Archive - Set 2009
Napoli - 6 poliziotti e un manifestante feriti al corteo contro Casapound
Le occupazioni degli indomiti camerati le difende la polizia...
Sale il bilancio dei poliziotti feriti secondo blitzquotidiano.it
Sei tra agenti e funzionari di polizia feriti o contusi negli scontri con manifestanti anti-Casapound oggi a Napoli, uno dei quali con un pesante trauma uditivo per l’esplosione di una bomba carta. È questo il bilancio che tracciano le forze dell’ordine.
fonte: repubblica.it
Momenti di forte tensione in città durante il corteo organizzato contro l'occupazione di un ex convento da parte dell'organizzazione di estrema destra, CasaPound Italia. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti. Alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone protettivo delle forze dell'ordine lungo Sant'Agostino degli Scalzi in prossimità di Salita San Raffaele, dove si trova l'ex convento occupato da appartenenti a Casa Pound.
A restare feriti sono stati due agenti del reparto mobile ed un funzionario di polizia. Anche un manifestante è rimasto ferito.
Sono stati però respinti dalla polizia. Ne se sono seguiti lancio di petardi, fumogeni, bottiglie e sassi contro gli agenti. I manifestanti indossano caschi protettivi e si proteggono dietro pannelli di plastica che riportano immagini di immigrati e dell'Olocausto e scritte contro il razzismo e l'omofobia.
Secondo quanto conferma la Questura, i manifestanti hanno lanciato contro gli agenti 'san pietrini ' e diverse bombe carta. E' a quel punto che la polizia ha lanciato due lacrimogeni.
Il corteo di protesta è diretto verso piazza Cavour per la sua conclusione.
Nella zona degli incidenti, a Santa Teresa degli Scalzi, è scattato anche un blocco stradale attuato con i cassonetti dell'immondizia. Nel blocco stradale è rimasto coinvolto anche un gruppo di turisti a bordo del bus rosso scoperto, il city sightseeing. Lo stabile, un ex convento, di proprietà del Comune, è stato occupato dagli aderenti all'organizzazione di estrema destra "affinchè tolto dall'abbandono", sia possibile, dicono i promotori dell'iniziativa, farne un centro popolare aggregativo.
Bergamo - Strade tappezzate da manifesti anarchici contro militarizzazione
dal sito bergamonews.it
Via Quarenghi - Nella notte qualcuno ha affisso decine di manifesti
anti militaristi proprio in una delle zone più presidiate dagli alpini.
SPUNTANO VOLANTINI CONTRO I SOLDATI IN STRADA
Blitz anti militarista in via Quarenghi, una delle zone cittadine più
pattugliate dagli alpini del contingente inviato a Bergamo dal ministro
della Difesa Ignazio La Russa. Nella notte qualcuno ha affisso volantini
raffiguranti un soldato stilizzato e riportanti la scritta "Caution -
Police State, no ai militari nelle strade". Anonima la mano, anche se
nell'angolo destro del manifesto campeggia la celebre "A" di anarchia. Sul
posto è arrivata la Digos, che però non ha dato eccessivo peso
all'episodio.
Proprio oggi a Orio al Serio, dove sono di stanza gli alpini, c'è stato il
cambio della guardia: il primo contingente ha lasciato il posto a un altro
che resterà in città fino al 28 dicembre.
da dnews 30.09.09
GLI ANARCHICI CONTRO I MILITARI NELLE STRADE VIA QUARENGHI TAPEZZATA DI
MANIFESTI.
L'azione nel giorno in cui è arrivato un altro gruppo di alpini.
Una cinquantina di manifesti raffiguranti un soldato in tenuta da
combattimento
e con una scritta contro i militari presenti da qualche settimana in
città, sono comparsi ieri a bergamo nella centralissima via quarenghi e
zone limitrofe alla stazione.
Il blitz ad opera di un gruppo di anarchici si sarebbe consumato nella
notte.
Sui manifesti oltre alla sagoma di un soldato c'era la scritta "caution
police state- no ai militari nelle strade"e il simbolo dell'anarchia.
La comparsa dei volantini coincide con l'arrivo in città di un secondo
gruppo di circa venti alpini che nei prossimi giorni andranno a sostituire
quelli inviati a bergamo pocoprima di ferragostodal ministero della difesa
per far fronte agli episodi di microcriminalità in città e provincia. del
caso si sta ocupando la digos.
