa in modo che il pubblico non
ascoltasse di nuovo l'ira eco-anarchica. I mal nati sbirri lì presenti
sanno cosa è accaduto, sanno che un'altra bomba di gas butano è stata
collocata in un'altra filiale bancaria, sanno quali danni abbiamo
provocato e di questo hanno le perizie nei loro archivi segreti.
Sappiamo che non conviene dare questa notizia alla scandalosa stampa,
perché il decreto di far scomparire l'Ase da parte delle alte cariche
nazionali dell'intelligence è ancora in piedi. Sappiamo che far conoscere
che un altro attentato è avvenuto nel Estado de Mexico, dopo le
esplosioni del 31 dicembre dello scorso anno, è troppo pericoloso per la
fin troppo debole stabilità di questa maledetta istituzione di polizia.
Ma non vogliamo il loro riconoscimento, non ci interessa la loro
propaganda, noi sappiamo quel che abbiamo fatto, abbiamo collocato la
bomba quella notte e questo ci basta. Abbiamo agito dalla nostra
individualità come esseri liberi e selvaggi, desiderosi di distruggere le
loro proprietà perché rappresentano il dominio internazionale per
l'instaurazione del nuovo ordine autoritario e distruttore della terra.
Approfittiamo di questo comunicato per inviare un saluto incendiario a
tutte quelle persone nel territorio messicano che hanno deciso di venir
fuori dal monotono e morto chiacchiericcio ed hanno iniziato a lottare.
Che i nostri colpi siamo sempre più forti!
Salutiamo anche il prigioniero per la liberazione della terra Abraham
López Martínez, forza e solidarietà specialmente per lui, che si ascoltino
le esplosioni e che l'odore della civilizzazione che arde giunga nella
cella in cui si trova sequestrato. In solidarietà anche alle giornate in
appoggio ai prigionieri messicani e nel mondo.
Quest'azione è anche in solidarietà al primo incontro per la liberazione
animale convocato in Uruguay. L'Interpol ed altri sbirri del potere hanno
cercato di boicottarlo, intimidendo la partecipazione di quelli che hanno
assistito, segno che siamo efficaci e che siamo veramente un pericolo per
questo putrido sistema di falsità totale; che le azione di sabotaggio e di
liberazione continuino ad essere preparate in quel territorio. Tutta la
nostra complicità ed il nostro sostegno agli individui guerrieri
abolizionisti uruguaiani.
Continuiamo a propinare colpo su colpo contro lo stato, che la fiamma non
si spenga e che si estenda fino ai luoghi più reconditi in cui ci siano
addomesticamento e dominio.
Per la liberazione animale, umana e della terra!
Cospirare ed attaccare, contro il sistema tecno-industriale!

Sab, 30/01/2010 – 18:59

Gli anarchici messicani e le AK47

Una recente intervista effettuata ai compagni anarchici messicani,
amministratori del blog:
"La conspiracion del fuego" -conspira1970.wordpress.com-, permette di
capire cosa sta accadendo in quel paese, alla luce delle ultime azioni
rivendicate da gruppi anarchici o per la liberazione della Terra. In
particolare, ha destato un grande scalpore la comparsa di azioni
insurrezionali in Bassa California, a Tijuana in particolare.
Molti giornali messicani ed anche alcuni gruppi di sinistra hanno subito
liquidato il fatto, come un maldestro tentativo dei narcos messicani di
intorpidire le acque. Invece, nella intervista ai compagni anarchici viene
fornita una versione diversa. Non solo in Bassa California, ma anche in
stati come quelli di Oaxaca e di Guerrero è presente una forte attività
armata anarchica.
A quanto pare non sono solo i narcos ad utilizzare le mitragliatrici AK47
nelle azioni contro lo stato messicano.
L'intervista, in spagnolo, è su:
http://www.lahaine.org/index.php?p=42512
Ricordiamo che dal 1 al 12 febbraio sono state indette delle Giornate di
Agitazione Anticarceraria per i prigionieri rivoluzionari in Messico e nel
mondo.

saluti ribelli
culmine

Sab, 30/01/2010 – 18:58

[Mi] Presentazione di "difendere la razza"

02/02/2010 - 18:13
02/02/2010 - 23:59

Martedì 2 Febbraio 2010

Presentazione del libro:

DIFENDERE LA RAZZA

di Nicoletta Poidimani

Una riflessione sul riattivarsi odierno di nuovi stereotipi razzisti
e sessisti

a partire dalle analisi delle politiche sessuali e razziali
applicate dal regime

fascista nelle sue colonie africane.

Dalle ore 18.13

APERITIVO BUFFET VEGAN

A seguire

PRESENTAZIONE CON L'AUTRICE

E DIBATTITO

Villa vegan Squat

via Litta Modignani 66sei

20161 Milano

Per raggiungerci FNM AFFORI/QUARTO OZZARRO bus 40-41
villavegansquat@inventati.org

Sab, 30/01/2010 – 18:53

Manifesto antinucleare

Il Nucleare è tornato, anzi non se n'era mai andato

Anarchici e anarchiche contro il nucleare

Sab, 30/01/2010 – 18:50

Marco Camenisch sull'adesione di Jonatan allo sciopero della fame

Solidarietà e partecipazione del compagno anarchico prigioniero Jonatan della Svezia allo sciopero della fame collettivo

 

Seppur posteriormente, d'accordo con Jonatan, comunico la sua sostanziale adesione all'iniziativa. In un sua lettera in inglese di fine dicembre 2009 che ho ricevuto solo in gennaio 2010 inoltrato, mi ha contattato. Jonatan (vedi anche ultimo numero di Terra Selvaggia) è un giovane compagno che si rivendica anarchico anticivilizzazione ed un anno fa è stato condannato a 15 mesi ("soli", causa giovanissima età) per sabotaggio di un traliccio delle telecomunicazioni, di una gru edile, di un camion per il trasporto di legname, "cospirazione" per sabotare alcuni "obiettivi cruciali per la continuazione e la sicurezza dello Stato e della società Svedese" (la nostra "pubblica utilità", cioè nocività... ) e per l'attacco ed il "ricatto" contro un'agenzia interinale. Dopo 1 mese e mezzo agli arresti domiciliari è stato liberato per 10 mesi sotto cauzione nell'attesa dell'appello, dieci mesi spesi bene portando avanti iniziative di discussione e workshop, sulla polizia segreta in Svezia. Per espiare i due terzi della pena, per motivi della giovane età viene dapprima rinchiuso in un "carcere aperto". Poi però viene deportato lontano dalla gente cara nella "prigione più burocratica e fascista di Svezia", un manicomio criminale ristrutturato in carcere duro dove ora espia la sua condanna in mezzo a degli psicotici, infami, ecc. Tanto per rendere l'idea... le celle sono aperte di giorno perché senza bagno e per la notte i detenuti hanno una bottiglia di plastica per pisciarci dentro.

Sab, 30/01/2010 – 18:44
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