[Ge] La seconda udienza che vede imputati 6 compagni per violenza privata e danneggiamento
Ge: Venerdì 2 Ottobre alle ore 10.30 si terrà la seconda udienza che vede imputati 6 compagni per violenza privata e danneggiamento.
Riportiamo i fatti accaduti quel giorno.
Ennesimo omicidio sul lavoro: un ragazzo poco più che trentenne, Enrico Formenti, muore nell'area portuale genovese.
Subito si decise di bloccare i varchi dando fuoco ai copertoni e mettendo dei mezzi pesanti davanti ai cancelli.
Ovviamente i sindacati non appoggiarono quella dimostrazione e chiesero che il blocco venisse smantellato nel corso della giorna ta stessa. I compagni che erano accorsi per dare man forte, e i lavoratori portuali (alcuni di loro facente parte dell'assemblea antifascista) si rifiutarono e andarono avanti con il blocco fino al giorno successivo, quando si decise di bloccare non solo i varchi ma le strade limitrofe creando un gran disagio per gli automobilisti, cercando e ottenendo, un buon risultato in visibilità.
E' proprio in quel momento che si crearono momenti di tensione, nello specifico in 2 casi, quando un tenente di vascello Carlo Loy con la sua BMW cercava di sfondare il blocco ma in tutta risposta si è visto sfondare il parabrezza della sua luccicante macchina, con qualche schiaffone di contorno, bisogna dire che lo stronzo cercando di sfondare il blocco ha preso un compagno alle gambe, fortunatamente senza conseguenze.
Il secondo caso di tensione è avvenuto poco dopo, quando un altro coglione di nome Stefano Pesci te nta anch'essi di sfondare il blocco, a quest'ultimo non è stato fatto alcun danno, gli si è intimato di andarsene e velocemente, evidentemente comportarsi da bravi ragazzi non è servito a molto visto che lo stronzo con i servi della digos che erano presenti denunciarono un compagno dicendo di averlo visto mentre danneggiava anche la seconda macchina. L'infame si è fatto fare un preventivo da 630euro per i danni subiti alla carrozzeria e si è dichiarato parte civile.
Questo processo vede come imputato anche Gianfranco....potrebbe essere un 'occasione per "riabracciarlo" .
Ai compagni e alle compagne chiediamo di partecipare visto che la morte di un ragazzo sul posto di lavoro non può essere "archiviata" con un semplice processo da tribunale.
[Ba] Presidio contro i Cie

[Fi] Serata alla Riottosa
LaRiottosaZquat, Firenze Galluzzo, bus 37 o 68 dalla stazione santa maria novella, fermata "pone bailey". Bellafica porta quel che ti va, no baristi no fruitori niente soldi solo complici e briahi
Scarica il manifesto
Aip - Rovinata la festa a La Rinascente
Dal sito di Campagna AIP - Notizia visibile con foto e filmati alla pagina:
http://campagnaaip.net/notizie/notizia294.html
*****
Allucchettamenti e proteste alla presentazione del profumo D&G
Venerdì 25 settembre a La Rinascente di Piazza Duomo, Milano, era prevista la
presenza di Naomi Campbell, Claudia Schiffer ed Eva Herzigova per la
presentazione del nuovo produmo D&G, a cui avrebbero presenziato pure
Dolce&Gabbana.
Vista l'inadempienza di Rinascente della politica fur-free e il rilancio di una
campagna contro di loro, quale migliore momento per fare sapere a tutti che
questa azienda non ha preso seriamente un impegno con AIP e non si sta
impegnando a fermare la vendita di cadaveri di animali dentro ai suoi punti
vendita?
Anche se non invitati ci siamo presentati pieni di iniziativa e di buoni
propositi, oltre che di buone ragioni e di rabbia, per cercare di rovinare la
festa a Rinascente. Con un piano che prevedeva due azioni distaccate che però
abbiamo dovuto rivedere sul momento, siamo riusciti alla fine ad avere ben tre
azioni!
Quando già presso l'entrata principale era stato srotolato un tappeto rosso e
si accalcavano alle transenne decine di persone in attesa delle tre modelle,
alcuni attivisti di AIP sono riusciti ad entrare nel negozio da un'altra
entrata e, distraendo prima le numerose guardie all'ingresso con un diversivo
fatto di slogan e cartelli, uno di loro è riuscito ad alluchettarsi ad una
maniglia della porta principale, davanti al tappeto rosso. Peccato che i
lucchetti tipo "bloster", i più adatti per legare il proprio collo in queste
situazioni, necessitino della chiave per la chiusura. Il piano prevedeva la
fuga di un altro con le chiavi in mano, ma prevedeva anche di poter fare questa
azione all'esterno, con più
possibilità di "smarcare" eventuali ostacolatori. Con dieci guardie
addosso tra gli stand di un grande magazzino era impossibile fuggire più di
due minuti o fare altro che lanciare via le chiavi. Così l'allucchettamento è
durato solo pochi minuti, dopo di ché tutti gli attivisti che erano entrati
sono stati portati fuori passando sul tappeto rosso, in mezzo alla folla e ai
giornalisti, dove comunque hanno potuto dare visibilità all'azione.
Pochi minuti dopo scatta la seconda azione: una attivista si incatena ad una
delle porte della Rinascente, usando la stessa tecnica del lucchetto al collo
(impossibile da segare se non con un flessibile e l'intervento dei pompieri).
Questa volta essendo l'azione all'esterno è facile fuggire con le chiavi e
"farle sparire"!
Arrivano subito gli altri e scatta il presidio con volantini lanciati,
cartelli, slogan e una ressa di persone che si gira a guardare e scattare foto,
con le macchine e le telecamere che avevano preparato per le top-model. La
sicurezza della Rinascente è lenta ad intervenire ed è presa alla sprovvista.
La protesta riscuote anche una buona approvazione da parte della gente, che
prende i volantini e applaude.
Questo allucchettamento è durato almeno 40 minuti, facendo ritardare l'evento,
ed è finito quando ormai riuscito nella sua efficacia sono spuntate fuori le
chiavi ed è stato aperto il lucchetto.
Poi si alza la musica, arrivano le dive, scattano i flash, tutto sembra tornato
alla normalità e all'allegria che dovrebbe contraddisstinguere questi eventi
mondani. Ma proprio mentre le tre modelle e Dolce&Gabbana sono sotto i
riflettori all'interno del negozio, da una balconata vengono lanciati mucchi di
volantini e viene srotolato uno striscione con scritto "Basta Menzogne - Basta
Pellicce - Rinascente assassini". Una mossa inaspettata, e ancora una volta la
sicurezza viene presa alla sprovvista, mentre le facce si alzano a guardare
l'ennesima contestazione alla scelta eticamente inaccettabile della Rinascente.
L'amministratore delegato di Rinascente, Vittorio Radice, era visivamente
nervoso e contrariato e ha continuato a cercare giustificazioni e scuse,
tergiversando invece sulle nostre richieste concrete e i loro impegni presi
pubblicamente.
La dirigenza di Rinascente sa bene quello che vogliamo e questa iniziativa è
un modo concreto per far capire che chi non rispetta i patti e continua a
lucrare sulla pelle degli animali è dalla parte del torto e non potrà
ricevere che disprezzo e rabbia.
Non è più il momento per le promesse e le scuse:
Basta menzogne - Basta pellicce dentro Rinascente!
----------------
Il giorno successivo, sabato 26 settembre, 75 persone hanno protestato davanti
allo stesso negozio Rinascente mentre altre 30 erano davanti a quello di Roma.
Nessuna trega per chi lucra sullo sfruttamento animale!
Abruzzo - I rifiuti blindati di piazza d'armi
Una trentina di sfollati di piazza d'armi si sono opposti alla deportazione e sono rimasti nel campo. Ci sono vecchi, bambini, persone con l'invalidità totale, italiani e stranieri.
La protezione civile gli ha lasciato solo le tende, una lavatrice, un cesso chimico e tanta monnezza.
Da oltre 10 giorni vivono in una vera e propria discarica. Non hanno cucina, né viveri.
Da oltre 10 giorni la Sebach non provvede allo svuotamento e pulizia del cesso.
Dalla protezione civile fanno sapere che ora la gestione del campo è di pertinenza del Comune.
Ma il Sindaco non è mai stato lì, a vedere i ratti e i cani che sguazzano nella merda che sta allagando i cessi, la tenda tagliuzzata non si sa da chi, a una giovane donna residente nel campo, le bombole del gas abbandonate e tanti altri rifiuti lasciati dai militari che hanno smantellato la tendopoli.
Io ci sono stata, ho visto e ascoltato. Mi hanno detto che ora quel campo è terra di nessuno, che da quando è andata via la protezione civile è stato abbandonato a sé stesso e non c'è più vigilanza. Ma la vigilanza io l'ho vista eccome. Da sabato, il giorno dell'assemblea cittadina in preparazione della manifestazione del 29, si è concretizzata con digos e polizia, sempre solerti quando annusano nell'aria odor di protesta. Un ragazzo mi ha raccontato che in quel campo c'era la zona a luci rosse e la zona spaccio. Mi ha detto che la polizia sapeva tutto ma chiudeva entrambi gli occhi, anzi, nei giorni del G8, andava da loro e diceva: "drogatevi, vendetevi, consumate, basta che non facciate casino". Nei giorni del G8 quel ragazzo aveva perso la madre e non aveva un paio di pantaloni nuovi per andare al funerale. La polizia entrava nella tenda e lo bloccava per le gambe sul letto. "Non azzardarti ad uscire da questa tenda durante il G8, per una settimana rimarrai qui dentro!" "drogatevi, vendetevi, consumate, basta che non facciate casino"
Ho dormito lì sabato notte e la mattina dopo volevo scattare qualche foto, per documentare le condizioni bestiali in cui esseri umani sono tenuti da questo Stato da "nobel per la pace".
La prima foto l'ho scattata ai poliziotti che mi hanno subito bloccata, perquisita la macchina e trattenuta lì per un'ora. "E' vietato fare foto", mi hanno detto. "Non si può fotografare questo scempio?" -- "chiamate i giornalisti e non immischiatevi" la risposta. E poi: "siete in visita agli ospiti del campo?" -- "quali ospiti?, qui i terremotati non sono ospiti, qui è casa loro, questa discarica è casa loro" gli ho detto io (quei poliziotti venivano da Roma) - "qui non ci saranno servizi, ma non gli manca la SSICUREZZA", ribatte lo sbirro.
L'amico che mi ha ospitato quella notte è venuto da me e loro gli hanno intimato di chiudersi in tenda.
"drogatevi, vendetevi, consumate, basta che non facciate casino"
Il mondo non deve conoscere la verità, la verità è rivoluzionaria...
"drogatevi, vendetevi, consumate, basta che non facciate casino"
Per il 29, quando Silvio verrà a strappare il suo nobel per la pace a Bazzano, tutto deve essere pulito e in ordine, nessuno deve sapere, nessuno deve protestare. I rifiuti e gli sfollati barbonizzati chiusi nella discarica di piazza d'armi.
"drogatevi, vendetevi, consumate, basta che non facciate casino"
Queste foto, la verità che contengono e la solidarietà le dedico ai miei amici di piazza d'armi.
A questo regime fascista e spietato, che vuole cancellare la libertà faccio i miei auguri di rivoluzione.
Chi non ha pietà non merita pietà.
Luigia, per una rete di soccorso popolare
foto su http://sfoll-aut.blogspot.com/
Milano - Rastrellamenti e "Stranamore", bus-galera per i migranti
fonte: repubblica.it



Milano, vigili a caccia degli immigrati il bus-galera imprigiona i clandestini
Gli stranieri senza documenti vengono fatti salire su un bus con grate sui vetri: è il “bus-galera” usato per gli ultrà, utilizzato per bloccare i presunti clandestini e poi identificarli. A effettuare le operazioni sono i vigili del nucleo Trasporto pubblico, istituito per garantire la sicurezza su tram e bus, ma che di fatto si è specializzato in questi mesi nella caccia ai clandestini in città
Al commissario questo lavoro piace: "Ragazzi, prendetemi anche quello nascosto nell’erba e mi avete fatto felice", dice ai suoi. Quello nascosto nell’erba è nordafricano, ha poco più di 20 anni. Si è liberato dalla presa di un vigile e si è imboscato dietro a un cespuglio. Da lì, è corso chissà dove. Al termine di un’intera mattinata di controlli, sarà l’unico straniero scappato al nucleo.
Trasporto pubblico dei vigili. La squadra, messa in piedi dal Comune nel 2000 per garantire la sicurezza su tram e bus, dallo scorso anno si è specializzata nel servizio "fermi e identificazioni". In pratica: chiudere in speciali autobus con grate ai finestrini, e poi identificare, gli stranieri trovati senza documenti durante i controlli dei biglietti sui mezzi pubblici.
Trentadue agenti divisi in tre turni. Vigili che, mentre gli uomini di Atm multano chi viaggia gratis, fanno quello che devono fare. Un tram dopo l’altro, uno straniero alla volta. Ieri mattina, la prima uscita dall’avvio dei processi ai clandestini, è andata bene: 120 multe staccate e dieci stranieri portati in centrale. Ci si apposta alla fermata, si chiedono i documenti agli stranieri e se non li hanno li si carica sul "bus-galera". È lo stesso tipo di autobus usato per scortare allo stadio i gruppi ultrà. Gli agenti lo chiamano "Stranamore", "perché ricorda il camper su cui Alberto Castagna negli anni Novanta faceva piangere gli innamorati in tivù", ride un agente.
Sulla strada del ritorno, a operazione conclusa, Stranamore è accompagnano da quattro auto dei vigili, che con sirene accese bruciano i semafori per portare il carico alla centrale. Quando alla fermata del tram 15 in via De Missaglia scatta la "tonnara" — sempre stando al gergo dei vigili — sono le sette e mezza. Il tram si ferma, gli agenti bloccano le uscite. Per primo tocca a un ragazzo nordafricano. Mostra fotocopie di documenti, gli fanno cenno di salire sul bus blindato, lui esegue senza fare troppe storie. Poi è il turno di uno slavo. Non apre bocca, toglie le mani di tasca solo prima di sedersi dietro al primo fermato. I passeggeri del tram assistono alla scena e commentano. Una donna con caschetto di capelli
bianchi chiede agli agenti: "Ma perché fate così? Hanno fatto qualcosa?". La risposta: "Sono clandestini, signora".
Tre dei dieci fermati, risulterà a sera dopo le verifiche, non lo sono affatto. Per sette scatta invece la denuncia per clandestinità, e uno solo è arrestato: ha già in tasca il decreto di espulsione ma non si è mosso dall’Italia. Dentro al bus, che alle dieci del mattino sta per ripartire con gli uomini a bordo, qualcuno prende a pugni il vetro. Altri nascondono il volto fra le ginocchia. Si ferma un’altra signora, borsetta stretta al petto: "Fate bene — dice agli agenti — questi qua in galera devono stare". Una donna chiede ingenuamente ai vigili dove sia diretto lo strano bus con le reti alle finestre. Fa
anche per salire, ma il vigile la ferma: "Signora, aspetti il tram che è meglio".
Delle pattuglie anti-clandestini va fiero il vicesindaco Riccardo De Corato: "È un servizio svolto esclusivamente da questa speciale task-force — dice — non sottrae agenti al controllo della viabilità, che è di competenza di altri 2.900 vigili". Nell’e logiare i "puma", De Corato risponde così anche alle accuse fattegli dai sindacati degli stessi vigili, che criticano il Comune "per avere dirottato troppe divise sulle campagne legate alla sicurezza, trascurando i compiti
propri dei ghisa milanesi", come la rimozione di auto sui passi carrai.
Un’inchiesta di Repubblica Milano ha rivelato come, per soddisfare le iniziative securitarie di Palazzo Marino (come il contrasto ad accattoni e venditori abusivi), il comando dei vigili invii fax ai suoi uffici territoriali chiedendo di "dirottare" su quei servizi le pattuglie destinate a soddisfare i reclami dei cittadini. Nell’ordine è compreso anche l’obbligo di fornire "i numeri relativi agli interventi svolti", con cui poi Palazzo Marino fa comunicati stampa. E se non bastano i vigili dei comandi di zona, si ricorre agli straordinari: in media 13mila ore al mese, per una spesa di oltre 300mila euro. "Se i compiti dei vigili sono cambiati è solo perché lo prevede la legge — dice De Corato — e comunque dei 3.057 vigili di
Milano, solo 150 si occupano di sicurezza a tempo pieno".
Le rassicurazioni del vicesindaco non bastano a placare l’insoddisfazione dei vigili. Alcune sigle sindacali, minacciano di
boicottare la tradizionale festa del corpo, in programma per sabato. "Non sappiamo più quale sia il nostro lavoro e nemmeno chi ci comanda", dicono i ghisa in protesta in protesta, dopo che a luglio il comandante Emiliano Bezzon è stato rimosso perché indagato in un’inchiesta giudiziaria su presunti favori a locali notturni.
(29 settembre 2009)



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